Venerdì 02 gennaio 2015

Ci svegliamo con il sole e vediamo la piazza del paese con i bei panorami corcostanti.

Oggi visitiamo diversi templi, il primo si trova fuori Pelling ed è Sanga Choeling Gompa.

Sanga Choeling Gompa

Ci andiamo a piedi, di prima mattina, dal nostro hotel. In 45 minuti saliamo nel bosco, sempre con una vista superlativa. La sagoma del Kanchendzonga incombe altissima, diversa dagli altri giorni perché lo vediamo da una nuova angolazione.

La mia scusa di far foto è ottima per fermarmi spesso lungo la salita, e riprendermi dal fiatone.

Kanchendzonga

In cima alla collina boscosa si apre una spianata con tanti piccoli stupa in mattoni, in ricostruzione.

Il grande monastero è posto al centro. Ci sono fiorellini ovunque e piccoli visitatori che camminano con noi.

Due anziani invece stanno lavorando il giunco per costruire dei cesti, da usare per il trasporto delle derrate.

Gli stupa già restaurati si riconoscono per le ricche decorazioni, di vari colori e forme.

Così come le bandierine colorate segnano il limite del sito.

I lavori in corso comprendono nuove costruzioni, chissà perché le fanno, saranno altri templi o edifici civili? Come portano su i materiali? E chi viene quassù per pregare? Non c’è quasi nessuno, chissà.

I danni del terremoto, avvenuto nel novembre 2011, sono ancora evidenti, ci sono stati morti e feriti nonché interi villaggi distrutti. Dopo la ricostruzione ne uscirà uno Stato più moderno ed efficiente ma non so se il Sikkim sarà migliore, visto chi e come si accaparrano i soldi.

Torniamo in hotel per fare colazione, non ci hanno preparato nulla forse perché siamo gli unici ospiti o quasi. Vorrebbero congedarci portando solo tè e caffè ma, dopo varie mie insistenze, ci arriva una colazione mega con fin troppe portate, tra cui ricordo un potato curry piccantissimo!

Alle ore 11 Wang scalpita per partire ma chiediamo di fermarci lungo la strada per vedere un altro monastero, Pemayangtse, del tutto diverso per lo scenario e gli aspetti costruttivi. Mandala grandi e piccoli…

Manufatti in pietra e legno (porte, finestre) sono decorati con dorature e colori sgargianti, molto belli.

E varie parti dell’edificio sono coperte per i restauri.

Secondo me questi siti meritano sempre una sosta soprattutto in giornate di trasferimento come questa.

Oppure si possono inserire nel programma camminate e trekking più o meno impegnativi.

Khechopalri è il nome del lago sacro con la forma di piede, una grossa impronta che si vede bene dall’alto. Basta salire sui sentierini per ammirare le file di bandierine colorate che lo rendono un luogo suggestivo.

Purtroppo appena mi avvio su inizia a piovere e rientro giù, al centro del lago. Vi sono degli stupa…

  • Ruote di preghiera…
  • Un tempio…
  • Una passerella di legno…

Qui incauti indiani si avvicendano per nutrire i pesci, nonostante grossi cartelli invitino a non dar loro nulla.

Sono carpe sacre (enormi) e ci sta dal punto di vista devozionale, dovreste vedere come si accapigliano per il cibo, increspando l’acqua che sembra in ebollizione.

Presso il parcheggio c’è un negozietto di souvenir e un baretto dove prendiamo un tè.

tea stall

Troviamo un giovane giapponese che è venuto in Sikkim da solo a fare trekking, gira con la tenda.

Noi siamo i primi turisti europei che incontra, lo stesso per noi nei prossimi giorni. Saremo insomma un’attrazione per i locali, ed essendo solo in quattro faremo facilmente conoscenza.

Kanchendzonga Falls

Kanchendzonga Falls è un’altra gradevole pausa sul percorso, una grande cascata al lato della strada dove si sale nella foresta su comode scalette.

Anche qui incontriamo allegre famiglie indiane in visita, vestite a festa, con cui ci facciamo le immancabili foto.

Oggi siamo bravi e arriviamo a Yukson nel primo pomeriggio, dove troviamo sia l’albergo per dormire sia il luogo per la cena, un baracchino (al posto del ristorante) con vari prodotti tipici come la birra calda, preparata dalla fermentazione del miglio e servita in grossi bicchieri di bambù. Si chiama Thong ba e consiglio vivamente di provarla. E poi risaliamo su una collina taglia gambe, per vedere Dubdi il monastero più antico del Sikkim, costruito nel 1701.

