Matera è sempre bella e sprigiona magia in tutti i suoi angoli. A dicembre, subito prima di natale, sono scesa finalmente in un periodo dell’anno inusuale per me, e per la maggior parte dei suoi visitatori e ho avuto il privilegio di visitarla senza turisti. Il viaggio stampa, organizzato da Eco Verticale e Ivytour, aveva un allettante programma a cui non potevo rinunciare, incentrato su esperienze all’aria aperta (in cammino) e al chiuso (in cucina). Parole d’ordine inclusività e accessibilità. Dall’anno 2019 Matera ha cambiato per sempre il suo volto e ha raggiunto la fama internazionale, grazie al titolo di Capitale europea della cultura UNESCO. Vi sono molte cose da fare in centro e nei dintorni di Matera, ogni visita è una nuova esperienza e un arricchimento anche se ci siete già stati. Nel periodo turistico da pasqua in poi avrete tanta gente attorno e il suo fascino sarà un po’ offuscato. Se potete visitarla fuori stagione avrete più fresco e meno ore di luce, troverete qualche ristorante chiuso, ma potrete godere la bellezza dei Sassi quasi deserti. Come ho fatto io pochi giorni prima del natale 2023.

Fra i sassi residence Matera

MOOM – Matera Olive Oil Museum

Il Museo dell’olio di Matera è il posto dove farete un viaggio nella storia dell’olio andando a ritroso nel tempo. Con degustazione finale dell’olio extra vergine che ancora viene prodotto dalla famiglia Montemurro. Si tratta di un antico frantoio ipogeo del Cinquecento, recuperato con le sue attrezzature originali, dove si racconta come si faceva l’olio un tempo. Al Moom si può anche vedere la filiera dell’olio di domani grazie alla famiglia Montemurro che ha creato questo luogo magico, una vera immersione nella storia di Matera e nelle sue attività produttive. La macina. La pressa. Le vasche. Tutte le attrezzature originali si vedono dov’erano, come venivano utilizzate in passato. Il frantoio è stato concepito secondo criteri di ingegno ed ergonomia, sfruttando i principi della fisica che conoscevano bene. Qui gli operatori lavoravano al buio in condizioni disagevoli e insalubri. Martina e Marco Montemurro, guidati dal padre, seguono diverse attività dalla ricerca universitaria alla coltura delle olive negli oliveti di proprietà. Fino alla trasformazione in olio oggi effettuata proprio qui, al piano superiore del frantoio, con le tecniche più moderne per dare un olio extra vergine biologico di qualità. Alla fine della visita lo assaggiamo, abbinato a pregiati prodotti locali: salumi e formaggi, pane e olive. E un vino spumante di prim’ordine. Se la vicina regione Puglia è avanti nelle nuove tendenze su olio e vino, la Basilicata segue a ruota con ottimi risultati.

In cammino nel Parco della Murgia Materana

Sul programma c’era scritto per giovedì mattina “Escursione Abitanti del Silenzio con Mimma Giovinazzo” durata due ore, ma siamo stati ben più a lungo a camminare nella murgia, proprio di fronte a Matera. Io amo il regno vegetale, amo studiare e riconoscere le piante, e qui mi sono sentita in paradiso. Mimma la nostra guida ci ha appassionato con dettagli su ogni singolo vegetale incontrato, partendo dal nome scientifico che già dà molte informazioni, al nome volgare con tutti i suoi significati. Abbiamo passato in rassegna tutti i tre regni con esempi e dettagli, che solo una visita guidata permette di vedere. Le chiese rupestri sono ben 160, giù nella gravina si trovano forse le più belle e difficili da raggiungere. Ne visitiamo solo alcune lungo il cammino. San Falcione o San Canione, le cui pareti interne sono affrescate (San Nicola e San Felice) ha avuto tanti utilizzi nei suoi mille anni di vita. All’interno e all’esterno mostra i segni del passaggio di persone e animali. C’è anche un ponte tibetano che servirebbe per andare dall’altro lato, dove si trova Matera, ma non è sicuro ed è vietato attraversarlo. Sarà rispettato il divieto?? Nelle chiese rupestri abbiamo toccato con mano la spiritualità degli antichi Lucani, vorrei entrare in ciascuna chiesa per vederne la forma, la collocazione, a chi è stata dedicata. Potrei continuare per ore, così come avrei voluto continuare magari il cammino della Murgia Materana verso nord, dove inizia o se volete finisce, a Bari. Sarà per un’altra volta! O sulla Via Micaelica incentrata sulla figura di San Michele, qui diverse abbazie punteggiano il territorio come San Michele Arcangelo a Montescaglioso. Io non sono molto religiosa ma sono spirituale, credo che non ci sia nulla di più bello che camminare seguendo gli itinerari spirituali. Ho scritto tanto sulla mattinata trascorsa insieme a Mimma in cammino, e spero di scriverne ancora. Perciò le ho mandato una email per mettere i suoi insegnamenti nero su bianco, qui sul blog. Mimma rispondi!

