Albania, un paese che solo a nominarlo suscita sentimenti contrastanti, curiosità e diffidenza.

Così vicino all’Italia che tutti dovrebbero andare a vedere cosa c’è nel Paese delle Aquile, come vivono gli albanesi e cosa pensano di noi italiani.

castello kruja

Così lontano nello stile di vita, nelle facce della gente, negli ambienti naturali e negli aspetti storico – culturali.

La storia del Novecento ha visto gli albanesi isolati e vessati dalla dittatura di Enver Hoxha, dopo la guerra (anzi le guerre) si sono trovati soli in mezzo all’Europa che cambiava aspetto. Trent’anni fa hanno ritrovato la libertà e si sono avviati alla democrazia, hanno potuto muoversi e viaggiare per cercare un futuro migliore.

Tanti albanesi sono venuti in Italia, terra di destinazione prima con gli sbarchi che hanno fatto la storia, come la famosa nave Vlora arrivata al porto di Bari nel 1991, poi in auto e in aereo.

Fino a pochi anni fa l’Albania era una meta di viaggio per pochi, ora è esplosa e registra aumenti vertiginosi negli ingressi turistici, complice proprio la facilità di accesso e la fama di meta economica. L’Albania è anche meta di lavoro ed investimento per imprese di diversi settori. Albanesi e italiane.

Quest’anno ho deciso di contribuire al bilancio positivo delle visite e viaggiare in Albania.

emiliano s rooms

Ho caricato la mia vecchia auto blu e con tre amiche ho viaggiato in lungo e in largo in Albania per due settimane, nel mese di agosto.

Se mi avete seguito sul mio profilo Instagram e sulla pagina Facebook avrete visto tante immagini albanesi. Ora che sono rientrata voglio raccontarvi tutto per esteso.

Partiamo con i principali luoghi da visitare, seguendo il nostro itinerario di viaggio in ordine cronologico.

Seguiranno approfondimenti sui temi a me cari: cosa mangiare e dove dormire, come muoversi in Albania, informazioni e consigli utili. Mettetevi comodi, sarà una bella ma lunga lettura!

DURAZZO

A Durazzo siamo scese dalla nave alle otto di mattina, abbiamo dormito bene nella cabina della nave partita alle 22,30 di sera dal porto di Bari.

porto di durazzo

Lasciata l’auto in strada abbiamo fatto colazione in pasticceria e visitato il centro, che è piccolino e si gira tranquillamente a piedi.

Gli antichi monumenti sono numerosi ma spesso avvolti da impalcature, come la torre veneziana.

La moschea gialla spicca sul viale principale ornato da fontane e un moderno allestimento.

moschea durazzo

Molto bello l’anfiteatro romano, il secondo per grandezza nei Balcani dopo quello di Pola.

anfiteatro durazzo

E pure le terme romane, il bazar e il bagno turco.

terme romane durazzo

In mezza giornata si riescono a vedere le principali attrattive della città poi potete fermarvi più a lungo per riposare in spiaggia, o usare Durazzo come base per visitare i dintorni.

KRUJE

Kruje è la città di Skanderbeg, eroe albanese che ha dato tanto filo da torcere ai turchi nel Quattrocento ed è considerato un vero eroe della storia albanese. A me piace chiamarlo anche col suo vero nome, Giorgio Kastrioti: siccome l’ho cercato più volte in Italia, non potevo certo evitare di incontrarlo nella sua terra.

Il castello di Kruje è dedicato proprio a lui nel museo, che si trova all’interno del castello ed è allestito bene.

Ben restaurato e valorizzato, con le immancabili bandiere che sventolano e mostrano sempre l’orgoglio di essere albanesi.

castello kruje

I tre piani del museo raccontano la storia del paese e di questo personaggio tanto amato.

Molto interessante, ricchissimo di oggetti e documenti ben spiegati, e richiami ai paesi confinanti tra cui, ovviamente, c’è l’Italia a cui l’Albania è da sempre legata.

albania e italia

Skanderbeg è morto di malaria, mica è stato sconfitto in battaglia. Un vero eroe!

A Kruje c’è poi un grande e affollato bazar con decine di negozi uno in fila all’altro, dove potete sfogare il vostro shopping instinct e portare via oggetti per la casa, mobili, tappeti, vestiti e tessuti.

suvenir smell kruje

Io che non ho posto per queste cose mi sono concentrata sul mangiare e bere come sempre.

