Tornare a Rapolano Terme a metà maggio del 2026 è stato sorprendente per me. Tanto che spero ci saranno ancora nuove occasioni di scendere a esplorare questo angolo di Toscana, così intimo e vero. Nel pieno della primavera ho trovato fiori di tutti i colori e tutte le sfumature di verde, dagli alberi nei boschi ai campi di cereali.

Dopo le esperienze autunnali del 2025 e prima del 2013, stavolta per la terza visita mi sono impegnata a rivedere Rapolano e Serre, e poi luoghi nuovi tra le altre frazioni e comuni limitrofi. Nonostante le bizze meteorologiche, con pioggia e vento forte per un giorno e mezzo, ho provato sempre sensazioni positive. Ho mangiato e bevuto più che bene, accolta da persone, amici vecchi e nuovi, che mi hanno fatta sentire a casa.

Cosa ho visto in tre giorni nei dintorni di Rapolano Terme

Durante il mio soggiorno tra borghi castelli e cantine ho visitato:

  • Serre di Rapolano per vedere i preparativi di Serremaggio,
  • Modanella e Poggio Santa Cecilia frazioni di Rapolano Terme,
  • Asciano e Castenuovo Berardenga tra i comuni limitrofi,
  • Agriturismo e cantine disseminati fra le Crete Senesi e le colline della Valdorcia e Valdichiana.

Dei comuni confinanti con Rapolano Terme ora mi manca da vedere Sinalunga e Trequanda in provincia di Siena, mentre non ho ancora affrontato quelli in provincia di Arezzo: Bucine, Lucignano, Monte San Savino. Ne ho per diversi giorni e sarà la scusa per tornare!

Modanella

Al castello di Modanella si arriva per una stradina di campagna, l’ultima salita rivela un luogo con una storia secolare. In attesa di una prossima ristrutturazione per farne una destinazione di super lusso, oggi il castello vive di varie attività economiche:

  • Eventi. Cerimonie. Matrimoni.
  • Produzione di olio e vino (Canaiolo. Sangiovese. Cabernet Sauvignon, tutti IGT).

Costruito nel XII secolo dai Cacciaconti, nobile famiglia senese, dal XV secolo il castello è appartenuto ai Piccolomini. Alcuni passaggi di proprietà, nel corso del Novecento, hanno portato all’attuale destinazione ricettiva e produttiva. Il castello è l’edificio principale attorno al quale vi sono laghetti, piscine, un campo da tennis. E le vecchie case coloniche e tutto attorno oltre 600 HA coltivati. Erano 1000 HA nel periodo di massima espansione.

Cosa mi è piaciuto di più in questo luogo di pace? La chiesa seicentesca dedicata a San Giovanni, accanto al castello. Il gatto che mi ha fatto compagnia in attesa che arrivasse il “padrone di casa” a raccontarmi questo luogo bellissimo con una storia nel passato, presente e futuro.

Poggio Santa Cecilia

Niente foto qui, è la seconda volta che mi avvicino “al Poggio” e non si può proprio entrare, è tutto sbarrato con cartelli e transenne. Che peccato! Chiuso e in vendita, speriamo che i prossimi proprietari ne facciano buon uso. Poggio Santa Cecilia è un luogo abbandonato risalente al XII secolo, distrutto poi ricostruito fra Trecento e Cinquecento. La fine della mezzadria ne ha segnato lo spopolamento e il declino, nella seconda metà del Novecento.

Per la sua posizione strategica di confine, fu conteso a lungo tra Firenze e Siena, tra Guelfi e Ghibellini. Le case coloniche in mattoni caratterizzano il villaggio dove sono passati almeno due personaggi illustri come Dante e Garibaldi. Quest’ultimo vi trascorse 10 giorni, nel 1867, presumo sempre dopo la battaglia di Aspromonte. Era ospite del conte Buoninsegni e delle Terme di Rapolano dove venne proprio per curarsi.

Serre di Rapolano

A Serre di Rapolano ero già stata nel 2025 e in una ricca visita guidata avevo visto la bellezza di questo borgo pieno di storia, nel suo massimo splendore e affollato di visitatori. Ora sono tornata in centro a vedere i preparativi dell’evento clou della primavera rapolanese.

Serremaggio, Passato e Futuro dentro le Mura, è organizzata dall’Associazione Pro loco Serremaggio e ha il culmine nella Festa di Ciambragina che si svolge ogni anno a metà maggio fra sabato e domenica. Questa è innanzi tutto rievocazione medievale, e poi momento di aggregazione fra la gente di qui e i visitatori.

