{"id":205,"date":"2012-05-08T11:52:16","date_gmt":"2012-05-08T11:52:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gamberetta.it\/?p=205"},"modified":"2022-10-17T23:02:54","modified_gmt":"2022-10-17T21:02:54","slug":"glossario-sudanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gamberetta.it\/it\/2012\/05\/08\/glossario-sudanese\/","title":{"rendered":"GLOSSARIO SUDANESE"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ADIS <\/h2>\n\n\n\n<p>ottima zuppa di lenticchie, da assaggiare nelle case nubiane e nelle bettole lungo la strada.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ARGO <\/h2>\n\n\n\n<p>isola di 4 x 20 km raggiungibile in auto quasi sempre, infatti il canale che la collega alla terraferma \u00e8 inondato solo durante le piene del Nilo. Al suo interno si trovano le rovine di Tabo ma non l&#8217;abbiamo trovato (le missioni archeologiche svizzere hanno portato via quasi tutto). Argo \u00e8 pi\u00f9 comoda da raggiungere dell&#8217;altra isola, Sai, situata pi\u00f9 a nord e rappresenta quindi una comoda alternativa di visita. In auto si osservano edifici pubblici ben tenuti, giardini fioriti con buganvillee pendenti dai muretti, case dipinte di bianco alle pareti esterne e splendidamente decorate all&#8217;interno. Si pu\u00f2 alloggiare in una casa nubiana, noi abbiamo visitato la bellissima casa accanto alla moschea, utilizzata soprattutto dagli archeologi dell&#8217;universit\u00e0 di Ginevra in missione. Dal primo piano si gode di una splendida vista sul Nilo e gli orti, dove le operazioni sono ancora svolte manualmente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>AMARA (non visto) <\/h2>\n\n\n\n<p>per i patiti di archeologia, era una citt\u00e0 coloniale in epoca egizia e conserva i resti di un tempio dedicato a Ramses II. Arrivarci \u00e8 complicato per le cattive condizioni delle piste.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>ATMUR DESERT <\/h2>\n\n\n\n<p>il deserto che inizia a sud di Karima presenta finalmente le dune e l&#8217;ambiente che ci aspetteremmo e ospita una foresta pietrificata risalente al Pleistocene (28 milioni di anni fa).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>BABBUINI <\/h2>\n\n\n\n<p>se ne trovano famiglie intere nella parte a est sia a Kassala sia lungo la strada, ma abitano soprattutto nella parte centrale del Sudan.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>BAYUDA DESERT <\/h2>\n\n\n\n<p>deserto sassoso racchiuso nella grande ansa del Nilo, abitato da nomadi prevalentemente della trib\u00f9 dei Bisharin. Sulla piana desertica spiccano antichi coni vulcanici finch\u00e9, tra gli ultimi tratti pianeggianti, all&#8217;orizzonte si scorgono il verde delle coltivazioni attorno al Nilo e il grosso profilo del Jebel Barkal.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>CAPELLI <\/h2>\n\n\n\n<p>i capelli dei sudanesi sono quasi sempre neri, crespi, grossi, ricci. Anche in Sudan, nonostante io invece abbia i capelli castani e lisci, vado dal parrucchiere per una immersione di quasi 2h nelle chiacchiere femminili di un salone, dove mi diverto anche a vedere le altre clienti. Esco con una testa \u201ctutta nuova\u201d e uno splendido tatuaggio all&#8217;henn\u00e9 sul braccio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>CAROVANA <\/h2>\n\n\n\n<p>le centinaia di cammelli (dromedari) che percorrono le piste del deserto sono spettacolari ma nulla \u00e8 pi\u00f9 serio dei convogli che, da varie zone del Sudan, salgono verso nord alla volta dei souk di Assuan e Cairo. Si vedono centinaia di carcasse dei poveri animali che non sono riusciti a resistere al caldo e al percorso di stenti, a volte lungo anche pi\u00f9 di 1000 km.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm003_sudan38-300x200.jpg\" alt=\"imm003_sudan38\" class=\"wp-image-9693\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm003_sudan38-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm003_sudan38-60x40.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm003_sudan38.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">CATARATTA <\/h2>\n\n\n\n<p>il Nilo scorre lentamente verso nord, le sue acque si fanno turbolente, soprattutto nella stagione delle piogge, all&#8217;altezza delle sei cataratte da Khartoum ad Assuan. Di queste solo un paio sono visitabili, la sesta e la terza, mentre le altre sono state cancellate dalle dighe.