Ho trovato questo bel negozio di souvenir che vi consiglio. Si chiama Suvenir Smell, la gentile titolare Mili Berhami vi farà provare tutto ciò che volete e assaggiare i liquori locali (Io l’ho comprato ovviamente).

kruje tramonto

Dal castello di Kruje vediamo il nostro primo tramonto albanese. Bellissimo!

TIRANA

Nel caos della capitale albanese, se si arriva in auto come noi cercando di avvicinarsi al centro, bisogna districarsi nel traffico e capire le regole di tutti gli altri, non solo chi è alla guida di un mezzo.

tirana piazza skanderbeg

Poi a piedi è tutto più facile e molte cose da vedere si trovano vicine attorno a piazza Skanderbeg.

Visitiamo la moschea Ethem Bej e guardiamo i passanti che camminano come formichine sulla piazza.

tirana moschea ethem bej

I viali di accesso sono alberati, da ognuno si dipartono viuzze dove regna una calma irreale e si possono vedere le persone che lavorano nei negozi, nei locali o ai banchetti.

A proposito, i banchi più belli stanno al bazar molto moderno di aspetto ma ricco dei profumi, colori e sapori che un mercato può dare.

Altri colori sono quelli dei murales da cercare e ammirare col naso all’insù, presenti per le vie di Tirana.

Allietano il grigiore di tanti edifici moderni e fanno belle alcune vie decisamente tristi.

tirana murales

Artisti internazionali hanno contribuito a questo progetto voluto dall’amministrazione e osteggiato, ma solo all’inizio, dai tiranesi.

Avendo solo mezza giornata di tempo per vedere Tirana, invece di fermarci a visitare musei e palazzi ci siamo limitate a una passeggiata senza impegno. Ma c’è molto di più da vedere.

Tirana è una città da scoprire poco a poco, da vivere di giorno e di sera.

LIN

Un piccolo villaggio tranquillo e romantico, comoda base per visitare il lago di Ocrida sulle due sponde, albanese e macedone. Così si presenta Lin arrivando da sopra dove la strada asfaltata lascia spazio a strette stradine a ciottoli, da percorrere a passo d’uomo o meglio a piedi.

lin

Offre delle vedute splendide sul lago, soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio.

Salendo un sentiero poco indicato si arriva ai resti di una chiesa paleocristiana che conserva pregevoli mosaici.

il lago di ocrida a lin

Le profonde acque del lago nutrono tutti gli esseri viventi e sono solcate sia da barche da pesca sia da diporto.

Ospitano una ricca fauna ittica fra cui i due famosi pesci locali, uno assomiglia alla trota e l’altro al salmone.

Guesthouse semplici come la nostra si alternano ad altri alloggi più eleganti.

In mezzo piccoli orti sono coltivati sfruttando la terra scura e fertilissima, dove crescono verdure di ogni tipo.

  • A cena ci servono sempre insalate abbondanti prima del piatto principale.
  • Frutta fresca e marmellata fatta in casa a colazione.

E chi ha qualcosa da vendere allestisce tavolini improvvisati lungo la strada, come si faceva una volta.

OCRIDA

Con la nostra auto abbiamo fatto il giro del più antico e più profondo lago europeo, il lago di Ocrida (Ohrid) di origine glaciale. Partite da Lin l’abbiamo percorso in senso orario, e siamo rientrate per la sera.

Entrando in Macedonia del nord si possono vedere diversi paesi grandi e piccoli: Struga, Ocrida, Lagadin, Restani, Trpejka, Sveti Naum.

ocrida

Abbiamo fatto una passeggiata a Ocrida e poi via in macchina, su e giù per le colline boscose attorno al lago, dove si sta bene perché c’è un’atmosfera rilassata e zero italiani, proprio quello che cercavo. Ocrida è il paese delle perle e delle rose che fioriscono in primavera e donano colori e profumi spettacolari alla città.

Ocrida ha diverse attrattive ma pare che le attività sportive sul lago interessino la maggior parte dei visitatori.

Così abbiamo visitato in santa pace:

  • le chiese ortodosse,
  • i resti del teatro romano,
  • le vecchie case a graticcio ben restaurate.

