{"id":4311,"date":"2014-11-09T08:44:21","date_gmt":"2014-11-09T08:44:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gamberetta.it\/?p=4311"},"modified":"2014-11-09T08:44:21","modified_gmt":"2014-11-09T08:44:21","slug":"le-eta-del-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gamberetta.it\/it\/2014\/11\/09\/le-eta-del-vino\/","title":{"rendered":"LE ETA&#8217; DEL VINO"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><i>Scritto nel 2007, praticamente in un altro <\/i><i>mondo<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quali sono le eta\u2019 del vino? Da dove viene il vino di oggi? E dove andr\u00e0 il vino di domani? Il vino ha attraversato momenti altissimi e bassissimi in pochi anni, ecco perch\u00e9 per raccontarne l\u2019evoluzione utilizzer\u00f2 una metafora, rapportando le et\u00e0 del vino a epoche storiche pi\u00f9 ampie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i><a href=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/0711_18.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4312\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/0711_18.jpg\" alt=\"0711_18\" width=\"480\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/0711_18.jpg 480w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/0711_18-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/0711_18-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Sono passati meno di trent\u2019anni dalla rinascita della nostra enologia, dopo lo scandalo del metanolo che ne aveva segnato gli anni pi\u00f9 bui negli anni Ottanta. Potremmo paragonare questo periodo al passaggio tra <b>Medio Evo<\/b> e <b>Rinascimento<\/b>. Fino ad allora, infatti, viticoltura ed enologia erano comparti dell\u2019agricoltura, forti e radicati in ampie aree del territorio italiano ma non sempre remunerativi; con i tragici fatti legati al metanolo esse toccarono il fondo della reputazione. A causa di pochi truffatori furono travolte intere famiglie, gente che da anni viveva producendo un vino semplice e umile, a volte fragile, quasi sempre di breve durata. Ancora pochi anni fa, in una bella osteria in centro a Lucca, l\u2019oste vide la mia faccia perplessa quando mi propose solo vino sfuso e mi disse: \u201cSignora, qui si ragiona come una volta \u2013 pan d\u2019un giorno, vin d\u2019un anno\u201d. E mi mise a tacere.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Ettari ed ettari di terreno erano coltivati a vigneto, centinaia di vitigni si trovavano laddove erano nati, da decenni o da secoli. Contadini tenaci producevano il loro vino, che spesso vendevano sfuso e che gli italiani bevevano in quantit\u00e0: 100 litri pro capite l\u2019anno. Bevevano soprattutto gli uomini, distinguevano soprattutto il colore, bianco o rosso; infine il vino era fonte di energia e calore al pari di altri alimenti della dieta. A causa del metanolo, persone che consumavano vino scadente in quantit\u00e0 eccessive morirono, mettendo pesantemente sotto accusa tutta la categoria e un prodotto altrimenti sano. Fuori d\u2019Italia il nostro vino fu letteralmente bandito, bollato come se fosse tutto velenoso, al massimo buono per tagliare altri vini. Risalire la china non fu facile perch\u00e9 si scelse la via pi\u00f9 drastica: lasciandosi il passato dietro le spalle, l\u2019enologia ripart\u00ec da zero sfruttando conoscenze tecnologiche nate oltralpe, adattate alla realt\u00e0 italiana. I contemporanei enormi progressi della chimica e l\u2019applicazione di principi fisici innovativi furono un vero toccasana. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size:medium;\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\">Cos\u00ec il vino italiano \u00e8 letteralmente rinato, ecco il Rinascimento della nostra viticoltura ed enologia. Con tanti sacrifici sono stati raggiunti risultati brillanti, con un riscontro economico e d\u2019immagine straordinario, da cui hanno tratto beneficio <\/span><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><i>in primis<\/i><\/span><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"> i produttori. Alla vecchia sequenza vendemmia \u2013 vinificazione \u2013 vendita si \u00e8 sostituita la filiera vitivinicola odierna, con molti pi\u00f9 passaggi. A partire dalla prima distinzione ovvero la vinificazione in rosso o in bianco, si sono prodotti vini sempre pi\u00f9 puliti, ricchi di aromi e sfaccettature in grado di stimolare tutti i sensi, adatti a specifici piatti e in grado di provocare tante diverse emozioni e sensazioni. Ma \u00e8 successo molto di pi\u00f9: si \u00e8 