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>CINA <\/h2>\n\n\n\n<p>da anni ha colonizzato appalti e infrastrutture in Africa, da scambiare con minerali, petrolio, energia. Dopo strade e dighe, le grandi opere principali, in futuro i cinesi saranno ancora in Sudan e nel resto dell&#8217;Africa, ovviamente con l&#8217;impiego di capitali, societ\u00e0, maestranze e operai cinesi e con vantaggi minimi per i sudanesi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>DARFUR <\/h2>\n\n\n\n<p>questa ricca e ampia provincia, collocata a sud ovest di Khartoum, \u00e8 purtroppo tristemente famosa per il lungo conflitto, che ha coinvolto sia gli abitanti locali sia gli occidentali a causa della sua posizione strategica e soprattutto dei ricchi giacimenti di petrolio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>DERVISCI <\/h2>\n\n\n\n<p>nulla a che vedere con i dervisci rotanti turchi, i dervisci danzanti del Sudan si riuniscono il venerd\u00ec pomeriggio presso la tomba di Hammad al Nil. La cerimonia \u00e8 sentita, per nulla turistica, in 2h abbondanti si vedono i dervisci vestiti con una tunica bianca e verde, prima in piccoli gruppi poi con altri adepti sempre pi\u00f9 numerosi. Cantano, ballano e mettono in atto una processione molto coinvolgente, vale davvero la pena assistervi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm026_sudan14-200x300.jpg\" alt=\"imm026_sudan14\" class=\"wp-image-9695\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm026_sudan14-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm026_sudan14-60x90.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm026_sudan14.jpg 298w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">DIGHE <\/h2>\n\n\n\n<p>le ultime grandi opere costruite a bloccare il corso del Nilo ed imbrigliarne le acque, a scopo commerciale e di produzione energetica, ma con enormi conseguenze ambientali e sociali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>DONGOLA <\/h2>\n\n\n\n<p>Citt\u00e0 collocata in un importante snodo stradale, finalmente asfaltato, che collega il nord del paese alla capitale. Sede di importanti commerci da secoli, Dongola ha dato i natali ad alcuni personaggi che hanno contribuito alle vicende storiche recenti del Sudan.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>DONGOLA AL AJOUZ (UNESCO) <\/h2>\n\n\n\n<p>oggi \u00e8 quasi una citt\u00e0 morta, con le rovine degli antichi tesori sommerse dalla sabbia, ma ospita tre distinti insediamenti: le qubbe, edifici conici che fungevano da tombe dei marabutti o santoni musulmani; i resti di un castello (poi monastero e moschea) di epoca medievale circondato da numerosi edifici in mattoni adibiti a usi civili; una bellissima cattedrale sulle sponde del Nilo con capitelli e colonne di granito. Dongola era infatti la capitale del regno di Makuria, attivo per quasi 1000 anni tra il VI e il XV secolo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm020_sudan47-300x200.jpg\" alt=\"imm020_sudan47\" class=\"wp-image-9696\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm020_sudan47-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm020_sudan47-60x40.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm020_sudan47.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">DROMEDARIO <\/h2>\n\n\n\n<p>la nave del deserto fornisce latte, sterco e un mezzo di trasporto insostituibile da vivo, carne e pelle da morto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ED DAMER <\/h2>\n\n\n\n<p>cittadina situata alla confluenza tra i fiumi Nilo e Atbara, ospita scuole coraniche attive dal XVII secolo, forse fu sede di scuole sacerdotali gi\u00e0 in epoca meroitica. Oggi \u00e8 soprattutto un luogo di transito, sia per le carovane che attraversano il deserto nubiano in direzione di Assuan e dei grandi mercati egiziani, sia per i commerci che si svolgono su moderni mezzi a motore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>EL KURRU <\/h2>\n\n\n\n<p>altra necropoli della XXV dinastia dove si possono osservare i diversi stadi di costruzione e sviluppo delle piramidi e delle tombe. I due tumuli meglio conservati sono dedicati al re Pianky e alla moglie, dipinta sul letto di morte in posizione prona. Si visitano scendendo ripide scalette in un ambiente angusto, ma la bellezza degli affreschi ivi conservati ripaga ampiamente il sacrificio e ci trasporta in un ambiente molto simile, in piccolo, alle piramidi di Giza e Dahshur nonch\u00e9 alle tombe della Valle dei Re a Luxor.