Accanto alle collezioni permanenti che fanno dell’Accademia una sede museale di primaria importanza per gli appassionati d’arte in generale, e di pittura in particolare, le esposizioni temporanee offrono lo sguardo all’arte contemporanea, mettendo in dialogo opere di ieri con opere di oggi. Inoltre le recenti acquisizioni faranno ancora più grande questo museo, dove potete passare ore, senza annoiarvi, ad ammirare quadri e sculture. Le mostre temporanee allestite all’Accademia hanno il merito di aprire scenari nuovi su opere che magari conosciamo già, e farcele vedere con occhi diversi.

Mostre in corso

Marina Abramovich. Transforming Energy

Marina Abramovich è l’artista serba naturalizzata statunitense, e la prima artista donna vivente a cui le Gallerie dell’Accademia dedicano una mostra. Lei che a fine anno compirà 80 anni, protagonista dell’arte performativa, celebrata, amata e odiata, è collocata in due piani del museo:

  • nella collezione permanente spuntano tra i quadri le sue opere in un dialogo forte e impattante,
  • in uno spazio dedicato, con installazioni e oggetti transitori, la visita si fa interattiva e multisensoriale.

Sei sale le sono dedicate, dove possiamo vederla su schermi che raccontano la sua vita e proiettano la sua immagine. Trovate tanti “oggetti” che volete e potete toccare: pietre più o meno preziose, legno ed elementi naturali, mentre alcune delle sue celebri performance sono proiettate alle pareti. Energia che ci trasforma, tra corpo e spirito. La Pietà di Tiziano e la Presentazione di Pietà di Marina Abramovich sono tra i momenti più alti della mostra. Eseguite a distanza di 450 anni l’una dall’altra, le opere mettono vicino corpo e spirito, linguaggio pittorico e immagine moderna.

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19 05 26 Marina Abramovich alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Transforming Energy (6 maggio – 18 ottobre) è non solo la sua mostra, la prima che l’accademia dedica a un’artista donna vivente. Ma una celebrazione ed esibizione dell’arte performativa, per la quale è famosa nel mondo. Prima di entrare nelle sei sale dedicate si vede lei camminare, proiettata sulla parete con la sua lunga biografia. Il prossimo 30 novembre la Abramovich compirà 80 anni. Poi in ogni sala sempre lei su piccoli schermi, a indicarci come vedere e cosa fare. Ci sono anche le cose crude, la guerra e i mali del mondo, in mostra. Ho sentito l’energia e calore dei suoi cristalli. Ho spazzolato i capelli con una coda di cavallo. Non mi sono distesa fra lettini e sgabelli, poi chi mi avrebbe tirata su? Consiglio di arrivare a mente aperta per godersi in silenzio questa mostra collocata in sei sale fra il piano terra e anche sopra, nelle sale X e XI al primo piano.

Tintoretto racconta la Genesi

Tintoretto racconta la Genesi è il titolo della mostra che da febbraio a fine agosto 2026 farà vedere proprio il ciclo delle storie della Genesi, di ritorno all’Accademia dopo la sua dispersione, avvenuta duecento anni fa. Si trovano così vicine le tre tele già appartenenti alle Gallerie dell’Accademia e un quarto dipinto (in prestito dagli Uffizi):

  • La creazione degli animali,
  • Il peccato originale,
  • Caino uccide Abele,
  • Adamo ed Eva davanti all’Eterno.

Il titolo completo “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro” racconta proprio il percorso che ha portato Tintoretto a Venezia dopo il lungo restauro, in occasione della mostra su Tintoretto allestita al Cincinnati Art Museum nel 2025. Tale lavoro ha restituito luce alle tele e ha dato un ruolo centrale al paesaggio, vero protagonista del ciclo. La piccola sala al primo piano, dove le tele sono custodite, consente di ammirarle da vicino con i loro stupefacenti dettagli e valorizza la tecnica pittorica del Tintoretto. Il video a corredo dell’esposizione mostra l’originario contesto delle opere, la Scuola della Santissima Trinità presso la Dogana da Mar.

Le mostre degli anni passati – 2025

Stupore. Realtà. Enigma. Pietro Bellotti e la Venezia del Seicento

Pietro Bellotti (1625 – 1700) è stato attivo soprattutto a Venezia e questo è un doveroso tributo, da parte dell’Accademia, al pittore di origine bresciana, nel quattrocentesimo anniversario della sua nascita. Stupore. Realtà. Enigma. Pietro Bellotti e la Venezia del Seicento è una mostra eccezionale, toccante ed enigmatica da molti punti di vista, compresa la difficile datazione e attribuzione di alcune opere, commissionategli da privati.