Io ho dovuto andarmene prima purtroppo, ma ho fatto in tempo a vedere, nelle giornate precedenti, gli allestimenti. I banchetti all’aperto con gli stand gastronomici, le bandiere e stendardi appesi alle pareti delle case. E la calma che precede l’eccitazione di un evento sentito, preparato dalla comunità unita di tutta Rapolano Terme. C’è stata pioggia almeno all’inizio, dicono che sia una costante di questi giorni di maggio!!

Asciano

Parcheggiata l’auto prima del centro, nei pressi della stazione ferroviaria, in quattro passi mi sono trovata davanti la Piazza della Basilica dedicata a Sant’Agata e la sua bella scalinata. Benvenuti ad Asciano! Da qui sono arrivata alla parte opposta, con la Porta Bianchi Bandinelli e Piazza del Grano, ampia e con una fontana, imponente e scenografica. Poi in Corso Giacomo Matteotti ho trovato la Torre Civica e la Fontana della Mencia, sono rientrata in Piazza Garibaldi dove mi sono fermata a bere il caffè. Che bellezza!

Il prodotto tipico più pregiato di Asciano è il tartufo bianco autunnale. Asciano può essere un luogo tranquillo o affollato a seconda del periodo, se venite durante gli eventi:

  • a Febbraio il carnevale,
  • a Maggio Buongiorno ceramica
  • a Settembre il Palio dei ciuchi,
  • a Ottobre l’Eroica manifestazione ciclistica attiva dal 1997.

Asciano si trova sulla Via Lauretana che oggi si percorre in cammino. La sua storia millenaria inizia con testimonianze di centro etrusco (necropoli) e di epoca romana (mosaico). Il periodo medievale è stata l’età dell’oro, Asciano in buona misura si è mantenuto tale, con il centro protetto da mura. Qui si trovano:

  • Tre chiese: la Basilica di Sant’Agata, Sant’Agostino, San Francesco,
  • Il Palazzo del Podestà,
  • Il Museo Civico Archeologico e di arte sacra a Palazzo Corboli,
  • Il Museo Cassioli dedicato alla pittura dell’Ottocento.

I dintorni di Asciano non sono da meno con luoghi che emanano spiritualità, nel senso ampio del termine.

L’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, trecentesca, fu costruita ad opera del Beato Tolomei e in carico ai monaci benedettini olivetani. Occhio agli orari di visita e ad evitare gli orari delle funzioni religiose(ingresso gratuito). C’era il rosario quando sono entrata così per un attimo, in silenzio, ne ho osservato le grandiose proporzioni, ma senza vedere bene le opere presenti all’interno. Comunque qui, come nella maggior parte delle chiese incontrate nei miei giorni toscani, la bellezza si coglie soprattutto all’esterno e nel contesto in cui sono collocate. Per arrivare qui ad esempio, si sale in un bosco dopo avere lasciato l’auto in parcheggio (a pagamento) e già qui io mi sono sentita bene. Poi invece, se volete abbandonarvi ad altri piaceri, potete fare spese nella farmacia dell’abbazia, o mangiare al vicino ristorante.

E infine c’è un luogo speciale, che si chiama Site transitoire (1993) così in francese, è opera dell’artista Jean – Paul Philippe. Presenta un portale come elemento principale, che si può godere da seduti, sdraiati, in piedi. Opere in dialogo con il paesaggio. Consiglio di andare al tramonto, con il sole che scende all’orizzonte. Io non ci sono riuscita ad arrivare ma ho solo iniziato la salita a piedi, lungo uno splendido viale di cipressi con le colline tutto attorno pennellate di blu e verde. Mezz’ora di bellezza assoluta…

Asciano si trova a m 200 slm e conta circa 6.000 abitanti. Ha solo tre frazioni: Arbia. Chiusure. Torre a Castello. Confina con il capoluogo Siena e altri sei comuni: Buonconvento. Montalcino. Monteroni d’Arbia. Rapolano Terme. Sinalunga. Trequanda.

Cosa mi è piaciuto di più in questo piccolo borgo delle Terre di Siena? La sua compostezza, l’equilibrio tra botteghe e luoghi per turisti, tra le persone del luogo e i tanti visitatori. Forse per questo si chiama “Asciano paese del garbo”. Tranne un gruppo di italiani in visita, gli altri erano stranieri. Alcuni orientali poi tanti da Nord Europa e America, super sportivi e attrezzati di tutto punto con biciclette tecnologiche e abbigliamento adeguato. Mi hanno messo tanta invidia per il loro aspetto, queste persone sono più grandi di me.