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>EMERGENCY <\/h2>\n\n\n\n<p>da 18 anni l&#8217;organizzazione italiana fondata da Gino Strada fornisce cure mediche gratuite alle vittime civili delle guerre, in Sudan \u00e8 presente a Khartoum e nei tre centri pediatrici di Mayo, Nyala e Port Sudan.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm001_ns09-300x200.jpg\" alt=\"imm001_ns09\" class=\"wp-image-9697\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm001_ns09-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm001_ns09-60x40.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm001_ns09.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>FASULIJA ETC.<\/h2>\n\n\n\n<p>(fagioli e verdure in padella), FELAFEL (polpette di ceci), FUL (minestra di lenticchie rosse) \u2013 le principali portate di un pasto nubiano sono semplici ma ottime, genuine, freschissime.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>GEDAREF <\/h2>\n\n\n\n<p>citt\u00e0 collocata sulla strada principale, asfaltata, che unisce Khartoum a Port Sudan, circondata sia da coltivazioni di cereali sia da aree incolte con alberi simili ad acacie. Nel tratto di strada tra Wadi Medani e Gedaref, massicci montuosi scuri e blocchi granitici sono ricoperti da alberi, inclusi alcuni baobab, e gli \u201cabitanti\u201d principali sono nutrite famiglie di babbuini.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>GEZIRA <\/h2>\n\n\n\n<p>l&#8217;isola fertilissima situata a sud est di Khartoum, alla confluenza tra Nilo Bianco e Nilo Azzurro. Wadi Medani ne \u00e8 il centro principale, un tempo era coltivata soprattutto a cotone ma oggi presenta soprattutto campi di grano e altri cereali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>GHAZALI <\/h2>\n\n\n\n<p>un antico monastero copto di cui rimangono i resti dell&#8217;edificio sacro con la netta distinzione tra le navate, l&#8217;abside e le mura esterne, dove vivevano i monaci.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>HENNE <\/h2>\n\n\n\n<p>colorante in polvere estratto dalle foglie e rami, essiccati e macinati, della pianta del genere Lawsonia. Si utilizza per colorare i capelli e produrre tatuaggi temporanei su mani e piedi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>INFIBULAZIONE <\/h2>\n\n\n\n<p>la principale mutilazione genitale femminile \u00e8 una pratica ancora diffusa in Sudan e in altri paesi, consiste nell&#8217;asportazione del clitoride e parte delle piccole e grandi labbra. Dovrebbe togliere alla donna la possibilit\u00e0 di provare piacere nel rapporto, oggi finalmente molte famiglie e i giovani si rendono conto che \u00e8 meglio non praticarla.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>JALABIYA <\/h2>\n\n\n\n<p>lunga tunica bianca o colorata indossata da uomini e donne, si porta sopra i vestiti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>JEBEL BARKAL \u2013 UNESCO<\/h2>\n\n\n\n<p>Alla base di questa montagna sacra, imponente, visibile da decine di km di distanza, c&#8217;\u00e8 un complesso di templi risalenti al nuovo regno che costituiva il centro spirituale di Kush. Se gli scavi proseguiranno se ne potrebbe dimostrare l&#8217;estensione fino alle rive del Nilo, attraverso una serie di viali attualmente sepolti sotto la sabbia, tanto che il Jebel Barkal \u00e8 stato soprannominato la \u201cKarnak del sud\u201d. In attesa di vederne un riscontro preciso si pu\u00f2 ammirare l&#8217;estensione e la variet\u00e0 delle rovine salendo sulla sommit\u00e0 della montagna: un rapido sentiero permette di salire tra le rocce, per poi lasciarsi scivolare sulla sabbia dal lato opposto. Ma girando intorno alla montagna all&#8217;alba o al tramonto se ne possono ammirare i tesori pi\u00f9 da vicino: il tempio principale, costruito sotto Ramses II e dedicato ad Amon, \u00e8 preceduto da un