E abbiamo goduto della visuale dalle stradine che corrono in alto, distanti dal lago.

Percorrendole a piedi prima di scendere i gradini che ci hanno riportato giù.

TRPEJKA

Saluti dalla spiaggia di Trpejka sul lago di Ocrida.

Questa è la cartolina che vi ho mostrato sui profili social. Trpejka è stata una sorpresa bellissima sul lago, dopo avere cercato invano un posto per parcheggiare nei paesini precedenti, affollatissimi.

trpejka

Nella parte alta del paese c’è un grande parcheggio gratuito, da cui si vedono le acque turchine del lago.

Scese a piedi per delle scalette, siamo arrivate fino alla stretta spiaggia di ciottoli bianchi, larga solo 2 – 3 metri, con tanta gente e una bella confusione che può generare disagio.

birra macedone

Ma basta sedersi ai baretti per stare più tranquille.

Io ho fatto una passeggiata veloce da entrambi i lati per vedere tutto, ho pure messo i piedi in acqua.

attività sportive sul lago di ocrida

Mi sono riposata dopo le fatiche alla guida e sono ripartita, rinfrescata e più carica che mai.

SVETI NAUM

Per ultimo abbiamo tenuto quello che forse è il sito più bello da visitare, il monastero di Sveti Naum.

Lo ricordavo come un luogo isolato sul lago e pieno di suggestione, anche per chi non crede.

sveti naum

Così era nel 1985 quando la Macedonia era Yugoslavia, ai tempi del mio mitico viaggio in roulotte con la mia famiglia. Cercherò alcune immagini dell’epoca così vi renderete conto di com’era, tutto un altro mondo.

Ora invece Sveti Naum è diventato un parco divertimenti sulla terra e sull’acqua del lago di Ocrida, e sul fiume che lo alimenta.

Una cosa disgustosa, centinaia di metri di negozietti dove si accalcano persone che al monastero manco ci arrivano. Bagni a pagamento e tutto ciò che occorre per una visita o soggiorno “senza impegno”.

E in fondo al viale di accesso Sveti Naum resta tutto per noi e pochi altri, maestoso come nel 1985, da visitare in silenzio per ammirare affreschi, icone, stile architettonico. Senza fare foto.

POGRADEC

Pogradec si trova nuovamente sulla sponda albanese del lago di Ocrida.

Qui abbiamo passato delle ore di relax e ci siamo fermate per cena in un bel ristorantino sul lungolago.

Abbiamo atteso il tramonto sedute in un localino (tutto ino qui), ma il sole è sparito dietro le montagne prima di cambiare le luci e i colori delle cose.

Ho camminato a lungo osservando la gente di ogni età che trascorre il suo tempo libero tra i giochi a terra e in acqua, ho immerso i piedi nel lago con grande giovamento di tutto il corpo.

Pogradec è molto rilassante nonostante la molta gente.

Al mare domenica ce ne sarà ancora di più, ho pensato, aiuto! Mi viene già male al pensiero.

Zero italiani ma molti albanesi in vacanza. Sono carini e dispensano consigli utili.

Quelli che lavorano in Italia chiedono di dove siamo e pure noi vogliamo sapere qualcosa delle loro vite, divise tra le due sponde del mare Adriatico.

VOSKOPOJE

I monasteri di Voskopoje sono sei e si trovano sparsi per il paese.

Costruiti dal XII secolo testimoniano la sua ricchezza in epoca medievale.

Gli interni affrescati sono notevoli ma non si possono fare foto, e dovete trovare il prete ortodosso per farli aprire. Sveti Prodhomi è il più famoso ma ne abbiamo visti anche altri due.

Al nostro arrivo abbiamo pranzato in una taverna ottima con focaccia e formaggio locale.

Concludendo la visita a passeggio nella ridente campagna circostante.

Qui siamo oltre i 1000 metri slm e d’inverno si va a sciare sulle montagne circostanti.

Dicono che Voskopoje sia affascinante da visitare in questa stagione, quando è avvolta dalla neve.

Abbiamo visto molte vecchie case, costruite con la pietra scura locale, in restauro.

A giudicare dai macchinoni visti in giro ci devono essere molti soldi in ballo.

