{"id":166,"date":"2012-02-20T20:27:08","date_gmt":"2012-02-20T20:27:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gamberetta.it\/?p=166"},"modified":"2021-08-21T17:02:57","modified_gmt":"2021-08-21T15:02:57","slug":"la-gatta-sul-tetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gamberetta.it\/it\/2012\/02\/20\/la-gatta-sul-tetto\/","title":{"rendered":"LA GATTA SUL TETTO"},"content":{"rendered":"\n<p>Col caldo che fa, essendo all&#8217;ultimo piano di una vecchia casa, da alcuni giorni dormo con le finestre aperte. Entrare dalla finestra \u00e8 difficile, anche se oggi i topi d&#8217;appartamento sono dei veri acrobati quindi non posso escludere del tutto questa possibilit\u00e0. Quando vado a letto getto sempre uno sguardo a ovest, al caldo occidente in cui il sole si tuffa tutte le sere, e saluto la madonnina illuminata quasi ad accennare una piccola preghiera: per il mio lavoro, la mia famiglia e il mio sempre disastrato conto in banca. Faccio fatica a pregare ma \u00e8 un&#8217;azione che accetto come un utile sacrificio che a piccole dosi si pu\u00f2 fare. Ieri sera non c&#8217;era per\u00f2 il consueto silenzio, quella calma ovattata che \u00e8 una vera fortuna nel centro di Milano e che gli amici mi invidiano. Da qualche parte sentivo miagolare e, addormentandomi, ho pensato fosse il grido d&#8217;amore di una coppia di gatti nel cortile o nei dintorni. Al mattino c&#8217;\u00e8 ancora il miagolio che mi sveglia, pi\u00f9 intenso e pi\u00f9 vicino: non \u00e8 amore, questi gatti da qualche parte stanno chiamando qualcuno, ma chi e perch\u00e9? Vado in bagno e a fatica distinguo sul muretto del terrazzo il profilo scuro di un gatto che mi osserva. Ecco da dove venivano le grida di ieri ma&#8230; i gatti sono due! E mi chiamano con forza quando vedono che mi sono accorta di loro. Ecco chi sono, i due gatti del vicino o meglio della figlia del vicino.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/2507.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/2507.jpg\" alt=\"2507\" class=\"wp-image-3494\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/2507.jpg 640w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/2507-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/2507-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>Il signor Rossi \u00e8 appena partito per tornare al suo lavoro oltreoceano, e la figlia non ha visto di meglio che lasciare qui i suoi due gatti, un maschio soriano scuro e una femmina pi\u00f9 piccola, soriana chiara e bellissima. Lui in realt\u00e0 parla poco e lascia alla gattina l&#8217;onere di chiedere ospitalit\u00e0. La mia incredulit\u00e0 lascia presto il posto alla curiosit\u00e0 e alla paura: mi sporgo dal bagno e li vedo andare su e gi\u00f9 per uno stretto ballatoio che porta al terrazzino dell&#8217;altro appartamento, con quasi 20 metri di vuoto sottostante. Loro vanno appunto su e gi\u00f9 tra quel vuoto, strusciandosi allegramente come se fossero in piazza. Il maschio non fa che scrutarmi e preferisce farlo quando non lo guardo, lei invece mi chiama ripetutamente e pi\u00f9 volte cerca di scendere da me. La lascio fare e dopo qualche tentennamento entra in bagno; da l\u00ec alla mia stanza il passo \u00e8 breve, il mio monolocale misura 18 metri quadrati, tre per sei, e basta uno sguardo per perlustrarlo. La piccola gira e mi cerca, si struscia sulle mie gambe e, curiosando dappertutto, in un attimo ha esplorato il mio nido. Piange, chiama, non capisco se sta male ma con una bella ciotola di latte la sistemo per un po&#8217;. Tutto questo si svolge nei pochi minuti di un giorno in cui per\u00f2 ho ben poco tempo, devo scappare ad Asti per lavoro, come fare? Le parlo, cerco di spiegarle che come faccio a tenerla qui? Allora esco sul pianerottolo e provo invano a bussare alla porta accanto, non c&#8217;\u00e8 nessuno. Vi attacco un pezzo di carta: &#8220;la gattina \u00e8 entrata da me dalla finestra, ve la riporto nel pomeriggio&#8221;. Mi preparo velocemente ed esco, con il pensiero fisso alla piccola soriana che dal tetto mi \u00e8 entrata in casa.