Il racconto dell’esperienza sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog

21 12  Stamattina siamo andati a camminare sulla Murgia materana con la nostra guida Mimma che ci ha mostrato a ogni passo le bellezze naturali, attraverso tutti i sensi, anzi no. Abbiamo trovato molte piante velenose, mangiarle è vivamente sconsigliato. Dovevamo stare insieme per due ore ma sono diventate quattro e ancora non volevamo lasciarci. Potevamo continuare il nostro saliscendi fra lame e gravine, a passeggio nella storia di Matera iniziata molti millenni fa. Al cospetto della sua natura selvaggia, viva e vitale nonostante il freddo di dicembre. Ma che dico freddo? C’era vento questo sì ma la temperatura non era niente male. Se volete vi faccio l’elenco delle piante che abbiamo visto, annusato, toccato. O provo a dirvi la differenza fra calcare e calcarenite le due pietre su cui (e con cui) è stata costruita Matera nei secoli. O vi faccio sentire i suoni nelle chiese rupestri. Oppure venite / veniamo a camminare con Mimma qui, tutti insieme che ne dite??

Lezione di cucina – Cooking Class con Enzo Contini chef

A me piace cucinare e imparare i trucchi in cucina, anche se il mio animo da single predilige il senso pratico rispetto alle creazioni culinarie. No piatti pronti ma nemmeno ore e ore a cucinare. Quando devo far da mangiare mi regolo secondo gli ospiti, magari un giorno farò una cena lucana, metterò in tavola Aglianico e Primitivo. E poi? Lo chef Enzo Contini ci ha presi per mano coinvolgendoci nella preparazione di un menu completo dagli antipasti fino al dolce, una crema con pistacchi e altre delizie, da comporre con le nostre mani usando il sac-à-poche. Ecco cosa abbiamo preparato:

  •  aperitivo materano (olive di Ferrandina, Canestrato di Moliterno, bruschetta pomodoro cipolla succo d’arancia e baccalà)
  •  strascinati
  •  tortino di ricotta,
  •  maialino di secondo.

Accompagnano i vini locali che dicono molto già dall’etichetta:

  •  EgoSum Dragone Primitivo Matera DOP MC Rosé, 12 gradi
  •  Pietrapenta Dragone, Primitivo Matera DOP anno 2020, 13 gradi.

Serata gipsy e concerto Orchestra Bohémien

Eco Verticale opera in contatto con la cultura e le arti performative di Matera. Ha organizzato una serata dal ritmo gitano, travolgente sia per le musiche sia per la verve delle cantanti e musiciste di Orchestra Bohémien. Canti e balli ci hanno fatto scatenare in un ambiente caldo e raccolto, ideale per il clima del tardo autunno.

Visita guidata al Sassi di Matera con Francesco Foschino

Visitare una città con una guida abilitata è il modo migliore per cogliere alcune sfumature che da soli possono sfuggire. Un po’ meno di libertà e più cose da imparare insomma. Francesco Foschino ci ha fornito una chiave di lettura su Matera, la sua città, permeata di amore e conoscenza, arricchita da aneddoti e storie che non conoscevo. A partire dalla definizione di Sassi, palazzi e grotte non naturali, costruiti a partire da cavità scavate dall’uomo con la duplice finalità di ricavarne spazi interni e materiali da costruzione. E fin qui ci siamo. Il loro aspetto esterno anche oggi è diviso a metà: davanti un palazzo che può arrivare fino a 3-4 piani, dietro la cavità che può fungere da conceria, stalla, neviera, frantoio eccetera. In tal modo si ottiene il microclima più adatto per conservare a lungo, fino a 15 anni, derrate alimentari preziosi quali cereali, olio, vino. I piani sono sempre collegati da scale esterne, non esistono scale interne. La città di Matera ha circa 3.000 grotte che in parte sono state restaurate e adattate agli usi della società di oggi, in parte sono ancora da sistemare, con un meccanismo sociale ed economico che coinvolge pubblico e privato, che dovrebbe essere interessante e conveniente per entrambe le parti, al netto delle speculazioni edilizie. Ho scritto pagine di appunti nella visita guidata e magari mi riservo di entrare nel dettaglio in un articolo dedicato, magari proprio con la sua collaborazione se vorrà aiutarmi. Con Francesco abbiamo scavato nella storia antica di Matera, fino a percorrerne le viscere. Siamo scesi in un frantoio ipogeo recuperato durante la trasformazione in alloggio. Esso ha cambiato più volte destinazione d’uso: da frantoio per la trasformazione delle olive in olio, a palmento per la fermentazione del vino, a deposito di cereali. Visitiamo tutti i suoi vani e ci soffermiamo sui materiali costruttivi: prima i già citati calcare e calcarenite, poi intonaco e cocciopesto. Siamo poi risaliti in superficie con il racconto del Novecento, lo svuotamento dei Sassi, il loro recupero e riabilitazione definitiva. Bella storia, belle persone, bellissima Matera! 

