
I maestosi templi indù del Tamil Nadu. Le antiche civiltà del Karnataka. La natura rigogliosa e le spiagge del Kerala. La storia millenaria, la spiritualità nella vita quotidiana, lo sguardo al futuro. Le cerimonie, i mercati, gli incontri con la gente. Due settimane nel Deccan: da Madras, oggi Chennai, scendiamo fino a Cape Comorin, l’odierna Kanyakumari, estrema punta meridionale dell’India, poi andiamo su fino a Bangalore capitale del Karnataka e della Silicon Valley indiana, ultima meta del viaggio.
IL PAESE



India del Sud ovvero Tamil Nadu, Kerala, Karnataka, sono i tre stati che occupano l’altopiano del Deccan, all’estremità meridionale del subcontinente indiano. Circondati da tre mari – golfo del Bengala, Oceano Indiano, Mare Arabico, sono ricchi di tesori storici e artistici: i templi indù, i palazzi nobiliari costruiti nei secoli dai dominatori indiani poi dai conquistatori europei. Il retaggio coloniale è evidente nelle città dove sono arrivati prima portoghesi e olandesi, poi i francesi e infine gli inglesi che hanno preso il sopravvento e, per due secoli, hanno fatto dell’India il loro principale possedimento in Asia. Fino al 1947 quando, con la dichiarazione di indipendenza dal Regno Unito, per questa nazione con oltre un miliardo di abitanti è iniziata una nuova era di libertà e democrazia.
Accanto alle architetture dai colori vivaci, alla ricchezza di stucchi e legno intarsiato, decorazioni e statue, nel Deccan la spiritualità si respira in ogni angolo, non solo nei luoghi di culto. I templi sono luoghi vivi e vitali, dall’alba al tramonto e fino a sera, dalla prima puja del mattino all’ultima cerimonia serale. Migliaia di fedeli in processione pregano le loro divinità, prima o dopo vanno al lavoro e svolgono le mansioni quotidiane, in un susseguirsi di riti e simboli, immutati da secoli. Oppure si bagnano nelle acque del mare, nei fiumi sacri che qui al sud non sono grandi come il Gange, ma in piccolo svolgono la loro funzione. Fra le lunghe spiagge dorate e le montagne, dove si coltivano caffè e tè pregiati, si trovano paesaggi tropicali di una bellezza che toglie il fiato. Alcuni sono selvaggi, come gli specchi d’acqua delle backwater keralesi, altri sono stati addomesticati dall’uomo come le risaie estese a perdita d’occhio, i palmeti e le fertili campagne coltivate. Molti parchi ospitano animali selvatici piccoli e grandi. Elefanti e cervi pomellati, scimmie e uccelli, leopardi, orsi e… la tigre! Partecipate a un safari in jeep e se siete fortunati la vedrete.
Il Deccan è lontano dalla fama delle mete turistiche più note dell’India del nord, eppure fra la bellezza dei luoghi visitati e gli incontri con la gente, nei mercati e nelle piazze, nei villaggi e alle cerimonie, fra colori sgargianti, odori e profumi di ogni genere, c’è l’anima dell’India più vera e vivace, lo spirito autentico e il misticismo che sopravvive a qualsiasi istanza di modernità, anche nelle giovani generazioni. Nelle città e nei villaggi persone di ogni età ci sorridono e salutano, si vogliono fotografare insieme e sono gentili con noi. Il desiderio di comunicare, la tecnologia che permea sempre più la società indiana e lo sguardo rivolto al futuro rendono l’India in generale, e il Deccan in particolare, un immenso laboratorio sociale, pieno di contrasti ma tutto da vedere.
IL VIAGGIO