iniziato a parlare del vino come un prodotto prezioso, in grado di creare un indotto, cio\u00e8 lavoro, al di fuori degli attori strettamente legati alla filiera. Sono fiorite tante manifestazioni a carattere locale, nazionale e internazionale, sono entrati in campo enologi di diverse scuole e consulenti, nuovi comunicatori hanno fatto del vino un fenomeno di costume al pari dell\u2019arte e della cultura italiana, della moda, insomma del \u201cMade in Italy\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Le <b>donne<\/b> hanno iniziato ad avere voce in capitolo in un settore che non era pi\u00f9 appannaggio di soli <b>uomini<\/b>, ed \u00e8 stato possibile associare vini sempre pi\u00f9 buoni al territorio, un territorio sempre pi\u00f9 vasto e pi\u00f9 bello. Nasceva il concetto del <b>Sistema Italia<\/b> nel quale il vino entrava a pieno titolo ed era concepito come un vero marchio di qualit\u00e0. Migliaia di ettari erano reimpiantati a vigneto utilizzando i vitigni autoctoni tradizionali, vitigni autoctoni dimenticati e infine i vitigni internazionali. Tutti avevano una grande sete di vino e volevano bere sempre meglio. Le cantine si sono ampliate, attivit\u00e0 imprenditoriali sono nate e cresciute applicando alla viticoltura ed enologia principi a volte degni di applicazioni industriali vere e proprie. Ecco: i vini erano ormai un oggetto del desiderio di molti estimatori e di sempre pi\u00f9 numerosi consumatori, i vini erano costruiti in base a business plan importanti. Tutti, inclusi politici ed economisti, portavano avanti la causa del vino oltre ogni ragionevole previsione.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">E poi? Poich\u00e9 le conoscenze scientifiche e le applicazioni tecnologiche procedono inesorabilmente, \u00e8 proseguito il miglioramento produttivo con traguardi notevoli e senza precedenti. Dimore contadine sono state tirate a lucido diventando sempre pi\u00f9 belle, curate ed eleganti, dando finalmente spazio alla cultura dell\u2019accoglienza che sta nel codice genetico della maggior parte degli italiani. Nelle cantine, accanto ai mezzi strettamente necessari come auto e trattore, erano parcheggiate auto grandi e lussuose. Ed ecco ancora l\u2019indotto che fioriva di articoli e recensioni, libri e manifestazioni, agriturismi, bed &amp; breakfast e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, coordinate e controllate nelle proprie linee guida da consorzi ed associazioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Fuori dal nostro giardinetto, pardon vigneto, la vita intanto continuava a passo veloce: al lontano Rinascimento ha fatto seguito un\u2019esasperazione di alcune caratteristiche produttive. L\u2019et\u00e0 barocca del vino furono i magnifici anni Novanta: gli importanti investimenti richiesti in tutte le fasi della filiera produttiva si sono percepiti come un male necessario nell\u2019allora ragionevole certezza che, a valle, tutto il vino prodotto sarebbe stato venduto. Non solo, il vino si beveva bene e si sarebbe venduto pure bene, cio\u00e8 ad un prezzo importante capace di ripagare gli sforzi economici compiuti. Infine era sempre pi\u00f9 facile imbattersi in aziende vinicole nate per soddisfare appetiti edonistici di famiglie benestanti, altrimenti impegnate in altri affari, che vedevano la produzione enologica come un regalo da farsi, gratificante sul piano dell\u2019immagine e dal sicuro rendimento. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Un repentino cambio di rotta era per\u00f2 dietro l\u2019angolo. Trainati da un certo modo di fare vino, pi\u00f9 caratteristico dell\u2019industria che della buona agricoltura, e confortati dai primi vagiti della globalizzazione, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta in Italia facevano capolino i vini del <b>Nuovo Mondo<\/b> che ereditavano soprattutto la buona materia prima dall\u2019Europa. I vini del Nuovo Mondo (soprattutto America, Australia e Sudafrica) sono tuttavia prodotti diversamente che in Europa, in quanto possono contare su alcuni importanti vantaggi competitivi rispetto al Vecchio Continente:<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Estensioni di terreno molto pi\u00f9 vaste con la possibilit\u00e0 di realizzare importanti economie di scala,<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Pratiche enologiche pi\u00f9 permissive e minori restrizioni legislative,<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Costi di gestione (es. manodopera) inferiori,<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Tariffe doganali sfavorevoli per i vini importati dall\u2019Europa.