<br>La giornata di lavoro \u00e8 abbastanza pesante ma per fortuna torno presto, vorrei passare al supermercato a prendere della carne per la gatta. Salgo nervosamente le scale e noto che la porta del vicino non ha pi\u00f9 il mio cartello appeso e, in casa mia, la piccola non c&#8217;\u00e8, se n&#8217;\u00e8 andata. Mentre preparo la cena la scena del mattino si ripete, con il miagolio di chi mi cerca e ricomincia la danza, della piccola e del moro che vanno su e gi\u00f9 dal ballatoio. Stavolta nessuno scende a trovarmi; stasera do la buonanotte a due gatti invece che alla madonnina, sperando che non si offenda. Il mattino dopo mi basta chiamare &#8220;piccola&#8221; e la gattina spunta al solito posto dalla finestra, piange e si affanna come se cercasse di mostrarmi qualcosa. Le porgo una nuova ciotola di latte, la prendo in braccio e via, sembra contenta e ricomincia a girare nel mio piccolo nido. Mi fa in realt\u00e0 molte coccole anche se non \u00e8 serena e, dopo pochi minuti, con mio sommo disappunto salta su e se ne va come se fosse venuta a trovarmi solo per mangiare. Mi sento un po&#8217; una donna oggetto ma so che i gatti, e in qualche misura anch&#8217;io, sono cos\u00ec. Faccio colazione poi vado in bagno. Ben presto mi sento osservata, sollevo lo sguardo ed ecco la piccola che mi guarda dall&#8217;alto, ma stavolta porta con s\u00e9 un carico prezioso: ha in bocca un batuffolo di pelo scuro, un gattino cos\u00ec piccolo che all&#8217;inizio lo scambio per un topo o un&#8217;altra preda. La sciagurata mi ha portato il suo cucciolo attraverso il famigerato ballatoio e ora vorrebbe depositarlo da me. Eh no le dico, non ci provare proprio! Delicatamente le chiudo la finestra in faccia. Non credo che apprezzi il gesto perch\u00e9 quatta quatta si riporta sul suo terrazzino, mentre il maschio osserva impassibile la scena ed \u00e8 incredibilmente lontano dagli affanni miei e della piccola.<br>Non c&#8217;\u00e8 traccia dei vicini, n\u00e9 al mattino n\u00e9 al pomeriggio, la sera io e la piccola stiamo ancora discutendo se parlarci da un capo all&#8217;altro del quarto piano o ritentare un avvicinamento. Ho l&#8217;impressione che in questa calda estate iniziata troppo presto non sar\u00f2 sola, io e la Milano che gi\u00e0 si \u00e8 svuotata per il fine settimana, ma che a farmi compagnia ci sar\u00e0 una piccola gatta, la gatta sul tetto che scotta. Infatti lei va e viene e mi racconta un sacco di cose, miagolando con tutte le sfumature e intonazioni, mentre il moro, il suo uomo gatto bellissimo ma silenzioso, approfitta con parsimonia di quanto offro loro: latte, un uovo sbattuto, prosciutto e formaggio. Hanno una gran fame, soprattutto lei che sta ancora allattando e deve nutrire anche i suoi piccoli. Ci scambiamo carezze affettuose e l&#8217;ultimo saluto serale prima di andare a dormire \u00e8 tutto per loro, che verso mezzanotte si riportano con un balzo nella loro met\u00e0 del piano.<br>Sabato mattina il risveglio \u00e8 brusco e viene proprio dal solito mormorio sul davanzale: la piccola e il moro mi stanno chiamando e quando vedo che sono solo le sette non vorrei alzarmi. Li chiamo, lei salta subito in casa e mi raggiunge nel letto, appare per\u00f2 nervosa e preoccupata, salta su e gi\u00f9 nella ricerca evidente di un posto dove portare i suoi bambini. Tante volte nella mia infanzia ho visto una gatta inquieta in cerca di un sicuro nascondiglio per dei cuccioli. Non ho pi\u00f9 cibo e devo fare i bagagli per uscire a met\u00e0 mattina. In pochi minuti la piccola sale e scende due, tre volte da me a casa sua, mentre io cerco di mettere ordine prima di