Dieci anni fa a Calcutta, nel gennaio 2015 alla fine del viaggio Bengala Sikkim, ho sognato di tornare nel sud dell’India. Pensavo proprio al Deccan e ora, 10 anni dopo, ho esaudito questo desiderio. E ora sogno di tornare in India del nord nell’anno che verrà, il 2026. il viaggio Deccan India breve si svolge davvero sul filo del tempo, in un percorso intensissimo di due settimane. Nell’ottica di fare tutte le visite si è sempre in giro di corsa e, spesso, si passano sul pulmino 6-8 h/g, fermandosi per brevi pause caffè – tè – bagno. Il viaggio normale di tre settimane sarebbe l’ideale per conoscere discretamente il Deccan, muovendosi via terra. Ma ahimè sono sempre meno i fortunati viaggiatori con tanto tempo disponibile. Col senno di poi mi sono chiesta: Era meglio il viaggio normale – lungo 20 giorni? Non so, alla fine non c’è molta differenza fra 17 e 20 giorni e OK, nel viaggio più lungo si vedono più cose senza correre fra una città e l’altra, ma anche nel viaggio breve ci si può organizzare per fare un tour completo. Noi abbiamo viaggiato in parallelo con un altro gruppo Deccan India normale e alcuni giorni ci siamo incrociati. Più o meno abbiamo fatto le stesse tappe o quasi, giocoforza noi abbiamo accorciato alcune visite. Tante emozioni e suggestioni ci aspettano in queste due settimane nel Deccan, un viaggio breve e intenso nel più classico e intramontabile stile di Avventure nel mondo. Su e giù dal pulmino, spostandoci di città quasi ogni giorno in una lunga corsa senza fine. Se avete più tempo scegliete l’itinerario Deccan India di 20 giorni.
Il grande stato del Tamil Nadu ha 70 milioni di abitanti e confina, oltre che con Karnataka e Kerala, con lo stato dell’Andhra Pradesh a nord. Culla di antiche civiltà e tuttora culla spirituale dell’India del sud, riceve ogni anno migliaia di pellegrini indù che scendono qui da tutto il paese. il Tamil Nadu ha una storia millenaria che ci ha lasciato tangibili esempi di architettura, palazzi e templi tutti diversi, alcuni dei quali hanno più di mille anni e sono fra i più antichi dell’India. Nei Ghati occidentali l’aria si fa più fresca, il cielo terso e non vi sembrerà di essere in India!


Il Kerala, il più piccolo degli stati dell’India del sud, ha solo 30 milioni di abitanti e si estende lungo e stretto per 600 km fra Karnataka e Tamil Nadu. Navigando su piccole barche nelle Backwater vedete la vita che scorre lentamente, piantagioni e risaie che danno due raccolti l’anno. Varkala è all’insegna del relax, fra un massaggio ayurvedico e la spiaggia. A Cochin si rincorre lo spirito dei tempi passati, ci mescoliamo fra gli abitanti e i turisti, genti che vivono insieme qui da oltre 600 anni, assistiamo allo spettacolo di danza Kathakali. Sulle alte montagne verdi con le preziose coltivazioni di tè conosciamo la storia millenaria di questa bevanda.
Il Karnataka si trova sulla costa occidentale lambita dal mar Arabico, sotto il Maharashtra, sopra Tamil Nadu e Kerala. Ha oltre 60 milioni di abitanti e concentra in sé il passato e il futuro dell’India. Le multinazionali della tecnologia hanno fatto investimenti miliardari a cavallo fra il secondo e il terzo millennio, portando prosperità e sviluppo nella capitale Bangalore, ma altrove c’è ancora l’India del sud con la sua storia, città e villaggi, bellezze storiche e paesaggistiche, piantagioni di caffè, spezie e tè. Questo viaggio passa solo per il Karnataka meridionale.


Viaggiare in novembre – Di solito questo periodo dell’anno è segnato dalla coda del monsone, con il rischio di piogge e acquazzoni. Il mese di novembre del 2025 sarà ricordato per le piogge torrenziali nel Tamil Nadu, dovute al tifone Ditwah. Esso ha prima colpito lo Sri Lanka, con oltre 300 morti e ingentissimi danni, poi il continente, proprio quando siamo arrivati noi… La prima settimana di viaggio pioveva intensamente ogni giorno, con venti impetuosi, tuoni e lampi. A Madurai ci ha sorpreso una vera inondazione mentre eravamo nel tempio Menakshi Amman per la puja serale, siamo stati bloccati all’interno oltre un’ora e siamo usciti scalzi, con l’acqua che ci arrivava fino ai polpacci e scorreva nelle strade, con intasamenti e disagi. Una esperienza da raccontare a parole e per immagini. Tutto è bene quel che finisce bene!
IL GRUPPO
Il mio bellissimo gruppo era composto da 7 pax provenienti da Genova, Torino, Modena, Verona e Venezia, di età 45 – 78 anni. C’era una coppia e una coppia di amici, poi pax singoli, tutti grandi viaggiatori con esperienze di viaggio con ANM. Amalgamarsi è stato facile grazie alla curiosità e disponibilità dimostrata gli uni per gli altri, nonostante le differenze, i ritmi serratissimi del viaggio, le interminabili ore sul pulmino, i pranzi saltati, le alluvioni e i piccoli inconvenienti. Speriamo di viaggiare ancora insieme!
PS – Questo è stato il mio quarto viaggio in India e un ritorno dove tutto è iniziato 18 anni fa quando, nel 2007, ho coordinato il Karnataka e da lì ho sviluppato per l’India un amore senza fine. Vorrei tornare nel 2026, ho fatto il visto annuale così sono coperta fino a novembre. Nord e sud, vorrei coordinare non uno ma due gruppi. Ce la farò? Chi viene con me??
Per saperne di più https://www.viaggiavventurenelmondo.it/viaggi/2943