Magari dagli abitanti che sono emigrati e hanno accumulato il denaro necessario per questi miglioramenti.

Anche ai monasteri servirebbero grossi restauri, alcuni sono in corso ma altri cadono in rovina.

Secondo gli albanesi che abbiamo incontrato siamo molto indietro con i finanziamenti. Sono nella tentative list UNESCO ma ancora non si parla di farli diventare patrimonio dell’umanità.

KORCE

Nel museo nazionale di arte medievale di Korce si trovano oltre 7000 opere (soprattutto icone bizantine) provenienti dalle chiese albanesi. Questa è la maggiore collezione d’arte medievale dell’Albania, non avevo mai visto nulla di simile!!

museo arte medievale korce

Sono stata completamente rapita, sia dalla vista di tanta bellezza sia dal moderno allestimento.

Dopo la prima collocazione in centro città che risale al 1980, dal 2016 il museo ha una sede nuova e avveniristica che valorizza al massimo le opere esposte, in un connubio ben riuscito tra antico e moderno.

Ci troviamo in un quartiere residenziale di Korce con molti spazi dedicati alla cultura, qui vicino si trova anche il museo di arte orientale.

Alla biglietteria la gentile signora che ci ha accolto ha sottolineato l’importanza di mostrare il mondo, e magari anche i mondi lontani (o distanti da qui) agli albanesi che non possono permettersi di viaggiare.

Con queste foto ho salutato le mie amiche guide, di Venezia Milano e non solo, che con il loro sapere e con tanta passione trasmettono l’amore per la cultura alle persone che visitano le loro città. So che questo museo piacerebbe tanto a tutte!

Korce è la città della birra e da secoli sfrutta le fredde acque che sgorgano dalle montagne per la bevanda spumeggiante. Oggi la produzione è concentrata nella grande fabbrica Korça e a metà agosto, proprio durante il nostro soggiorno, al bazar e al bus terminal si è tenuta la festa della birra a cui non potevamo mancare!

Cena al bazar (moderno e dedicato allo shopping ma ormai è così ovunque) e passeggiata fino al tendone, allestito presso la stazione dei bus, a mezzanotte era ancora pieno di gente!

kruje la chiesa ortodossa

Korce è anche una città moderna e vibrante, con la chiesa ortodossa più grande e la più antica moschea dell’Albania, entrambe da visitare.

PERMET

Un luogo di passaggio nel regno degli sport d’avventura, sui fiumi e nelle montagne che incombono selvagge  attorno al paese, Permet si riconosce per la grande roccia scura e la moschea. Si raggiunge percorrendo strade scoscese e lunghi sterrati, tra paesaggi mutevoli.

GIROKASTRO

Girokastro è molto bella ma molto turistica. Non mi ha lasciato delle grandi vibrazioni ed è un peccato.

castello di girokastro

Il suo centro storico è devastato da negozietti e locali che la sera occupano tutte le vie con i tavolini e improbabili DJ set.

Molti dei luoghi di interesse sono in restauro: delle antiche case teke attualmente se ne può vedere solo una.

casa teke di girokastro

Ma sopra tutto, anche sopra il castello c’è un’altra città che non vede quasi nessuno, dove per esempio potete trovare il ponte di Ali Pasha dopo una camminata di mezz’ora in salita sotto il sole. Bellissimo!

E anche i ristorantini quassù sono differenti.

BLUE EYE

Blue eye si trova sulla strada per Saranda, è un parco naturale dove un corso d’acqua smeraldina scorre verso il mare, alla temperatura di 10 gradi, circondata da verdi boschi.

blue eye

Si cammina mezz’ora su una strada asfaltata piena di persone a piedi e in monopattino.

Si arriva a un’area attrezzata con tanti baracchini per mangiare e fare acquisti.

i colori delle pozze

Affollata all’inverosimile da persone molto poco vestite che vanno in acqua e si tuffano, nonostante un grosso cartello di divieto. Tutti ci hanno consigliato di andare la mattina presto invece noi…

Alle 16 quando c’era ancora un sacco di gente, e moltissimi italiani.

selfie al blue eye

Siamo scappate dopo aver fatto qualche foto, è un luogo bello ma impraticabile, almeno in questi giorni d’agosto. Le persone incontrate nei giorni scorsi ne parlavano “male” nel senso che è stata rovinata tutta la poesia del luogo per fare profitto. Ma tante volte abbiamo trovato situazioni simili in Albania.