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22 12  Oggi visita guidata con Francesco Foschino, due ore su e giù per i sassi di Matera. Anche stavolta ho imparato qualcosa di nuovo e ho visto angoli che non conoscevo di questa città incredibile, affascinante come poche altre al mondo. Toccando con mano le sue pietre millenarie e ascoltando la sua storia assieme ai miei colleghi (e ora amici) fra i quali Simona Claudio e Lamberto, mi sono resa conto di quanto sia importante tutelarla per darle un lungo e luminoso futuro. Una cosa mi ha colpito in particolare: le grotte hanno cambiato più volte la loro destinazione d’uso. Da frantoio per la lavorazione delle olive, a palmento per la pigiatura e fermentazione del vino, poi deposito di cereali e ricovero per animali. Abitazione per le persone. Fino all’abbandono dopo la guerra e al ritorno, riabilitazione, riconoscimento UNESCO e grande sviluppo di questi anni. Un grande lavoro e tante opportunità per i materani!

A passeggio nel Sasso Barisano

I viaggi stampa sono sempre un concentrato di cose da fare, raramente i partecipanti hanno del tempo libero e in tal caso bisogna approfittare per riposare, o per curiosare nei posti non previsti in programma. Secondo voi cosa faccio io? Corro! A Matera, a costo di arrivare tardi all’appuntamento con il gruppo sono scesa di corsa nel Sasso Barisano, semideserto e ancora più affascinante del solito. C’erano più gatti che persone, per dire! Questo sia all’inizio sia alla fine del tour. Lo spettacolo dei sassi illuminati induce a camminare col naso all’insù. Attenzione a non scivolare sulle scale e sulle antiche pietre, che di giorno brillano di luce ma di sera possono essere insidiose. La leggera umidità che aleggia su di noi fa sembrare Matera un presepe, illuminato da luci fioche. Il natale è nell’aria, nelle luci, nelle bancarelle del centro che schivo come il mio solito.

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20 12  Matera era bella in alta stagione ma ora a dicembre è bellissima! Non c’è nessuno e camminando fra i sassi rimbombano i miei passi. Poi su in centro c’è gente attorno a piazza vittorio veneto con il villaggio di Natale e le bancarelle. Arrivo alle ultime ore del giorno e rapidamente scende la sera. Matera vista così è un sogno che si realizza, io sto bene da sola ancora per qualche minuto. Bevo un calice di aglianico, festeggio alla vita e al viaggio stampa che inizia. Proprio qui!

Dove mangiare e dormire a Matera

Se c’è una cosa che mi sorprende ogni volta che torno, in Basilicata in generale e a Matera in particolare, è la varietà dei piatti che trovo a tavola: sono sempre cose buone e sane fatte con materie prime locali, che seguono il ritmo delle stagioni. Dovrebbe essere sempre così giusto? Ma non lo è, in special modo nelle destinazioni turistiche. Matera è da tempo una destinazione del turismo internazionale ma ha saputo mantenere la barra dritta della tradizione gastronomica, accanto ai “posti turistici” per mangiare e fare shopping dove si trovano souvenir omologati e piatti uguali a tanti altri luoghi del mondo. Ogni volta che torno giù mangio cose diverse, dormo in posti diversi e ho sempre la conferma della bontà e ospitalità che la Basilicata, questa piccola regione del sud, sa esprimere. Brindo con i vini lucani ovviamente: ogni bottiglia di Aglianico, Primitivo, Greco (per citare tre dei vitigni lucani più rappresentativi) diventa un viaggio in terra lucana. Ogni piatto è una scoperta e rappresenta il territorio. E per usare termini in voga come inclusività e accessibilità, cosa c’è di meglio della cucina vegetariana – vegana per “accontentare” tutti i gusti e rispettare il palato di tutti? Io amo i piatti di una volta, amo la cosiddetta “cucina povera”. Se mi date da mangiare peperoni cruschi, fave e cicoria mi farete felice. Eccovi qualche piccolo assaggio del mio ultimo viaggio dove non siamo stati “solo” al ristorante ma, per aggiungere gusto alle visite, abbiamo partecipato a una lezione di cucina e assaggiato l’olio nuovo a km zero in un frantoio ipogeo.