<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Ecco cosa cambia all\u2019inizio degli anni Novanta con la \u201cbarocchizzazione\u201d di alcuni vini. Il vino \u00e8 additato come un alimento addirittura benefico per la salute, grazie agli studi sul \u201cparadosso francese\u201d: un bicchiere di vino rosso a pasto aiuta a prevenire alcune patologie degenerative cardiovascolari, grazie alla presenza di microcomponenti in grado di difendere le arterie. Sulla scia dei vini del Nuovo Mondo alcuni produttori scelgono di standardizzare alcune pratiche enologiche, per omologarne in parte le caratteristiche. Secondo alcuni pensatori, e naturalmente secondo chi sta trasformando il vino in un prodotto di massa, tutti dovrebbero bere il vino, ma molti confessano che non amano il gusto del vino \u2013 <\/span><\/span><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\"><i>De gustibus!<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Cos\u00ec ci si adopera affinch\u00e9 il prodotto finito abbia caratteristiche di facile comprensione ma difficilmente conciliabili, come corpo e brio, struttura e freschezza. Affinando il vino in piccoli contenitori di legno \u00e8 possibile trasmettervi pi\u00f9 rapidamente alcuni aromi e una rotondit\u00e0 caratteristica dei vini affinati in botti grandi. Nel mondo o in un certo mondo omologato, si consuma il trionfo del <\/span><\/span><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\"><b>Barocco<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\"> nella smodata corsa ai vini barricati, bianchi e rossi, costretti a trascorrere da meno di sei mesi ad alcuni anni in barrique e tonneau dove le enormi potenzialit\u00e0 del legno sono sfruttate a dismisura, dai quali escono vini buoni e puliti, ma a volte senz\u2019anima. E alle degustazioni imperversa la gara alla ricerca di sensazioni sempre pi\u00f9 nuove e strane: di frutta sciroppata, legni diversi, vaniglia, tabacco, catrame, incenso, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Non tutto, ma molto, \u00e8 merito di barrique e tonneau. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Naturalmente i costi d\u2019investimento per barrique e tonneau si riversano sul prodotto finito, rendendo ancora pi\u00f9 cari vini che gi\u00e0 avevano prezzi importanti. Il tratto che accomuna i produttori vecchi e nuovi \u00e8 una lievitazione dei prezzi all\u2019origine senza precedenti. Anche se per gli addetti ai lavori \u00e8 evidente che i grandi investimenti in cantina hanno costi elevati, ci\u00f2 assume il sapore di una ricerca di facili guadagni, che fa gridare alla speculazione. Ma cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 affascinante di concludere una visita in cantina nella barricaia, tra file ordinate di piccole botti chiare che racchiudono il loro nettare prezioso, senza svelarcene null\u2019altro che un tenue profumo? Siamo ancora in pieno barocco, ma non tutti aderiscono a questa tendenza: se da una parte vecchi e nuovi produttori sono favorevoli al legno, dall\u2019altra parte schiere di tradizionalisti difendono il modo di produrre di un tempo e non si piegano alla moda dilagante delle botti piccole.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Anche il barocco \u00e8 destinato ben presto a segnare il passo. Al cambiare del secolo e del millennio la globalizzazione \u00e8 stata accettata come un male necessario da alcuni o \u00e8 stata subita da altri. Anche la prospettiva di mercato del vino \u00e8 in apparenza pi\u00f9 grande, ma in realt\u00e0 tutto ha preso a girare a velocit\u00e0 incredibile e i mondi del vino che solo vent\u2019anni fa erano considerati diversi, separati e lontanissimi, diventano improvvisamente vicini. Una cena iniziata con un vino italiano o francese pu\u00f2 tranquillamente concludersi con un vino cileno o australiano. Tante etichette diverse sono elencate, vicine, nella carta dello stesso ristorante. Per non parlare degli scaffali dei supermercati, che in Italia assorbono pi\u00f9 di met\u00e0 della produzione mentre in molti Paesi dell\u2019Europa centrale e settentrionale la percentuale \u00e8 molto maggiore. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">L\u2019abbondanza di prodotto disponibile ci ha fatti ubriacare tutti, in senso metaforico. Non basta pi\u00f9 essere degli appassionati, o dei cultori del prodotto di nicchia, \u00e8 difficile trovare il giusto sbocco per un settore che in pochi anni \u00e8 cresciuto tanto, troppo. Vi \u00e8 un\u2019offerta smisurata per tutte le tasche che finisce per creare confusione nei consumatori, che a fatica si devono districare tra mille vini di tutti i tipi e di ogni prezzo. Le cantine fanno fatica a vendere, a volte hanno prodotto troppo vino, altre volte l\u2019hanno proposto a un prezzo eccessivo, mentre a livello di comunicazione c\u2019\u00e8 troppa confusione alimentata anche dai mezzi di comunicazione che propongono ogni tipo di prodotto (anche per televisione, su internet, al telefono). <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">E chi vuole pi\u00f9 tutto questo vino? Lo spazio per il \u201cvino barocco\u201d lentamente si assottiglia e, piano piano, produttori e consumatori chiedono di fare umilmente un passo indietro e guardare alle origini. Tornare a qualche anno prima \u00e8 possibile, quando c\u2019erano meno fronzoli e davanti a una bottiglia si guardava magari anche il contenitore, ma sicuramente soprattutto il contenuto. Per limitarci alla situazione nazionale, davanti alla profonda crisi economica in cui versano molte famiglie italiane \u00e8 difficile pensare che il fascino del vino si mantenga inalterato, n\u00e9 \u00e8 logico guardare al prodotto solo come un bene di lusso, adatto alle tasche di pochi ricchi. Per chi se lo pu\u00f2 permettere sono sempre disponibili vini a prezzi stratosferici, presumibilmente buoni in proporzione, ma accanto a questi devono essere disponibili vini discreti e buoni da far arrivare sulle nostre tavole con un po\u2019 di parsimonia, almeno sul fronte dei prezzi. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Questo pu\u00f2 essere l\u2019inizio di un\u2019epoca nuova, necessariamente pi\u00f9 pulita, una sorta di <b>Illuminismo <\/b>dell\u2019enologia o addirittura di <b>Romanticismo<\/b> all\u2019insegna della sobriet\u00e0 e di un migliore rapporto qualit\u00e0 \u2013 prezzo. Proprio una pi\u00f9 stretta vigilanza sui prezzi applicati lungo la filiera pu\u00f2 portare finalmente maggiore chiarezza, evitando i ricarichi scandalosi applicati in molti ristoranti ed enoteche, specialmente nelle citt\u00e0, che non fanno bene a nessuno. Vini troppo cari sono meno vendibili e impediscono buoni affari innanzi tutto ai produttori, ma anche ai clienti che trovano limitate le loro possibilit\u00e0 di scelta, e infine ai ristoratori che potrebbero davvero vendere molto di pi\u00f9 se applicassero ricarichi ragionevoli. Chiaramente questo obiettivo \u00e8 difficile da realizzare, ma \u00e8 auspicabile pensarci e iniziare a fare qualcosa: se tutti gli operatori saranno disponibili a fare un piccolo sacrificio tutti venderanno di pi\u00f9 e ne trarranno vantaggio, evidentemente, sia i produttori sia i consumatori.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Senza dubbio c\u2019\u00e8 molto bisogno di ordine e regole, per uscire dalle difficolt\u00e0 economiche in cui ancora versano i giocatori alle due estremit\u00e0 della filiera, ovvero produttori e consumatori. Se fino a pochi anni fa i cambiamenti si misuravano tra un decennio e l\u2019altro oggi, nel primo decennio del ventunesimo secolo, essi si susseguono con un ritmo cos\u00ec frenetico da rendere necessario un cambio di passo da parte degli operatori. Prima di prendere decisioni strategiche (imboccare una certa direzione nelle pratiche enologiche, modificare la gestione della cantina, sviluppare piani di comunicazione), \u00e8 giunto il momento di fermarsi un attimo e ragionare a freddo. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family:Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size:medium;\">Se i produttori metteranno sempre pi\u00f9 i consumatori al centro della propria attenzione, se sapranno ascoltarne le esigenze, se andranno incontro al mercato con vini di buona qualit\u00e0 e dai prezzi equilibrati, sicuramente l\u2019intero comparto ne trarr\u00e0 vantaggio. Cos\u00ec pure saranno favorite le migliori produzioni e i tanti produttori, che eviteranno di farsi travolgere da tendenze di mercato passeggere.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scritto nel 2007, praticamente in un altro mondo Quali sono le eta\u2019 del vino? Da dove viene il vino di oggi? E dove andr\u00e0 il vino di domani? 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L\u2019infanzia in Veneto e gli ultimi anni passati a Milano hanno sviluppato in me una serie ulteriore di conflitti. Scrivo da sempre, la scrittura \u00e8 la migliore forma espressiva che mi consente di fissare concetti altrimenti sospesi nell\u2019aria. 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