Durante un viaggio in India la cosa più bella, assieme alle visite culturali, è l’interazione con la gente. Incontriamo persone di ogni età, donne e uomini, bambini e anziani, che appena ci vedono sono felici e curiosi nei nostri confronti. Scambiarci sguardi e sorrisi, strette di mano, foto e selfie a volte vale più di vedere templi e palazzi.

Altra cosa è cercare le istituzioni pubbliche e private da visitare, quali scuole e missioni, entrando in punta di piedi per passare un poco di tempo con gli ospiti e chi se ne occupa. Per visitare le scuole in India avete l’imbarazzo della scelta, si trovano in città e nei villaggi. Non date però per scontato di poter entrare e interagire con gli studenti, se i responsabili sono diffidenti una ragione ci sarà. Questo abbiamo riscontrato noi e poco male se vi salutate da fuori (noi) a dentro (loro), il saluto rumoroso dei bambini, i loro sorrisi, gli occhi scuri che vi guardano danno tanta gioia. Se volete portare qualcosa acquistate penne e quaderni sul posto, è semplice, più pratico ed economico che portarli dall’Italia.

Nel mese di novembre 2025, durante il bellissimo viaggio Deccan India breve abbiamo fatto una cosa diversa. Assieme a queste visite particolari, oggi vi parlo proprio dei progetti umanitari di New life – Nuova vita ONLUS, organizzazione basata a Torino attiva con diversi progetti in India del Sud.

New life. Nuova vita ONLUS

Francesco è un partecipante speciale del viaggio Deccan India: è nato proprio qui in India del sud, è stato adottato ed è venuto ad abitare a Torino con la famiglia, all’età di un anno. Per lui il viaggio in India ha avuto il significato ben più profondo di “tornare dove tutto è iniziato” 45 anni fa e, da subito, mi ha chiesto se potevamo andare nel suo paese natale. Però era su vicino a Mangalore, sulla costa del Mare arabico in Karnataka, lontano dal nostro giro e purtroppo irraggiungibile (anche coi mezzi pubblici) se avesse voluto fare la visita in autonomia. Abbiamo perciò optato per la visita a Veronika Home gestito proprio da New life. Nuova vita ONLUS. Mi sento di consigliare questa visita, se volete vedere un esempio di cooperazione ben riuscita, e conoscere dei benefattori ben distribuiti fra Italia e India. New life – Nuova vita ONLUS è stata fondata proprio dai genitori di Francesco, opera tramite adozioni a distanza e gestisce attualmente nove istituti per adozioni distribuiti negli stati indiani di: Andhra Pradesh, Karnataka, Kerala, Tamil Nadu, con referenti italiani che potete contattare via email – telefono.

Veronika Home

Si trova in Tamil Nadu sulla strada tra Chidambaran e Kumbakonam. Poovanipattu è il nome del villaggio dove, prima della visita di Gangaikondachoilapuram, trascorriamo la mattinata del primo dicembre. Veronika home è gestito da padre Samy, indiano, adottato proprio tramite New Life – Nuova Vita ONLUS e rimasto in Italia, finché ha deciso di “tornare a casa”. Padre Samy ora si occupa di altri bambini nati sfortunati, ma con una prospettiva futura migliore se sono messi in buone mani. Poovanipattu è un piccolo villaggio perso nella campagna indiana, si raggiunge per stradine tortuose che non vedono turisti. Padre Samy gestisce Veronika home e si interfaccia con New Life – Nuova Vita ONLUS in Italia. Persona carismatica e pragmatica, parla bene l’italiano e parla bene in ogni senso, quando ci spiega questo progetto.