Lo scenario è alpino fra il bosco rigoglioso e il fiumicello al lato del sentiero. I cipressi appartengono a una specia alloctona, sono stati portati qui dal villaggio di Kham in Tibet.

Bardati di tutto punto scendono degli yak con i loro portatori.

Lassù si apre una gran bella visione: l’esterno del tempio è completamente affrescato con colori vivaci.

Sono rappresentati tutti i motivi buddhisti: divinità e santi come figure umane…

Fiori, animali e disegni geometrici…

Ma le porte sono chiuse, Wang mi dà risposte evasive nonostante anche la LP dica che Dubdi non è visitabile.

Che tipo, altre volte mi farà brutti scherzi.

In discesa facciamo appena in tempo a vedere il trono dell’incoronazione (Norbugang) collocato in uno scenario spettrale, mentre il sole tramonta e viene buio.

Alloggiamo in un hotel bello, nuovo ma freddo!! Forse perché siamo soli e mi dicono che normalmente aprono solo per quattro mesi l’anno. Facciamo aperitivo con la consueta birretta e scendiamo in paese col buio pesto fino al luogo prenotato. Ci servono dopo un’attesa di quasi un’ora, al freddo e al buio. Abbiamo due vicini di tavolo, una coppia della Corsica che ha chiuso il negozietto di souvenir alla fine della stagione estiva, ed è venuta in India a fare trekking. Staranno qui un’altra settimana poi andranno al mare in Thailandia. Ci danno persino indicazioni sull’Italia perché la loro prima settimana di ferie si è svolta a… Stromboli!

birra thong ba

Cibo ottimo, birra di miglio da provare, alla fine siamo contenti. Fuori dal locale troviamo dei ragazzi locali seduti attorno al fuoco, ci uniamo per delle belle chiacchiere poi rientriamo in hotel.

UNO SGUARDO SULLE VISITE DI OGGI

PELLING

Come città è bruttina, si sviluppa in tre nuclei a diverse altitudini chiamate Upper P, Middle P e Lower P. Praticamente è una striscia di case e hotel lungo una strada tortuosa, inerpicata su un crinale montuoso. Noi alloggiamo a Upper P, da cui comodamente a piedi in 45′ saliamo a Sanga Choeling Gompa e poi proseguiamo in jeep per Pemayangtse Gompa.

SANGA CHOELING GOMPA

Il monastero, costruito nel XVII secolo in stile tibetano presso Upper Pelling, è uno dei più antichi del Sikkim ed è circondato da monti e valli che regalano vedute spettacolari. Spicca per le opere artistiche presenti, come le pareti dipinte e le statue di terracotta.

PEMAYANGTSE GOMPA

Pemayangtse è stato costruito nel 1705 dai monaci tibetani, sul sito di un piccolo tempio preesistente. Oggi ospita un centinaio di monaci. Tra febbraio e marzo vi si tiene un festival molto frequentato.

KHECHOPALRI LAKE

Il lago sacro a forma di impronta umana, che si vede salendo un sentierino sulla sua sponda dx, è interessante per l’ambientazione (ruote e bandierine di preghiera colorate). Qui folle di pellegrini buddhisti che vengono a pregare e a “nutrire” le carpe sacre, enormi, nonostante grandi cartelli ne indichino il divieto assoluto.

KANCHENDZONGA FALLS

Sono una breve simpatica sosta lungo il percorso, a una (delle tante) cascate piene d’acqua anche a gennaio, con baracchini di frutta e souvenir e gli immancabili turisti locali.

DUBDI

Questo è un luogo di importanza nazionale secondo la classificazione della sovrintendenza archeologica indiana. Costruito nel 1701 con una struttura in pietra su due piani, si trova appena fuori Yuksom a un’altitudine di 2100 metri slm. Appartiene alla setta Nyingma del Buddhismo tibetano, non solo è il più antico monastero sikkimese ma è legato alla fondazione dello stato del Sikkim, avvenuta proprio a Yuksom a metà del XVII secolo. Di questo evento il trono dell’incoronazione (Norbugang chorten), lo stupa che si trova poco sotto il monastero, risale al 1642 ed è il monumento più significativo.

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