Castelnuovo Berardenga

Vicolo dell’arco è la “porta d’entrata” per la parte storica di Castelnuovo Berardenga, qui sotto c’è un ampio parcheggio. Sobri murales decorano le pareti delle case con colori pastello (mai visti così), li devo approfondire perché sono sicura che hanno delle storie da raccontare.

Pure qui, come negli altri paesi, il Municipio ricorda solennemente le elezioni del 1860 che sancirono l’annessione all’Italia. Al centro del piccolo paese incontro piazze piccole e grandi. Piazza della Libertà, Piazza del Castellare. Attorno a questa si trovano edifici civili e religiosi:

  • La Torre civica (o torre dell’Orologio) del 1526 rimane tuttora, unica delle sette torri civiche preesistenti,
  • Villa Chigi Saracini fu costruita a seguito della demolizione delle mura e terminata nel 1840,
  • Le due chiese dedicate una ai Santi Giusto e Clemente, l’altra a Santa Maria del Patrocinio,
  • Nell’ex mattatoio pubblico è stato ricavato il Museo del Paesaggio.

Berardenga era il territorio del nobile Berardo nel X secolo, il secondo nome, mentre Castelnuovo indica la fortezza contrapposta ai castelli precedenti circostanti. Da qui i due nomi di Castelnuovo Berardenga. Divenne poi possedimento senese dal XII secolo. Ai senesi si devono le mura difensive erette dopo la vittoriosa battaglia di Montaperti, nel 1260, contro i fiorentini. Castelnuovo Berardenga fa parte delle Città del Vino. Siamo nel Chianti, anzi sulla Strada del vino e dell’olio Chianti Classico. I due prodotti tipici sono proprio il vino Chianti DOCG e l’olio extravergine Chianti Classico DOP.

Attorno a Castelnuovo Berardenga ho cercato un paio di cantine ma non fate come me: prendetevi tempo per le visite e degustazioni che nel tardo pomeriggio chiudono! Da Fèlsina infatti sono arrivata quasi alle ore 18, peccato perché ci tenevo, mi sono accontentata di sbirciare nel negozio aziendale e ammirare la architettura sobria degli edifici, accanto ai quali sorge la moderna cantina. A Borgo San Felice sono stata più brava e la mia esperienza è stata ben più appagante!

Castelnuovo Berardenga si trova a m 350 slm e conta circa 8.000 abitanti. Ha una decina di frazioni in un territorio diffuso, soprattutto collinare, la quintessenza del paesaggio toscano punteggiato da castelli e pievi romaniche. I sette comuni confinanti in provincia di Siena sono il capoluogo e poi Asciano. Castellina in Chianti. Gaiole in Chianti. Monteriggioni. Radda in Chianti. Rapolano Terme. E infine Bucine, in provincia di Arezzo.

Cosa mi è piaciuto di più in questo piccolo borgo delle Terre di Siena? Il paesaggio toscano che non nominerò mai abbastanza! Le vedute ampie verso le colline circostanti. La pace e il silenzio, forse c’erano poche persone in giro ma va bene così.

Il racconto delle visite sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog

23 05 Asciano è il luogo dove ho fatto delle visite, e delle Non-visite: ho avuto la fortuna di vedere Asciano durante la settimana, a metà maggio. Ci troviamo lungo la Via Lauretana, molte frecce indicano il cammino a pellegrini e viandanti. Prima di bere il caffè in piazza Garibaldi ho visto: Piazza del grano con la fontana. Le mura medievali. Il municipio. Le chiese. Musei uno aperto e uno chiuso, non mi sono fermata. E poi:

  • Monte Oliveto Maggiore.
  • Cantine e agriturismo.

Il sito transitorio, l’ho cercato ma non ci sono arrivata, né da Mucigliani né da Leonina. Sono salita sul viale di cipressi per vedere dalla cima, niente. Una Non-visita insomma, ma il paesaggio toscano mi ha ancora stregata. La bellezza della natura unita al lavoro dell’uomo

22 05 Sulle scale della Toscana una settimana fa. Da Rapolano terme ad Asciano e Castelnuovo Berardenga, passando per Modanella e Poggio Santa Cecilia

16 05 Castelnuovo Berardenga era li da tempo che mi aspettava. Prima di arrivare a Rapolano terme ho passato un’ora su e giù per i suoi vicoli e scale, il centro storico e i dintorni. Vedendo tutti i suoi edifici, mattone su mattone, fiore su fiore, ho sentito un trasporto per questo borgo come non mi succedeva da tempo. Tutto attorno campagna e boschi, uliveti e vigneti, un vero paradiso

Per saperne di più https://www.visitrapolanoterme.it/

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