{"id":8,"date":"2011-09-02T18:10:53","date_gmt":"2011-09-02T18:10:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gamberetta.it\/?p=8"},"modified":"2022-10-17T23:05:22","modified_gmt":"2022-10-17T21:05:22","slug":"il-cappellino-di-starbucks","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gamberetta.it\/it\/2011\/09\/02\/il-cappellino-di-starbucks\/","title":{"rendered":"IL CAPPELLINO DI STARBUCKS"},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"font-size: small\">Lisa Joseph lavora da Starbucks, uno dei templi del caff\u00e8 dove l\u2019espresso \u00e8 ben pi\u00f9 buono del caff\u00e8 americano, anche per noi italiani. Abita al Bronx e tutti i giorni viene a Manhattan a dividere pochi metri quadri con tre colleghi, di colore come lei.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Durante il mio breve soggiorno nella Grande Mela scelgo questa caffetteria per la mia colazione dopo un attento giro intorno a Times Square, la zona del mio ostello. Qui, all\u2019angolo tra la trentacinquesima e l\u2019ottava, mi sento davvero a mio agio: il luogo \u00e8 carino, ben arredato e ben servito anche grazie allo staff che vi lavora. Inoltre da qui posso proseguire comodamente, a piedi o in metro, alla scoperta di una New York sfolgorante nella luce di fine estate.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"317\" height=\"448\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3311.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16407\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3311.jpg 317w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3311-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Ogni mattina entro e chiedo la stessa cosa, un espresso doppio ed una treccia alla cannella, mi basta sentire il profumo di caff\u00e8 e mi sento a casa. In questo negozio per\u00f2 si respira un\u2019aria speciale ed il secondo giorno non resisto, mi avvicino al bancone e chiedo a Lisa se assieme alle decine di gadget marcati posso acquistare un cappellino. Non so cosa mi porta a chiederlo, forse \u00e8 solo un irresistibile desiderio di comunicare anche perch\u00e9 alla mia et\u00e0 altro che cappellino, le mie amiche sono alle prese con i pannolini e le pappe per i loro figli.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"336\" height=\"448\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3295.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16406\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3295.jpg 336w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3295-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Io invece niente, non voglio crescere e colla mia solita cocciutaggine ho deciso che voglio quel cappellino ad ogni costo. Lisa mi guarda, per nulla stupita, ci pensa un attimo e gentilmente mi risponde \u201cmi dispiace, fa parte della mia divisa e poi io stessa ho dovuto comprarlo, l\u2019ho pagato quattro dollari\u201d. \u201cBe\u2019, ma allora puoi vendermi il tuo\u201d replico, Lisa temporeggia e grazie allo scarso affollamento del locale la sua collega e lo shop manager Lionel intervengono nella nostra conversazione. Non si potrebbe, anzi ora non si pu\u00f2 proprio, ma entro qualche giorno dovrebbero arrivare altri cappellini dall\u2019azienda cos\u00ec mi suggeriscono di tornare dopo una settimana.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"332\" height=\"448\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3312.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16422\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3312.jpg 332w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3312-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Non posso dico io, devo tornare a casa. Di dove sei? Mi chiedono in coro. Sono italiana, Venice \u00e8 una parola molto evocativa per ogni americano. Oooohh, Veeenice! Sento sempre la stessa esclamazione ogni volta, seguita dai migliori aggettivi per descrivere quel che tutti immaginano ma che molti non hanno mai visto. Lisa non esita un attimo, prende carta e penna e me li porge: \u201cScrivimi il tuo indirizzo, ti mander\u00f2 a casa il cappellino appena mi arriva\u201d. Il suo gesto ha il potere di farmi perdere la faccia tosta che abitualmente sfoggio in queste circostanze, e per un attimo non so che dire, non vorrei costringerla a tanto ma lei insiste ed alla fine accetto. Esco contenta perch\u00e9 so ben poco di tutti loro, ma so per certo che si tratta di brave persone, generose e ben istruite a servire i clienti.