Fra i Sassi Residence

Ho dormito due notti in questa residenza affacciata sul Sasso Barisano, con la maestosa vista del duomo di Matera di fronte a noi. L’ampio panorama cambia colore a tutte le ore del giorno e della notte. Si chiama “Fra i sassi” proprio per questo, consta di 15 camere e suite più un ostello adiacente con otto posti letto condivisi, può ospitare fino a 40 persone circa. Sono disponibili spazi comuni per incontri e colazioni. La mia ampia camera, arredata con un bel connubio di mobili di legno e soluzioni tecnologiche, è in parte scavata nei sassi. Tutti i detergenti del bagno sono in flacone e un comodo bollitore mi permette di preparare tisane di cui faccio largo uso. Apprezzo molto questa attenzione alle tematiche ambientali, che in Italia purtroppo non sono ancora ben recepite. La colazione al piano inferiore consiste in un buffet dolce e salato, “concentrato” su un grande tavolo dove possiamo scegliere frutta fresca, yogurt, miele, cibi dolci e salati fra cui torte e focacce farcite con prodotti locali. Idem dicasi per salumi e formaggi. Ho molto amato proprio i latticini fra cui ricotta e mozzarelline (sono amante della colazione salata). Ai tavolini, decorati con fiori freschi, portano bevande calde come tè o caffè.

Eco Verticale

Assieme ai creatori di Fra i Sassi Residence, Eco Verticale ha messo insieme le competenze di architetti e promotori di eventi, per animare la vita culturale di Matera all’insegna di due parole chiave. Accessibilità e Inclusione sociale. Queste sono le due anime di coloro che ci hanno ospitati a Matera, mettendo insieme diverse competenze negli spazi comuni realizzati nel cuore del Sasso Barisano. Con grande spirito di condivisione hanno messo a punto un fitto programma di visite esperienziali, dentro e fuori Matera, costantemente aggiornato. Alcuni esempi:

  •  laboratori di tisaneria, legatoria creativa, scrittura creativa,
  •  lezioni di yoga, trekking urbano, caccia al tesoro.

La Lopa

La Lopa ristorante Matera “cucina e passione” è un locale particolare, ben arredato e ben frequentato. Abbiamo cenato qui, ho preso fave e cicoria e me ne sono innamorata nuovamente (questi sono i miei piatti preferiti) Ha delle salette al piano di accesso, dove potete pure assistere alla preparazione della pasta fresca, sia sotto, dove si accede tramite una scalinata. E più giù finisce con un piccolo grande schermo, il cinema per la proiezione di film dove potete sedervi sorseggiando un vino o drink. Noi a cena al cibo abbiamo abbinato:

  •  Gelso Rosso Tenuta i Gelsi, Aglianico del Vulture 2022, 13 gradi,
  •  Akratos Battifarano, Primitivo Matera DOC 2020, 14,5 gradi (fermentazione in anfora)

 Il racconto sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog

Cosa abbiamo mangiato e bevuto a Matera? Il cibo era uno dei temi del viaggio stampa di dicembre organizzato da Eco verticale e Ivytour. Mi sono tuffata in questa nuova esperienza sensoriale e ho esplorato vecchie e nuove espressioni della cucina povera lucana, che ha fatto capolino a ogni pasto, sì pure a colazione, e anche stavolta l’ho amata molto. Tutto era basato su produzioni stagionali, di prossimità e sostenibili. Fave e cicoria hanno scalzato il peperone crusco fra i piatti lucani della tradizione preferiti, ora ci sono entrambi sul mio podio personale. Aglianico e Primitivo fra i vini mi hanno sorpreso pure in due casi inconsueti, da fermentazione in anfora e in versione spumante MC. Sono riuscita a non mangiare carne nonostante numerose tentazioni, come gli insaccati al tavolo del buffet. Non ho resistito ai latticini, ricotta fresca e formaggi a diversa stagionatura. Il secondo giorno abbiamo noi stessi partecipato alla preparazione del pranzo, sotto la supervisione dello chef Enzo Contini del ristorante Vico Primitivo. Cosa volere di più… Un Lucano? Ecco stavolta niente amaro Lucano non so perché, è andata così ma sono contentissima lo stesso.

Bellissima questa esperienza dall’inizio alla fine, foriera di spunti per tanti prossimi viaggi che vorrei fare. Il progetto PARTI Basilicata (acronimo per Piano d’Azione per la Ripresa del Turismo in Basilicata) è la base sulla quale è nato il nostro viaggio stampa, in collaborazione con APT Azienda di promozione turistica. Saluto i miei amici vecchi e nuovi conosciuti o rivisti a Matera. E ringrazio gli splendidi padroni di casa Cristina Amenta. Vania Cauzillo. Emanuele Sileo. Sperando di trovarci nuovamente sulle strade della Basilicata.

Post in collaborazione con      https://www.ecoverticale.it/  

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