KSAMIL

Un giorno di relax in spiaggia era necessario dopo una settimana di tour serrato all’interno, dal centro al sud dell’Albania.

ksamil

Ksamil è il punto più a sud del paese delle aquile, l’abbiamo scelta al posto di Saranda che dicono essere ancora più incasinata (e già qui eravamo oltre la mia sopportazione per quantità di persone e auto in giro).

Ksamil confina con la Grecia sul continente, guarda davanti a sé il bellissimo mare Ionio e l’isola di Corfù.

ksamil spiaggia

Un gran bel vedere soprattutto stando sdraiate sul lettino di una spiaggia, attrezzata e affollata.

Per finire la giornata in bellezza in un ristorantino di pesce.

BUTRINTO

Butrinto è stato per me il posto più bello visto in Albania, almeno inteso come sito storico.

In quasi 2500 anni di vita, dal III secolo avanti Cristo fino al secolo XVI, ha avuto uno sviluppo continuo nel susseguirsi di 5 periodi:

  • Ellenistico.
  • Romano.
  • Tardo romano.
  • Medievale.
  • Veneziano.

Della dominazione veneziana resta la torre imponente, all’ingresso del sito, davanti alla quale ho avuto un impeto di orgoglio per quanto hanno fatto i nostri antenati.

butrinto la torre veneziana

Gli edifici delle epoche precedenti sono ben visibili e ben descritti. Sono molto felice di averlo visitato.

Dulcis in fundo alla fine, invece delle carissime imbarcazioni turistiche abbiamo preso la barca – traghetto legata che ci ha portate dall’altra parte.

butrinto al tramonto

Di fronte c’è la fortezza triangolare veneziana, da dove abbiamo ammirato un altro splendido tramonto.

DHERMI

La seconda giornata al mare è trascorsa nella spiaggia di Dhermi (grazie alle amiche che ce l’hanno consigliata).

selfie a dhermi beach

Invece del meritato relax, dal nostro arrivo in tarda mattinata è successo di tutto:

  • minaccia di temporale tremendo con tuoni e lampi che scendevano dalla montagna,
  • un grosso incendio sviluppato verso nord con il fumo e le fiamme che scendevano verso la spiaggia,
  • un elicottero arrivato dopo almeno 4 ore a cercare di spegnerlo, impresa titanica per i vari focolai sviluppati nel frattempo,
  • grossi cani randagi che ci sono venuti incontro abbaiando mentre tornavamo al parcheggio.

E infine abbiamo criticato le infinite colate di cemento che stanno deturpando queste zone.

Immagino che in passato fossero selvagge e deserte. Ora invece attorno al mare è un pugno in un occhio.

dhermi beach

Ciò nonostante siamo state bene e abbiamo goduto del luogo fino alle ore 19,30, apprezzando i lettini e ombrelloni presenti in questi stabilimenti ben attrezzati. Volete sapere quanto costano? Indovinate…

Il tramonto è stato funestato proprio dall’incendio e dal rumore incessante dell’elicottero sopra di noi.

Molti turisti arrivano nel sud dell’Albania per fermarsi al mare. Riempiono locali, hotel e alloggi di ogni tipo.

Spendono un sacco di soldi e fanno contenti gli operatori turistici. Ci saranno sempre più edifici e infrastrutture per soddisfare gli interessi di tutti. Il prezzo da pagare per questo scempio è elevatissimo. Danno su danno.

Dhermi si è guadagnata la fama di destinazione “fighetta” così i prezzi sono schizzati alle stelle. E non c’è alcuna corrispondenza con i servizi offerti.

A cena abbiamo cercato un ristorante consigliato dalla guida, vicino al nostro alloggio.

Arrivate alle 21 ci hanno chiesto 45 minuti per farci sedere, poi era caro, poi dovevamo ordinare eccetera.

serata pizza

Siamo uscite e abbiamo cenato con pizza e birra, un’ottima alternativa considerato che erano buone sia la mia margherita, sia la pizza tonno e cipolla.