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Un mese e mezzo dopo, a casa, scendo a prendere la posta. Siamo a met\u00e0 ottobre e tra il mio incontro in caffetteria a New York e la posta di oggi c\u2019\u00e8 stato di mezzo l\u2019undici settembre. Le torri gemelle si sono sgretolate ma dentro di me si affannano pensieri ed immagini, indelebili come pietre a ricordo della nostra labile esistenza. Oggi poi i giornali annunciano che negli Stati Uniti una persona \u00e8 morta di carbonchio, forse inalato aprendo una busta infettata deliberatamente da qualcuno.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Anch\u2019io oggi ho una busta da aprire, e non \u00e8 un estratto conto della banca n\u00e9 una cartolina. Una busta grossa, gialla di quelle colle palline dentro, emerge dalla cassetta. Il mio nome \u00e8 segnato col pennarello a grossi caratteri, con scrittura anglosassone, ed il mittente \u00e8 Lisa Joseph, Bronx, New York, USA. All\u2019inizio non mi ricordo di lei ed ho un tuffo al cuore, non vorrei aprirla tanto sono condizionata dalle pessime notizie americane. La tocco con cautela, ci penso, non pu\u00f2 essere\u2026<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Apro piano la linguetta, vi infilo dentro una mano ed estraggo il mio nuovo cappellino di Starbucks: \u00e8 bellissimo, nero col logo verde davanti, mi va benissimo. Ma c\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro all\u2019interno, vi infilo nuovamente la mano e tutto d\u2019un fiato leggo:<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><em><span style=\"font-size: small\">Ciao Roberta,<\/span> <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\"><em>ecco il cappellino di Starbucks Coffee che desideravi tanto, penso lo volessi come ricordo. Ti ho aspettato nel mio negozio, speravo che ci ripassassi prima di lasciare New York. Be\u2019, scrivimi o mandami una cartolina dall\u2019Italia quando ricevi questo pacchetto.<\/em><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c<span style=\"font-size: small\">Enjoy your cap\u201d, goditi il tuo cappellino.<\/span><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\"><em>La tua amica<\/em><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\"><em>Lisa.<\/em><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Non so cosa pensare, confusa da queste poche righe cariche d\u2019affetto: perch\u00e9 l\u2019ha fatto? Dove sar\u00e0 ora, come star\u00e0 nell\u2019inferno che ancora sta attanagliando la Grande Mela ferita? Ho un ultimo tuffo al cuore quando leggo il timbro sulla busta: \u00e8 datato luned\u00ec dieci settembre, ha impiegato quattro settimane per varcare l\u2019oceano e giungere nella mia cassetta della posta. Ed \u00e8 partita appena in tempo.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"326\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3304.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16409\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3304.jpg 448w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3304-300x218.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Appena in tempo \u00e8 la frase che mille volte mi sono sentita dire in questo mese dal mio ritorno da New York, ho visto le torri gemelle appena prima che crollassero, ho visto lo skyline di Manhattan la sera del primo settembre, splendido ed inconfondibile nell\u2019ultima luna piena che si stagliava, luce sulle luci dei grattacieli, tutti al loro posto ma ancora per pochi giorni. Per un attimo la busta di Lisa mi fa rivedere i volti delle persone che ho incontrato sul mio cammino, le strade piene di gente d\u2019ogni genere come si addice alla metropoli per eccellenza. E rivedo Lisa, minuta, giovane ma preparata nella sua divisa nera, grembiule e cappellino con logo verde. Vorrei esserle vicino, avere la possibilit\u00e0 di parlarle ed abbracciarla, ringraziarla. Non \u00e8 possibile, scrivere ora \u00e8 l\u2019unica risorsa che ho, col punto di domanda se e quando le arriver\u00e0 il mio grazie.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"336\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3294.