
Diario giornaliero del viaggio Deccan India breve, novembre – dicembre 2025
Domenica 30 novembre 2025


A Mamallapuram siamo stati divinamente. Come è difficile andare via da un posto dove si sta bene! Mi sveglio triste perché ho dormito poco e male, anche se sono – siamo stati da favola qui a Mamallapuram, la città del Tamil Nadu che ci ha accolti al nostro arrivo in India, con la pioggia (tanta pioggia) e con il sole, con la piscina e gli alti alberi di un albergo sgarrupato ma bellissimo. Il più bello del viaggio detto a posteriori da tutti. Ma è tempo di partire e guardare la mappa e il programma. Oggi abbiamo due sole mete. Auroville la mattina. Pondicherry al pomeriggio. In mezzo c’è la bellissima campagna indiana con l’aria umida, le coltivazioni, le persone e gli animali. Dopo colazione carichiamo i bagagli sul pulmino e via…


Ad Auroville dedichiamo due ore, dalle 10 alle 12. Prima e dopo ci fermiamo a bere ai banchetti accanto al parcheggio, quante bancarelle! Auroville è un luogo da vedere ma è pure un posto strano: attira e respinge, fa pensare al business enorme che ci sta dietro. Si capisce dall’apparato del centro visitatori, dagli ideali alla base del progetto, dalla sua storia affascinante. Però poi nei vialetti di accesso al Matrimandir, il percorso obbligato con nuove storie da raccontare, tante parti sono in disuso, trascurate. Infine sulla spianata dove spicca la grande cupola dorata del Matrimandir mi chiedo il perché di tante cose… E non ho una risposta, non hanno risposte nemmeno le amiche che, dopo alcuni giorni di soggiorno qui ad Auroville, sono uscite con più dubbi che certezze. Pazienza, vorrei tornare per capirci qualcosa di più.


Pondicherry è molto più chiara, meno misteriosa e altrettanto affascinante di Auroville. Ci fermiamo per ben quattro ore ma passerei una settimana qui a bighellonare tra le sue vie, vicino e lontano dal mare, a visitare tutti i negozi, osservare la gente, immaginare com’era durante il dominio coloniale, inseguire i francesi che vivendo qui le hanno lasciato una vera aura francese. Bellissima! E non è che sia tutto bello pulito e in ordine, anzi, ma proprio questo mi piace di Pondy! Visitiamo la città seguendo un rettangolo di vie parallele alla spiaggia dove, manco a dirlo, il mare è in tempesta ma pur sempre affollato di persone. Abbiamo lasciato il pulmino su uno dei viali commerciali e se qui è più importante il business, al mare è evidente la forza della natura. Attraversiamo un parco, cerchiamo le chiese, sono almeno tre ma non le vediamo tutte. Domenica per chi crede è giorno di messa, noi ci limitiamo a visitare all’interno quelle accessibili. Che bella sensazione, io sono spirituale a modo mio ma chiesa è casa, ovunque nel mondo, c’è poco da farci. Già che ci siamo facciamo spese: in farmacia le vitamine, creme, aspirine costano pochissimo. Al Liquor shop, brandy e whisky indiani sono economici e da oggi allieteranno le nostre serate.


Infine in un’ora e mezza arriviamo a Chidambaran per trascorrervi la notte e visitare… il tempio Nataraja temple, poi in hotel che a sua volta è accanto un piccolo tempio, ma me ne accorgo solo l’indomani. Cenare in albergo (oggi pollo tandoori) ha i suoi vantaggi dopo le nostre intense giornate in giro per il Tamil Nadu, dopo cena c’è sempre spazio per chiacchierare, e pure per uscire un attimo. Di fronte a noi, alla stazione delle corriere, i banchetti di cibo da strada sono irresistibili, soprattutto per i compagni di viaggio golosi di dolci. Io non lo sono, li provo per curiosità, in effetti quelli “non troppo dolci” mi piacciono. La stazione brulica di vita anche a tarda sera, tra i mezzi che entrano ed escono, accanto alle persone di passaggio tre vacche sacre giacciono indisturbate a riposare. Incredible India! Domani ci aspetta una giornata frenetica a cui aggiungiamo una visita speciale. Stay tuned!
Il racconto delle visite sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog


30 11 [Pondicherry e dintorni] Sono anch’io in trip con Auroville ci voglio tornare per fermarmi un po’ più a lungo! Intanto stamattina visita di due ore fra il centro visitatori e il Matrimandir, la cupola dorata che si raggiunge camminando mezz’ora tra la vegetazione rigogliosa. Spiritualità o finzione, desiderio di guidare l’umanità o interesse economico. Non so cosa guida questa comunità e forse è un po’ di tutto questo. I punti principali sono:
- Anfiteatro
- Albero di baniano
- I 12 giardini
- Matrimandir
- Il lago.
E anche a Pondicherry ho deciso che tornerò e mi fermerò una settimana ok? Quel che resta della colonizzazione francese è un mix di elementi a volte ben tenuti, altri in stato di abbandono. Più chiese che templi, giardini e ampi viali alberati, il lungomare forse la cosa più bella di Pondicherry. Chi è stato qui alzi la mano!
Uno sguardo sulle zone visitate
AUROVILLE


Un luogo che suscita ora curiosità, ora perplessità. Oggi il progetto iniziale del 1968 rimane vivo ma, accanto a questo, si è sviluppato un business grande e controverso. Auroville attira visitatori da tutto il mondo, in cerca di esperienze spirituali. Più di metà degli abitanti sono stranieri. Ci abbiamo passato due ore e mezza in un percorso obbligato. Si può anche soggiornare per 10 giorni, partecipando alle attività, per assaporare lo spirito di Sir Aurobindo e di chi ha preso le redini di Auroville. Dal centro visitatori dove si ferma il pulmino, all’esterno una serie di banchetti e luoghi di ristoro permette di fare acquisti, mangiare e bere. All’interno prendete il pass per la visita gratuita, poi trovate i pannelli e il video con la storia di Aurobindo, dal 1968 ai giorni nostri, che introducono al sito. La passeggiata di mezz’ora si svolge fra vialetti nel verde, edifici in uso e in rovina, alberi frondosi. E per noi tanto fango e pozzanghere – abbiamo fatto la visita tra una pioggia e l’altra. Infine arrivate alla spianata con la vista sulla cupola dorata del Matrimandir in lontananza, al centro di un parco. Auroville dovrebbe essere una città ideale, universale, luogo di pace senza religioni né denaro. Però molte cose ruotano attorno al denaro…
PONDICHERRY


I francesi sono andati via da qui solo settant’anni fa, nel 1954, e si vede. Pondicherry (o Puducherry o semplicemente Pondy) è un angolo di Francia in India, con aspetti pittoreschi ma pur sempre un retaggio coloniale. Parcheggiate il pulmino in Mission Street. I nomi di molte vie sono indicati in francese, inglese e tamil. La presenza europea è costante nel Deccan, qui di più. Andate sul lungomare, Goubert Avenue è zona pedonale e luogo di ritrovo. Poi a passeggio nel centro di Pondicherry fra angolini chic e palazzi in rovina, edifici coloniali e parchi dove riposare nel silenzio. Grandi statue, in pietra o dorate, sono dedicate ad alcuni dei personaggi storici più famosi, indiani (come Gandhi) o che hanno operato in India (come Madre Teresa). Ordine delle visite: giro in senso orario da Mission Street a destra, giù sul lungomare e su dove ci sono le chiese. Da vedere:
Le chiese, tre cattedrali costruite dai missionari francesi, punto di riferimento per la comunità cristiana. Notre dame des anges. Sacred heart basilica. Our lady of the immaculate conception.
- Gandhi memorial.
- Il vecchio faro.
- Bharathi park.
- Sri Manakula vinayagar temple.
- Sri Aurobindo ashram (NV).
- Puducherry museum (NV).
CHIDAMBARAN
Da vedere il tempio. Nataraja temple, dedicato a Shiva nella sua manifestazione di signore della danza cosmica, è uno dei più sacri fra i templi indiani e fra le massime espressioni di architettura dravidica. Costruito a partire dal VI secolo e soprattutto nei secoli XII e XIII, occupa una superficie di 22 ettari, appartiene alla dinastia Chola di cui Chidambaran era una delle capitali. Le mura che lo proteggono sono segnate da quattro gopuram con stucchi e pietra scolpiti, raffiguranti scene di danza. La visita inizia dalla porta orientale e l’interno dei templi è parzialmente interdetto ai non indiani. Enorme vasca per le abluzioni dentro il tempio.
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