viale ornato da statue di granito nero, il corpo centrale poggiava su enormi colonne di marmo ed aveva le pareti decorate con pregevoli geroglifici. Gli scavi hanno portato alla luce parte degli edifici: templi, tombe e santuari costruiti tra la XVIII e la XXV dinastia; \u00e8 stata accertata la presenza di templi scavati nella roccia anche se sono visibili solo pochi resti, parzialmente crollati. Forse si trattava del tentativo fallito di costruire qui un enorme tempio votivo, come il contemporaneo complesso di Abu Simbel in Egitto. Le piramidi situate all&#8217;estremit\u00e0 occidentale del sito arricchiscono il mistero che circondano Jebel Barkal: per la loro forma slanciata ma con gli spigoli arrotondati sono affascinanti e misteriose, in quanto prive di riferimenti temporali o informazioni dettagliate sulla loro storia e funzione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>JEBEL DOSHA <\/h2>\n\n\n\n<p>\u00e8 il punto pi\u00f9 alto del ns giro, dista poco pi\u00f9 di 400 km da Assuan e meno di 100 km da Wadi Halfa, il punto di confine con l&#8217;Egitto. Anche Jebel Dosha doveva avere un valore spirituale perch\u00e9 il versante a strapiombo sul Nilo presenta vari geroglifici. Dalla cima del Jebel si pu\u00f2 spaziare con la vista per centinaia di km in lontananza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>JEBEL TOTEEL <\/h2>\n\n\n\n<p>le montagne che fanno da sfondo a Kassala.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm012_sudan9-200x300.jpg\" alt=\"imm012_sudan9\" class=\"wp-image-9698\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm012_sudan9-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm012_sudan9-60x90.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm012_sudan9.jpg 298w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">KAGBAR 3RD CATARACT <\/h2>\n\n\n\n<p>in un ambiente stretto tra i verdi palmeti sulla sponda destra e l&#8217;aspro deserto libico sulla sponda sinistra, si trova la terza cataratta del Nilo. Con la costruzione delle dighe la quinta e la quarta cataratta sono scomparse, e quella di Kagbar \u00e8 oggi quasi l&#8217;unico luogo dove nei periodi di piena si possono ammirare le irruente acque del Nilo. La vista migliore si gode salendo in cima alle rovine del forte ottomano, evidentemente questa zona era contesa sin dall&#8217;antichit\u00e0, molti edifici sono stati posti a guardia del fiume.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>KARIMA <\/h2>\n\n\n\n<p>cittadina anticamente al centro della civilt\u00e0 di Napata, comoda base per le escursioni nei numerosi siti, oggi \u00e8 sede di un importante mercato giornaliero (l&#8217;ultimo sulla via verso nord) ma non ha ancora sviluppato n\u00e9 la trasformazione dei prodotti agricoli, n\u00e9 le infrastrutture (ferrovia) o la produzione manifatturiera, come avrebbero voluto gli inglesi in epoca coloniale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>KASSALA <\/h2>\n\n\n\n<p>la grande citt\u00e0 situata quasi al confine eritreo, a est, e non distante dal confine etiope, a sud, \u00e8 dominata da grossi monoliti tra i quali Jebel Toteel \u00e8 il pi\u00f9 noto. Qui vive un crogiolo di etnie, che ha nei Rashaidia il gruppo principale, con lineamenti ben diversi da quelli delle trib\u00f9 nubiane o della capitale. Per la posizione geografica particolare \u00e8 stata oggetto di contese e va visitata con cautela, soprattutto nei dintorni che sono ancora pesantemente presidiati dalla polizia: nel sobborgo di Wad Sherifa si trova un enorme campo di profughi eritrei che ospita pi\u00f9 di 100.000 persone. Ma anche nel centro citt\u00e0, estremamente sicuro, \u00e8 difficile scattare fotografie. A Kassala si trova una folta rappresentanza di americani in \u201cmissione di pace\u201d, di forze dell&#8217;ONU e diverse ONG; si visita tranquillamente in una giornata per scoprire i meandri del grosso mercato, girare nel bel giardino pubblico per poi salire tra grosse pietre squadrate fino in cima al Jebel Toteel magari inseguendo i numerosi babbuini che vi abitano. Infine ci si riposa con la bella vista della citt\u00e0 che si gode proprio dalle pendici di Jebel Toteel, sorseggiando una bibita sotto le frasche del parco \u2013 giardino stupendamente decorato che gli abitanti vi hanno ricavato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm006_sudan11-300x200.jpg\" alt=\"imm006_sudan11\" class=\"wp-image-9699\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm006_sudan11-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm006_sudan11-60x40.