Veronika home è una SAA (Specialised adoption agency) che agisce in collaborazione con il governo locale. Ospita neonati abbandonati e li accudisce per i primi due mesi di vita, una sosta temporanea in attesa che vadano in adozione, possibilmente a una famiglia indiana altrimenti adozione internazionale. Ci sono solo sei bambini e bambine nel giorno della nostra visita: sono seguiti, controllati affinché siano in buona salute, nutriti secondo protocolli igienici ben codificati. Le misure di sicurezza sono rigidissime, con telecamere a ogni angolo. L’edificio nuovissimo che ospita la struttura ha all’imbocco della via un grande pannello, da cui prendiamo contatto telefonico con padre Samy. Tramite i colleghi fa aprire il cancello dall’interno e iniziare la visita, in attesa del suo ritorno dal vicino ospedale (era in visita con un bimbo).

Veronika home, inaugurato lo scorso luglio, è destinato ai bambini anche se all’inizio si era ipotizzato un utilizzo per sostenere gli anziani del villaggio. Visto da fuori sembra una casa. Anzi il profilo e il colore bianco, i due piani e il timpano sulla sommità ricordano vagamente una chiesa. Non ci sono però connotazioni religiose e la laicità è uno dei pilastri su cui si fonda il lavoro degli operatori. La religione induista e il sistema delle caste determinano e condizionano la vita delle persone, molti sono i Dalit che vengono esclusi e rimangono ai margini della società. La povertà acuisce i problemi sociali, il destino di un neonato dipende anche dallo status economico e sociale della madre e della famiglia. Vari sono i motivi possibili di abbandono, non solo le gravidanze indesiderate. Le bambine e le donne, se hanno poche possibilità di essere occupate e sposate, capita che abbandonino il neonato subito dopo il parto o che pratichino infanticidio. Una cosa terribile di cui sapevo poco, che ho conosciuto qui.

In silenzio visitiamo la stanza dove i neonati dormono nelle culle o, quando hanno fame, si fanno sentire ad alta voce. Andiamo poi nelle sale attive (dormitorio, bagni, infermeria, cucina) e in quelle in allestimento. Ci offrono il caffè con la moka e poi scendiamo al piano terra e ci mettiamo seduti, per una lunga chiacchierata in italiano con padre Samy. Proviamo sentimenti contrastanti tra gioia e commozione, andiamo via con un abbraccio sentito e siamo invitati a portare qui altri gruppi di avventure nel mondo. Si può soggiornare per una o più notti. Il volontariato è ben accetto, previo accordi.

Qui vicino c’è una scuola dove seguiamo la consegna di thermos in metallo ai 290 allievi, bambine e bambini. Altri suoni e altri colori, le stesse forti emozioni…

Il racconto della visita sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog

01 12 25 Veronika home è un progetto di adozione di neonati abbandonati che, già dai primi giorni di vita, sono portati qui a Poovanipattu presso Kumbakonan. Sono figli di ragazze madri o di caste inferiori e lasciati in strada avrebbero un brutto destino. Invece vengono accuditi e dati in adozione già dopo pochi mesi, possibilmente a famiglie indiane. Altrimenti adozioni internazionali come quella che 40 anni fa ha portato in Italia Francesco, uno dei miei compagni di viaggio. Padre Samy se ne occupa (adottato in Italia e ora tornato qui) ci offre il caffè fatto con la moka. Siamo felici di vedere come le 17 persone impiegate si prendono cura di questi bambini, piccolissimi eppure pieni di vita! Si può dormire qui (per esempio lo voglio proporre ai nostri gruppi di avventure) oppure fare volontariato rivolgendosi in Italia all’associazione piemontese New Life. Nella vicina scuola assistiamo alla consegna di thermos d’acciaio agli alunni, 290 ragazzi e ragazze in divisa. Tutti ci accolgono con sorrisi e abbracci. Sguardi che si incrociano e attraversano questa piccola comunità rurale, nel mezzo della campagna del Tamil nadu. A vedere i templi andremo più tardi, questa visita ci ha toccato profondamente, un fuori programma ben riuscito! Riferimenti New life Nuova Vita Onlus fondata nel 1984 per le adozioni a distanza e gli aiuti al sud del mondo.


Per saperne di più https://newlifeonlus.org/

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