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16416\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3294.jpg 448w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3294-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3294-330x248.jpg 330w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Rivedo anche Kenneth che a un anno ha lasciato Managua, in Nicaragua, con la madre, in cerca di un futuro migliore, con cui ho condiviso tre ore di volo tornando dalla Florida a New York. Seduta accanto a me la mamma mi ha raccontato la loro storia, visto che da tempo entrambi sono alle prese con i permessi di soggiorno, mentre sua madre li aspetta a Miami dove ha aperto una carrozzeria. Ora devono ricongiungersi con il pap\u00e0, che li aspetta all&#8217;aeroporto per portarli a casa, nel New Jersey. Per tutto il viaggio, mentre parlo in spagnolo con loro, mi diverto a infilare l&#8217;orecchio tra due sedili per origliare la conversazione animata che si svolge dietro di noi. Un signore dal volto che non dimenticher\u00f2 mai, molto simile alla vignetta WE WANT YOU e con un forte accento israeliano, tenta di convincere il suo vicino di poltrona che le cose tra Israele e Palestina peggiorano ogni giorno e che, se le cose continuano cos\u00ec, &#8220;qualcosa di grande&#8221; succeder\u00e0 di l\u00ec a poco. Difficile non credergli&#8230; Il piccolo Kenneth dal canto suo piange per tutto il viaggio, finch\u00e9 sua madre l&#8217;appoggia sulle mie ginocchia per andare in bagno e lui, come d&#8217;incanto, si zittisce ma solo per cinque minuti.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"326\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3308.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16417\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3308.jpg 448w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3308-300x218.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Rivedo Carletto che dalla Carnia \u00e8 emigrato qui per partecipare alla gestione di una trattoria a Manhattan che porta un marchio tutto italiano. Spende duemila dollari al mese per l&#8217;affitto di un piccolo appartamento ma \u00e8 ampiamente ripagato dallo stipendio e dalle mance. Ammette che non lo far\u00e0 per sempre perch\u00e9 questa situazione implica moltissimi sacrifici, ma grazie a questi sacrifici sta mettendo via dei bei soldi con i quali, chiss\u00e0, un giorno potr\u00e0 tornare al suo paese e comprarsi una casa, metter su famiglia. Carletto \u00e8 della mia generazione eppure \u00e8 andato nella Grande Mela a perpetuare la fama di noi italiani: sempre in movimento, emigranti un po&#8217; zingari, un tempo con la valigia di cartone legata con lo spago, oggi con la valigia rigida e i vestiti firmati. Ma la sostanza \u00e8 ancora quella, ci piace sempre migliorarci; chiss\u00e0 dove e quando ci fermeremo.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"336\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3307.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16419\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3307.jpg 448w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3307-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3307-330x248.jpg 330w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Rivedo gli amici incrociati a Fort Lauderdale, dove ho passato gli ultimi tre giorni al sole quando ho scoperto che avevo scoperto abbastanza di New York ed era ora di scoprire anche il sole della Florida: Frank dal Michigan, con antichi legami di sangue in Francia ma nessuna idea, come molti suoi coetanei, di come sia fatto il Vecchio continente. Marcos il giovane surfista brasiliano, poco caratteristico nei tratti del viso ma molto carino nel modo di esprimersi e molto ferrato nella bossa nova e nei miei generi di musica preferiti. Edgar da Portorico, che per due ore mi ha martellato colle sue avance sulla spiaggia offrendomi da bere e promettendo di portarmi fuori a cena e poi a ballare. Che bel fisico aveva, scuro di pelle ma non troppo, con due occhi verdi e profondi. Rivedo le mie amiche sudamericane Betsabea e Mar\u00eca Teresa, carina ma timida la prima, un po&#8217; grossa ma fortissima la seconda. Sulla medesima spiaggia ci siamo trovate nel tardo pomeriggio, quando hanno saputo che ero italiana sono scoppiate in una grassa risata. Da due ore parlavano in spagnolo del ragazzo di Mar\u00eca Teresa, che \u00e8 di Verona e con cui lei vive una storia assurda fatta di tira e molla, di viaggi tra le due sponde dell&#8217;oceano, di fax colorati di mimose e interminabili telefonate intercontinentali. Presto vengono a sapere cosa penso dell&#8217;uomo medio italiano, dall&#8217;alto della mia esperienza, capiscono che ho un po&#8217; il dente avvelenato e la loro soluzione \u00e8 una sola: cercare un fidanzato americano. Siamo a posto penso io&#8230;.