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm006_sudan11.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">KAWA <\/h2>\n\n\n\n<p>i resti di un tempio scavato quasi 80 anni fa si ergono presso il Nilo. Richiamano la splendida epoca di Akhenaton e Tutankhamon ma purtroppo ne rimane davvero poco e, se non c&#8217;\u00e8 il custode ad accompagnarvi nella visita, se ne apprezzano solo l&#8217;impianto costruttivo perch\u00e9 la sabbia ha sommerso la gran parte delle colonne e dei geroglifici che erano stati portati alla luce.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>KERMA (UNESCO) <\/h2>\n\n\n\n<p>fu la sede dell&#8217;omonima civilt\u00e0, fiorita a partire dal terzo millennio a.C. e poi conquistata dagli egizi intorno al 1.500 a.C. Conserva addirittura testimonianze pi\u00f9 antiche, risalenti al neolitico, fondamentali per ricostruire l&#8217;intera storia africana e le migrazioni dei popoli in epoca preistorica. All&#8217;epoca, come dimostrano i graffiti con le raffigurazioni di grossi animali selvatici, queste terre erano fertili e coltivabili, poi inizi\u00f2 il processo di desertificazione che, lentamente, prosegue ancor oggi. Non a caso Kerma \u00e8 sede di un piccolo delizioso museo organizzato in modo moderno ed efficiente che, visitato alla fine del percorso, ne mostra i reperti migliori e ne spiega i dettagli. E non a caso la defuffa occidentale, un cumulo squadrato costruito con mattoni crudi, \u00e8 il principale edificio rimasto in piedi nel sito, e viene paragonato ad altrettanto importanti siti del Sahel dalle analoghe caratteristiche costruttive. Migliaia di tombe di diverse epoche storiche, con i resti di centinaia di persone e animali morti o sacrificati, sono state portate alla luce assieme a ricchi corredi funerari.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>KHARTOUM <\/h2>\n\n\n\n<p>la capitale sudanese \u00e8 oggi un immenso cantiere aperto dove compagnie locali e (soprattutto) internazionali stanno mettendo a punto opere, infrastrutture, mega alberghi per renderla sempre pi\u00f9 accogliente. In assenza di una storia propria con solo 200 anni circa di vita e un poco glorioso passato coloniale, costruito soprattutto da e per gli inglesi, non aspettiamoci nulla di emozionante. I viali alberati, i palazzi, il souk del Cairo o di altre capitali sono lontanissimi, eppure Khartoum ha il fascino d\u00e9mod\u00e9 di una citt\u00e0 in evoluzione. Le strade non sono asfaltate nemmeno in centro citt\u00e0, in zona Souk el Arabi, dove per tutto il giorno accanto ai negozi veri e propri si svolge un chiassoso mercatino in strada dove la gente vende quello che ha: generi alimentari, schede telefoniche, prodotti per la casa e per la persona. Localini, caff\u00e8 e ristoranti con giardino si susseguono l&#8217;uno accanto all&#8217;altro in riva al Nilo, e di fronte svettano i grattacieli degli hotel cinque stelle di grandi catene. Andare a zonzo senza meta \u00e8 facile e divertente, tra edifici sacri e palazzi pubblici, sedi di scuole e universit\u00e0 che si annunciano con cartelli enormi, ma guai a fotografarli.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>KHAWADJA <\/h2>\n\n\n\n<p>nome con cui in Sudan si identifica lo straniero bianco.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>LEZIZ <\/h2>\n\n\n\n<p>delizioso, un nome da ricordare quando i nubiani ci fanno assaggiare qualcosa, ma anche il ns ristorante preferito di Khartoum.