partire. In un momento di distrazione sento un tonfo, leggero ma sordo, alla finestra. La piccola ce l&#8217;ha fatta, ha depositato nel mio bagno un delizioso cucciolo nero che si muove a malapena e ora mi guarda soddisfatta, per nulla preoccupata della mia reazione. In effetti sono un po&#8217; perplessa nel guardare lei e quel batuffolo di pelo, con due grosse orecchie e gli occhietti neri che mi guardano, che \u00e8 gi\u00e0 in giro per la stanza e in breve (sono pur sempre tre metri per sei) la vede tutta. Poi si infila tra le bottiglie di vino orizzontali e perlustra i raccoglitori di diapositive. \u00c8 lungo meno di una spanna ma riesce a salire sul letto, che diventa il suo luogo preferito. La cuccia che ho accostato a una parete non piace a lui n\u00e9 alla piccola, che salta sul letto e contenta si divide tra la cura del figlio e i saluti per me. Il moro osserva da fuori con indifferenza, io non so proprio che fare, so solo che entro due ore devo andare in Piemonte e non posso proprio lasciare qui questa bella famigliola di gatti, anche se a loro piacerebbe tanto. Esco a fare un po&#8217; di spesa, latte e mangime per loro e carne per me. Mi fermo al secondo piano dove ottengo dalla vicina solo l&#8217;inutile numero di telefono del padrone di casa assente, mentre al piano terra il calzolaio mi dice dove stanno i parenti dei vicini. Suono il campanello al civico indicato e spiego la situazione alla nonna della ragazza che, gentilmente, mi promette che la cercher\u00e0.<br>Eccomi di ritorno: i piccoli sono diventati due, al moretto si \u00e8 aggiunto un soriano ancora pi\u00f9 bello e la mamma che zompetta felicemente da una parte all&#8217;altra della stanza, lasciando impronte scure sul pavimento e sulle pareti che ho appena imbiancato. Devo assolutamente sistemarli prima di partire. Mangiano tutto quello che preparo mentre chiamo la nonna: la nipote, legittima proprietaria dei gatti, \u00e8 al mare e torna domenica, ma sta venendo da me un&#8217;altra nipote con cesta di trasporto che porter\u00e0 i tre felini dalla nonna. Sto gi\u00e0 meglio, la ragazza arriva e mi racconta la loro storia, i nomi dei genitori presi dal signore degli anelli, mentre pure lei gioca con i due bellissimi cuccioli. Questi in realt\u00e0 potrebbero essere tre o cinque quindi all&#8217;appello ce ne manca almeno uno, che deve essere di l\u00e0 al sicuro con il padre, il moro, che \u00e8 sparito e sicuramente lo sta accudendo. Per ora siamo a posto, poi con il ritorno della padrona tutti si dovrebbero sistemare. Saluto e ringrazio la ragazza che mi ha salvato da ulteriori complicazioni del mio fine settimana e, finalmente pronta, parto. Mi aspettano due giorni di libagioni nelle Langhe, innaffiate da ottimo vino e in compagnia di carissimi amici, tutto scorre alla perfezione ma di tanto in tanto penso ai &#8220;miei&#8221; gattini che ho lasciato a Milano, e di fatto al mio ritorno avrei voglia di vederli. Peccato, perch\u00e9 dovrebbero essere andati via con la loro padrona, e poi io rientro tardissimo quindi \u00e8 ben difficile che li riveda.<br>Quando entro stancamente a casa, con mia grande sorpresa la piccola \u00e8 pronta a salutarmi sull&#8217;uscio, evidentemente \u00e8 stata da me per molto e, non soddisfatta della sua intrusione, ha rovistato nelle poche immondizie portando in giro fondi di caff\u00e8 e lattine vuote. Insomma la stanza fa schifo e lei ancora attira la mia attenzione con ogni genere di smorfie e versi. Mentre penso se vorrei pi\u00f9 maledirla o coccolarla, riprende ad entrare e uscire dalla finestra come faceva il giorno prima, e in breve mi riporta il moretto con le consuete modalit\u00e0: un tonfo sordo in bagno e vedo il trottolino nero girare per la casa. Sono le due di notte, il mio letto sarebbe pronto per accogliermi ma viene occupato dalla piccola e dal moretto. Mi siedo accanto