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"436\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3337.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16414\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3337.jpg 436w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3337-300x217.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Rivedo la donna di colore, imbellettata per la messa della domenica ad Harlem, che si \u00e8 alzata dal sedile dell&#8217;autobus per ammonire con un sermone improvvisato e premonitore: &#8220;Cacciate il Male, l&#8217;Anticristo \u00e8 tra noi e non dobbiamo permettergli di passarci vicino per la strada o di sentire Messa insieme a noi&#8221;. L&#8217;ho scritto nel diario incredula ed ancora pi\u00f9 incredula ho visto nove giorni dopo avverarsi le sue parole in modo tanto tragico.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"324\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16413\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3300.jpg 448w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3300-300x217.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Rivedo Monica, che da Milano \u00e8 andata a passare alcuni mesi a New York per trasmettere alla radio le notizie e le curiosit\u00e0 dell&#8217;America, quelle cose che tutti vorremmo sapere e che con la verve del DJ ogni giorno trapassano l&#8217;etere per raggiungere, anche solo per due ore, milioni di italiani giovani e non. Di fatto rivedr\u00f2 Monica a Natale, al suo rientro a Milano, ed \u00e8 pazzesco il suo racconto dell&#8217;11 settembre, quando \u00e8 stata avvisata al cellulare che qualcosa di terribile stava accadendo al World Trade Center. L&#8217;istinto della giornalista, il desiderio di vedere e riportare la notizia in diretta l&#8217;hanno fatta uscire di casa in un baleno, ma poi per fortuna non \u00e8 arrivata subito alla zona del WTC e si \u00e8 salvata dal crollo della seconda torre e dal successivo inferno.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"325\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3306.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16410\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3306.jpg 448w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3306-300x218.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Un po&#8217; mi manca non aver vissuto anch&#8217;io in prima persona questa giornata terribile, ma sono comunque rientrata in Italia il 7 settembre e dopo ho avuto tutto il tempo, con amici e colleghi, di rivivere gli eventi soprattutto dalle parole di chi come Monica, altri colleghi e conoscenti, erano a New York o a Washington o ai quattro angoli degli Stati Uniti. Tutti, nessuno escluso, sono stati toccati o colpiti, personalmente o di riflesso, negli affetti o nel cuore, in una giornata che nessuno riuscir\u00e0 a dimenticare.<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"329\" src=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3319.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16412\" srcset=\"https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3319.jpg 448w, https:\/\/www.gamberetta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_3319-300x220.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small\">Ma pi\u00f9 di ogni altra cosa rivedo quel fantastico skyline con la luna piena e la polvere di stelle ed i suoi grattacieli riflessi nelle acque dello Hudson: dopo pi\u00f9 di un anno, dovunque io sia, ogni volta che la luna piena fa capolino nel cielo io rivedo le torri gemelle in quella serata del primo settembre 2001, un panorama che nessuno vedr\u00e0 pi\u00f9. Mai pi\u00f9.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Ti \u00e8 piaciuto questo racconto di Gamberetta? Allora leggi anche gli altri, li trovi qui:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.gamberetta.it\/it\/racconti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.gamberetta.it\/it\/racconti\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lisa Joseph lavora da Starbucks, uno dei templi del caff\u00e8 dove l\u2019espresso \u00e8 ben pi\u00f9 buono del caff\u00e8 americano, anche per noi italiani. Abita al Bronx e tutti i giorni viene a Manhattan a dividere pochi metri quadri con tre colleghi, di colore come lei. 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