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>MANI <\/h2>\n\n\n\n<p>le mani e i piedi, anche tatuati, e gli occhi sono la parte del corpo pi\u00f9 \u201cesibita\u201d; le mani sono particolarmente curate, una stretta di mano ci permette di entrare in contatto con i Sudanesi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>MEROE \u2013 UNESCO<\/h2>\n\n\n\n<p>Con oltre 40 costruzioni \u00e8 il maggiore gruppo di piramidi del mondo, raggruppate nella necropoli (nord e sud). Meroe presenta lo schema costruttivo proprio anche degli egizi: la citt\u00e0 dei morti con i luoghi di culto in un luogo deputato e, distante, la citt\u00e0 dei vivi sede delle attivit\u00e0 commerciali, degli edifici pubblici ecc. Dalla necropoli si gode uno splendido e indimenticabile panorama, consiglio di visitarla dal tardo pomeriggio. Questa visita personalmente mi ha tolto il fiato per l&#8217;emozione, nonostante alcune piramidi siano state davvero maltrattate, o ricostruite con un intento poco conservativo. Della seconda, purtroppo, si gode un po&#8217; meno anche per le scarse indicazioni (frecce, cartelli). Speriamo che gli scavi in corso restituiscano nuovi tesori celati sotto la sabbia. Meroe resta comunque un momento altissimo del viaggio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm004_sudan56-200x300.jpg\" alt=\"imm004_sudan56\" class=\"wp-image-9700\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm004_sudan56-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm004_sudan56-60x90.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm004_sudan56.jpg 298w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">MEROWE <\/h2>\n\n\n\n<p>l&#8217;antico tempio di Napata fu costruito da Taharqa e dedicato a Amon, pochi resti ne sono visibili ma sotto la sabbia \u00e8 ancora tutto da scavare, e intorno c&#8217;\u00e8 il brulichio della citt\u00e0 di oggi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>MULWAD <\/h2>\n\n\n\n<p>bianchissime case dai portali dipinti si stagliano su un cielo blu, sullo sfondo un palmeto invoglia a curiosare oltre, dove un lungo orto coltivato a cereali e legumi \u00e8 irrigato con l&#8217;acqua del Nilo, grazie a un sistema di canali solo in parte automatizzato. Visitiamo la scuola, per 1h siamo circondati da decine di ragazzini, curiosi, chiassosi e carini. Altri villaggi nubiani sono visitabili per gustare la genuina ospitalit\u00e0 della gente, per vedere come vivono e lavorano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>MUSAWWARAT ES SUFRA <\/h2>\n\n\n\n<p>stupendo complesso di templi dedicati al leone (tempio di Apedemek) e all&#8217;elefante, \u00e8 circondato da un&#8217;ampia cinta muraria e vi si accede attraversando un bell&#8217;ambiente di savana con sparuti alberi di acacie. Al mattino si pu\u00f2 assistere alla raccolta d&#8217;acqua dai pozzi, che i nomadi delle trib\u00f9 Shaiqiya effettuano con l&#8217;aiuto di asini.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>NAGA <\/h2>\n\n\n\n<p>leoni e serpenti sono rappresentati in questo favoloso complesso, sia con le divinit\u00e0 egizie (tra cui Amon, Iside, Osiride) sia con immagini di battaglie; una grande testimonianza, assieme al pregevole chiosco di epoca greco romana, dei rapporti intrattenuti in tempo di guerra e di pace.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>NILO <\/h2>\n\n\n\n<p>il Nilo \u00e8 il fiume pi\u00f9 lungo del mondo (oltre 6.600 km) assieme al Rio delle Amazzoni. Khartoum si trova alla confluenza tra il Nilo azzurro originato in Uganda, e il Nilo bianco proveniente dall&#8217;Etiopia, come si vede dal vecchio ponte di ferro. Il Nilo d\u00e0 la vita a milioni di persone, anche grazie ai numerosi tributari tra i quali l&#8217;Atbara, anche se due terzi delle acque sono disperse per evaporazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm003_sudan35-300x200.jpg\" alt=\"imm003_sudan35\" class=\"wp-image-9701\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm003_sudan35-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm003_sudan35-60x40.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm003_sudan35.