APOLLONIA

Apollonia è un altro sito da visitare durante un viaggio in Albania, anche se non è grande e affascinante come Butrinto. Si trova a nord delle spiagge più famose e a sud di Durazzo, dove finisce la costa adriatica e inizia la costa ionica. Apollonia è stata città greca e poi romana.

Augusto (il primo imperatore romano) ha studiato qui ed era qui quando ha saputo che Cesare era stato assassinato.

L’area centrale si visita in un’ora oppure potete camminare per un’altra ora nella parte esterna, a cercare rovine e manufatti, come il teatro, nascosti nell’erba e sotto terra.

Solo il 10% dell’antica città romana è stato portato alla luce. Da vedere:

  • L’area centrale del tempio, odeon e biblioteca,
  • L’Acropoli che domina la vallata e mostra il sito nella sua interezza,
  • Un piccolo grande obelisco,
  • Il monastero affrescato e mosaicato, ricco di fascino,
  • Il museo archeologico ricco di reperti, ben spiegati e valorizzati.
apollonia

Se avete fame fermatevi al ristorantino accanto all’ingresso principale, dove noi abbiamo pranzato di gusto.

ĈOBO WINERY

Ĉobo Winery si trova nella regione di Berat, la principale zona vinicola albanese.

Poteva mancare una visita in cantina durante il nostro viaggio in Albania? Ovviamente no.

Quando Cobo Winery si è palesata sul nostro cammino ci siamo subito fermate.

La famiglia Ĉobo coltiva la vite da più di 30 anni (quando ancora c’era la dittatura) e vinifica da 25, ma i loro antenati erano attivi in viticoltura già un secolo fa.

cobo winery

Dopo studi ed esperienze in Italia, con cui hanno affinato la loro idea di vino, hanno aumentato gradualmente la produzione e oggi sono arrivati a quasi 40 ettari vitati.

Coltivano un paio di vitigni internazionali quali Chardonnay e Merlot, per il resto hanno ripreso la coltivazione di varietà autoctone albanesi come Pulse, Shesh i Zi, Vlosh e Shendevere, termine albanese composto da 2 parole, salute e vino. Indica lo stato d’animo quando ci sentiamo felici.

Hanno anche un ristorante – wine bar a Tirana con lo stesso nome. Shendevere.

Con lo stesso nome identificano due tipi di spumante. Silver fa 18 mesi sui lieviti, Gold ne fa 36 prima della sboccatura. I 13 gradi sono un dettaglio, i profumi sono tutto.

Abbiamo degustato annate dal 2020 al 2017. Gradazione da 14 a 15. Ci sono anche tante altre cose in questa bella cantina ma magari ve ne parlo a voce. O la portiamo in Italia, a Venezia Milano Roma. Che ne dite?

BERAT

Berat è stata per me la città più bella vista in Albania.

Alle 5 di mattina il muezzin ha chiamato i fedeli alla preghiera.

Il nostro alloggio si trova di fronte a diversi luoghi di interesse:

  • la moschea del re, la più antica di Berat,
  • la tekke degli Helveti, una bellissima casa antica del XVIII secolo, membri dei Sufi,
  • il caravanserraglio,
  • una moderna chiesa ortodossa.

In mezzo scorre il fiume.

Sopra di noi si staglia il profilo iconico della cittadella, simbolo di tutte le immagini della città di Berat.

Abbiamo dovuto salire infinite rampe di scale per arrivare su, ma la fatica è stata ampiamente ripagata.

berat

Berat, la città delle mille finestre e delle case ottomane, è godibile e poco affollata.

Per me Berat è stata una boccata di ossigeno, dopo i troppi turisti incontrati i giorni scorsi.

vista dal ristorante

Abbiamo pranzato in un localino tipico (peccato che non potiate sentire il profumo che esce dalla cucina) dove però non ci hanno rilasciato la ricevuta (non c’è stato verso) quindi non ve lo consiglio.

Dopo pranzo abbiamo continuato la visita a Gorica, il quartiere medievale, attraversando in auto il ponte sul fiume Osum. Qui non abbiamo visto molto, c’erano case normali e guesthouse, è uno spaccato di Berat lontano dai riflettori del turismo e una zona alternativa dove potremo alloggiare la prossima volta.

berat ponte sul fiume osum

Gli alberghi migliori si trovano ai piedi della cittadella, sono spesso sistemazioni di lusso, ricavati da nobili dimore. Oppure queste grandi abitazioni sono private e si possono ammirare dall’esterno, immaginando le ricchezze che celano all’interno.