a loro: vorrei anzi vorremmo giocare ma sono stanchissima e devo rapidamente pensare come organizzarmi per la notte, se cercare di dormire l\u00e0 con loro, a terra nel materassino o&#8230;<br>Sento che qualcuno sale le scale, rumore di chiavi, mi alzo e chiamo: Francesca! Apro la porta di scatto, la ragazza si gira e mi guarda perplessa mentre esco in camicia da notte per richiamare la sua attenzione: i gatti sono ancora da me, le dico, lei ne sembra quasi stizzita ma entrando realizza che \u00e8 tutto vero. E gli altri? Chiede, non so, non ho visto n\u00e9 il moro n\u00e9 i cuccioli. Le consiglio di metterli in una stanza da dove non vi sia accesso al terrazzo, almeno per la notte, lei brontola che non si pu\u00f2 nemmeno andare due ore al cinema, li prende in braccio e ringraziandomi chiude la porta dietro di s\u00e9.<br>Buonanotte, spero che ora potr\u00f2 finalmente dormire ma per sicurezza lascio accesa una lucetta. Sono le due e mezza e ho un sonno pazzesco, mi addormento subito ma solo due ore dopo sono svegliata dal solito andirivieni sul pianerottolo. In effetti avevo sentito altri rumori da fuori, come se la ragazza stesse nuovamente uscendo, ma la cosa mi sembrava tanto assurda che non ci ho fatto caso. Invece nel cuore della notte, alle quattro e mezza, i due gatti adulti sono ancora da me e qui non ci vedo pi\u00f9. Devo assolutamente dormire, li mando fuori e nonostante faccia caldo, mi chiudo anzi mi barrico in casa. Il sonno ha il sopravvento sui sensi di colpa, finalmente posso riposare. Il mattino arriva presto, mi alzo e basta aprire una finestra che ricomincia la solita scenetta per l&#8217;ennesima volta. Vengono prima lei, poi lui, mentre faccio colazione porto fuori la ciotola di latte e il mangime, mangiano contenti. I cuccioli per ora non si vedono, tanto che nella pur scarsa fiducia verso la loro padrona ufficiale spero che li abbia messi in un luogo pi\u00f9 chiuso, cosa peraltro illogica visto che devono essere raggiungibili dalla madre ed essa mi ha ben dimostrato di saperli trasportare dovunque.<br>Mi sono quasi abituata alla loro presenza e alla loro compagnia, anche se il mio spazio esiguo non aiuta certo la convivenza con questi piccoli animali. Cerco di non averli sempre tra i piedi, faccio il letto e mi metto al computer. A met\u00e0 mattina bussano alla porta, chi \u00e8? Sono Francesca; apro, lei entra mi saluta e chiede se per caso i cuccioli sono qui da me. No, rispondo, non li vedo da stanotte. Allora la mamma deve averli nascosti da qualche parte, saranno in un armadio, dice con indifferenza. Oggi partono tutti, si va in campagna che \u00e8 la loro dimora abituale e mi fa piacere pensare alla bella famiglia di gatti che scorrazza in un prato, invece di passare le giornate tra due torridi tetti con sotto venti metri di buco. Francesca riprende la piccola e il moro, rid\u00e0 loro quei nomi del signore degli anelli che proprio non mi ricordo, e sparisce dietro la porta di casa. Non li sento pi\u00f9 e non li vedo ormai da due giorni, ho rimesso ordine davvero nel mio piccolo nido, eppure mi mancano un sacco i due gatti con i loro bellissimi batuffolini di venti giorni. Ogni volta che sento un rumore proveniente dal terrazzo mi affaccio, con la speranza che siano tornati a trovarmi. Chiss\u00e0, loro che abitano in mezzo al verde magari si ricordano di me e di questo strano fine settimana milanese passato su e gi\u00f9 tra due terrazzini. Spero che tornino presto, li aspetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Col caldo che fa, essendo all&#8217;ultimo piano di una vecchia casa, da alcuni giorni dormo con le finestre aperte. Entrare dalla finestra \u00e8 difficile, anche se oggi i topi d&#8217;appartamento sono dei veri acrobati quindi non posso escludere del tutto questa possibilit\u00e0. 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