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">NURI <\/h2>\n\n\n\n<p>la necropoli di Napata, costruita dal re eretico Taharqa, che consta di tante piramidi molto pi\u00f9 piccole delle piramidi egizie, dalla caratteristica forma digradante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>OASI <\/h2>\n\n\n\n<p>le molte oasi nel deserto libico non sono n\u00e9 facili da raggiungere, per le cattive condizioni delle piste, n\u00e9 da visitare; la polizia d\u00e0 i permessi con fatica adducendo generici \u201cmotivi di sicurezza\u201d; ne avevo fatto un elenco al corrispondente (ILAL \u2013 SHEMSI \u2013 SOWANI \u2013 AL GHEBA) ma non ci siamo andati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>OMDURMAN <\/h2>\n\n\n\n<p>a meno di 40 km a nord di Khartoum, sulla sponda occidentale del Nilo, si trova questa cittadina sede di un grande souq quotidiano, dove si pu\u00f2 acquistare davvero di tutto e c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Vi si possono fare acquisti di generi alimentari, mobili, prodotti vari (nella parte scoperta), souvenir (principalmente nella parte coperta), in zone ben distinte per settori merceologici. Una visita di venerd\u00ec diventa l&#8217;opportunit\u00e0 per passare anche un paio d&#8217;ore presso la tomba (qubba) di Sheikh Hammad al Nil venerato dai dervisci danzanti, che cantano, ballano e sfilano in processione. La cerimonia \u00e8 sentita, per nulla turistica, vale davvero la pena assistervi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>PONTON <\/h2>\n\n\n\n<p>KUKKA \u00e8 l&#8217;unico posto dove abbiamo trovato il traghetto per attraversare il Nilo, per il resto i ponton sono stati quasi del tutto rimpiazzati da ponti veri e propri. Finalmente attraversiamo il Nilo dal ponton, ovvero su una vecchia chiatta che carica le ns auto assieme ad altri mezzi e persone, per trascorrere una bella 1\/2h sul fiume. Oggi i ponti hanno sostituito quasi completamente i ponton, rendendo il viaggio meno romantico per noi ma pi\u00f9 efficiente per i sudanesi.<br>PORTE \u2013 le porte delle case nubiane sono sempre belle, anche se decorate solo con pochi motivi istoriati, oppure con disegni geometrici dai colori sgargianti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm011_sudan16-200x300.jpg\" alt=\"imm011_sudan16\" class=\"wp-image-9702\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm011_sudan16-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm011_sudan16-60x90.jpg 60w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/imm011_sudan16.jpg 298w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">QUBBE <\/h2>\n\n\n\n<p>le tombe a forma di cono dove sono seppelliti i marabutti o santoni musulmani, oggi luogo di pellegrinaggio dei fedeli.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>RASHAIDIA <\/h2>\n\n\n\n<p>trib\u00f9 diffusa nel nord est del Sudan (costa del mar Rosso) sino Kassala e all&#8217;Eritrea.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SABU <\/h2>\n\n\n\n<p>un buon luogo per fare una sosta veloce tra le palme e ammirare dei semplici graffiti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SAI (non visto) <\/h2>\n\n\n\n<p>isola di 5 x 12 km raggiungibile con una navigazione su feluca, la si pu\u00f2 percorrere a piedi o in tuktuk. I ritrovamenti archeologici risalgono alle tante civilt\u00e0 che vi si sono avvicendate: kerma, meroitica, napatea, egizia, cristiana, islamica e ottomana. Sai \u00e8 oggi un grande e fertile giardino, se si \u00e8 fortunati vi si pu\u00f2 anche alloggiare in case nubiane.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SCARIFICAZIONI <\/h2>\n\n\n\n<p>le deformazioni cutanee praticate ancor oggi, in Sudan come in altri paesi africani, con motivi geometrici che permettono di distinguere gli appartenenti delle diverse trib\u00f9. Si ottengono tramite dolorosissimi tagli e bruciature che diventano cicatrici permanenti sulla pelle del viso, o della schiena o sugli arti, servono anche per coinvolgere la persona nella vita del gruppo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SEDDINGA <\/h2>\n\n\n\n<p>del tempio, costruito nel 1.400 a.C. rimane poco pi\u00f9 di una colonna, tutto intorno sorgevano ben 400 piramidi di una immensa necropoli ma quasi nulla oggi \u00e8 visibile, mentre i tesori rinvenuti sono sparsi tra i musei di Khartoum e Pisa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SELIM <\/h2>\n\n\n\n<p>villaggio carino presso il Nilo, per noi luogo di passaggio e alloggio in una casa nubiana.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SESIBI <\/h2>\n\n\n\n<p>di questo tempio fatto costruire da Akhenaton, il re eretico, rimangono in piedi solo due colonne ma si visita comunque con piacere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SHABALOKA 6TH CATARACT (non visto) <\/h2>\n\n\n\n<p>la sesta cataratta del Nilo si trova circa 40 km a nord di Khartoum: dovevamo vederla alla partenza del tour, ma purtroppo non abbiamo avuto tempo. A onor del vero, a dicembre, si vede ben poco delle turbinanti acque del fiume.