LAGO DI SCUTARI

Dopo il lago più antico e profondo d’Europa (Ocrida) alla fine del giro dell’Albania siamo state a Scutari, il lago più grande dei Balcani.

La città che gli dà il nome non si affaccia sulle sue acque ma è lambita da due fiumi, la Buna e la Drina.

Avendo solo una mattinata per la visita al lago, ci siamo limitate ai dintorni della città ma c’erano molti altri posti da visitare. Sul lago di Scutari si vedono degli splendidi tramonti, da non perdere!

il lago di scutari al tramonto

Tanto Scutari è affollata, è la terza più grande città albanese dopo Tirana e Durazzo, quanto qui siamo nella pace e nel silenzio.

Shiroqe e Zogaj sono gli ultimi due paesi albanesi prima del confine con il Montenegro.

shiroqe sul lago di scutari

La strada per arrivare è stretta e tortuosa, dove finiscono i villaggi non possiamo proseguire, torniamo indietro.

Abbiamo fatto colazione qui poi siamo tornate a cercare un traghetto per vedere il lago dall’acqua, o una bici.

Trageti Venezia è il nome della società che ha portato qui da Venezia un vaporetto per il trasporto passeggeri, ma è in secca e versa in stato di abbandono. Mi dicono che sia fermo da prima del Covid, peccato.

Le mie tre amiche sono state un’ora e mezza in barca. Hanno visto i cavallini selvatici, inseguito trampolieri piccoli e grandi, sono state faccia a faccia con il pellicano dalmatico specie endemica a rischio estinzione.

Io più prosaicamente ho preso un’ora libera per andare dalla parrucchiera. Ne sono uscita tutta in ordine, almeno in testa, soddisfatta e arricchita da nuove chiacchiere con Mirjeta, una bella signora albanese di 44 anni. Parla bene l’italiano e ha parenti a Padova (quanti ce ne sono con una parte della famiglia in Veneto!).

SCUTARI

La città di Scutari non mi ha colpito fino a quando me ne sono andata, dopo averne visto vari aspetti.

scutari
  • la sua “europeità” e modernità,
  • gli spazi verdi strappati a costruzioni moderne, spesso brutte e soffocanti,
  • la vita che scorre nella zona pedonale di Rruga Kole Idromeno, piena di locali e ristoranti,
  • la cultura che emana dai musei, in particolare quello dedicato a Pietro Marubbi originario di Piacenza.
scutari museo nazionale di fotografia pietro marubi

A sud della città si trovano i due principali monumenti, ci siamo andate in auto.

Consiglio di vederli a inizio o fine giornata con le luci migliori e una temperatura accettabile, almeno in estate.

scutari il castello di rozafa

Il Castello di Rozafa permette di vedere la città di Scutari dall’alto, in una posizione dominante e significativa.

Occhio alle finestrelle e archi che mostrano sotto di voi tutta la piana di Scutari, ma senza alcuna protezione.

  • le anse del fiume,
  • la città nuova,
  • il lago di Scutari.
castello di rozafa

La costruzione è di epoca veneziana (!!!) ma ricorda i suoi primi abitanti di origine illirica, conserva resti di una chiesa, cisterne e fortificazioni ottomane.

La Moschea di Piombo si trova vicina al castello di Rozafa.

scutari moschea di piombo

Fu iniziata nel 1773 da Mehmed Pasha Bushatlliu il vecchio per impressionare i visitatori (fedeli) ed esprimere il potere dei visir Bushatlli.

Nel 1865 è stata danneggiata da una alluvione che ha distrutto la maggior parte di Scutari vecchia, è anche crollato il minareto. Molto suggestiva e spirituale, nonostante la sua vuotezza.

scutari moschea di piombo

Ps – il nostro viaggio è finito qui a Scutari, dopo 1.200 km percorsi sulle strade dell’Albania.

Con questo viaggio ho messo la bandierina numero 76 sul mio mappamondo personale.

Sono contenta di averlo fatto in Albania poi vi racconterò dei timbri sul passaporto ma… nel prossimo post!

Inoltre vi consiglio di leggere...

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