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SHENDI <\/h2>\n\n\n\n<p>strategicamente collocata su antiche vie carovaniere, Shendi \u00e8 circondata da una fertile campagna che produce tutto l&#8217;anno frutta e verdura. Il ricco mercato \u00e8 assai piacevole da visitare anche se \u00e8 meglio non fare fotografie o camuffarsi nell&#8217;atto di fotografare, vedere diario giornaliero.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SOLEB<\/h2>\n\n\n\n<p>questo tempio, costruito nella stessa epoca in cui splendeva la civilt\u00e0 di Luxor, \u00e8 dedicato ad Amon: ci \u00e8 arrivato in ottime condizioni, \u00e8 decisamente uno dei siti pi\u00f9 belli che abbiamo visitato. Alcuni tesori rinvenuti a partire dagli anni &#8217;50 dalla missione dell&#8217;universit\u00e0 di Pisa non sono pi\u00f9 qui, ma \u00e8 ben visibile l&#8217;impianto architettonico. Sia le colonne rimaste in piedi, simili a quelle del tempio di Karnak, sia quelle cadute a terra raccontano conquiste, feste e commerci pi\u00f9 che storie di spiritualit\u00e0. Percorrere il tempio in tutta la sua lunghezza \u00e8 un po&#8217; come visitare uno stupendo piccolo museo a cielo aperto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>TOMBOS <\/h2>\n\n\n\n<p>quello che oggi \u00e8 un villaggio diciamo non ben curato era anticamente la cava di granito pi\u00f9 importante della Nubia, dal quale furono estratte le pietre migliori per le sculture che oggi troviamo nei siti e nei musei. Peccato che la visita alle cave si svolga soprattutto tra ricoveri di capre e immondizia diffusa con una sola grossa statua visibile distesa a terra, abbandonata. Ma se, come \u00e8 successo a noi, il guardiano si prodiga per mostrarvi anche le bellezze sparse lungo il fiume, nei pressi del Nilo avrete la gradita sorpresa di scorgere incisioni rupestri e geroglifici, in un bell&#8217;ambiente naturale che prelude alla terza cataratta, situata solo 20 km a nord. In questi luoghi infatti correva il confine meridionale del territorio, segnalato e difeso con impegno dagli Egizi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>SUDAN <\/h2>\n\n\n\n<p>Colorante utilizzato nell&#8217;industria chimica e conciaria per conferire colore rosso al peperoncino e derivati, alla curcuma ecc., la legislazione europea ne ha spesso denunciato la tossicit\u00e0 sequestrando derrate contaminate provenienti dall&#8217;India, Turchia e vari Paesi africani.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>TRIBU&#8217; <\/h2>\n\n\n\n<p>nel ns viaggio abbiamo incontrato fra gli altri Beja, Rashaidia, Shaiqiya ma vi sono oltre 100 trib\u00f9 e clan, o sottogruppi (ad esempio i Bisharin appartengono al gruppo Beja).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>WADI MEDANI <\/h2>\n\n\n\n<p>il capoluogo della regione di Jezira \u00e8 definita proprio cos\u00ec dai sudanesi, un&#8217;isola con terra fertilissima, intensamente coltivata, anche se ai bordi della strada abbondano la sporcizia e le carcasse di animali morti: i capi pi\u00f9 deboli non sopravvivono alla transumanza verso l&#8217;Egitto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>ZENZERO<\/h2>\n\n\n\n<p>fresco, essiccato, in polvere, lo si trova ovunque, io lo mettevo ogni giorno nel caff\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ti \u00e8 piaciuto questo post? Allora leggi anche gli altri, li trovi qui:<\/p>\n\n\n\n<p><blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"eIb5sYz3di\"><a href=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/it\/reportag\/africa\/salaam-sudan\/\">Salaam Sudan<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Salaam Sudan&#8221; &#8212; Gamberetta\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/it\/reportag\/africa\/salaam-sudan\/embed\/#?secret=eIb5sYz3di\" data-secret=\"eIb5sYz3di\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ADIS ottima zuppa di lenticchie, da assaggiare nelle case nubiane e nelle bettole lungo la strada. 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