Milano, Firenze, Roma e la Germania sono altri luoghi dove Bellotti ha operato, pur mantenendo il suo centro di gravità sempre su Venezia. E proprio in queste città sono esposti i suoi quadri. Firenze e Milano.

Dallas e Stoccarda. Madrid e Vienna con i loro strabilianti musei hanno dato in prestito alcune opere di Bellotti per l’esposizione veneziana. Così nell’opulento quadro della pittura barocca, assieme a pittori forse più noti quali Cagnacci, Giordano, Ribera, i quadri del nostro protagonista spiccano proprio per il loro realismo ed enigmaticità, da cui il titolo della mostra.

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19 09 25 [Stupore. Realtà. Enigma. Pietro Bellotti e la Venezia del Seicento] Apre questa grande ostra alle Gallerie dell’accademia, in confronto con i maggiori e minori pittori a lui contemporanei, italiani ed europei. Bellotti occupa uno spazio che l’accademia valorizza in questa bella mostra, visitabile fino al 18 gennaio 2026. Stupore è il mio primo sentimento dopo averla visitata ieri in anteprima stampa. Nel secolo di grandi pittori e del chiaroscuro, Caravaggio e non solo, Bellotti, nato a Brescia nel 1625 e morto a Venezia nel 1700 ci ha lasciato stupefacenti opere con soggetti molto diversi.

Enigmatici sono gli sguardi dei personaggi ritratti da Bellotti. Realtà: Ricchi e poveri, giovani e vecchi, alcuni sono intenti nelle attività quotidiane, altri ci scrutano come davanti a un obiettivo fotografico. Moderni seppure vestiti con i costumi dell’epoca, altre volte ignudi o quasi, presentano una società in trasformazione. Corpi moderni si potrebbe dire, parafrasando il titolo della precedente mostra.

Corpi Moderni

Corpi Moderni è il titolo della mostra inaugurata ad aprile il cui titolo completo dice molto. Corpi moderni. La costruzione del corpo nella Venezia del Rinascimento. Leonardo. Michelangelo. Dürer. Giorgione. A dimostrazione di come artisti celeberrimi hanno plasmato corpi femminili e maschili in sculture vibranti, in quadri intensi, e prima disegni preparatori. Quelli di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti ci sono più familiari ma altri sono forse ancora più belli da vedere. Collocata al piano terra delle Gallerie dell’Accademia, la mostra Corpi moderni è suddivisa in tre sezioni e indaga il corpo umano in modo scientifico e psicologico. Fino al 27 luglio 2025.

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05 04 Sono tornata! E a Venezia tornano le grandi mostre come questa alle gallerie dell’accademia. Corpi moderni è la prima delle nuove mostre che continuano ad aprire la settimana prossima, mentre a maggio tornerà la biennale architettura. Ieri c’è stata la conferenzastampa e si può visitare da oggi venerdì 4 aprile fino al 27 luglio. Corpi moderni propone un elenco lunghissimo di opere che trattano il corpo umano, femminile e maschile. La costruzione del corpo nella Venezia del Rinascimento è descritta con opere giunte da collezioni pubbliche e private italiane ed estere. Corpi moderni è articolata in tre sezioni:

  • Il corpo svelato: conoscere
  • Il corpo nudo: desiderare
  • Il corpo costruito: rappresentarsi.

Fra i tanti capolavori troverete l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci e poi? Venite a vedere!

Le mostre degli anni passati – 2024

Affinità elettive

Non è stato immediato per me l’accostamento con quattro grandi pittori del Novecento ma le didascalie mi sono venute in soccorso. Affinità elettive è il titolo della mostra che ha messo in dialogo con le opere esposte nella collezione permanente alcuni quadri di Picasso, Matisse. Klee. Giacometti. Esposti per la prima volta in Italia, e anche alla Casa dei Tre Oci alla Giudecca (una doppia mostra quindi). Provengono dal Berggruen Institute di Berlino e trattano temi forti come la morte, come l’hanno trattata pittori immensi di epoche diverse. Mi è piaciuta? Tantissimo! Non volevo più uscire. Fino al 23 giugno 2024.

Willem de Kooning

Una retrospettiva travolgente, per la potenza delle opere esposte, è invece quella dedicata al rapporto fra Willem de Kooning e il nostro paese, che lo ha molto ispirato in momenti diversi della sua vita. Willem de Kooning e l’Italia, è proprio questo il titolo della mostra che ho avuto il piacere di visitare nell’anteprima stampa, alla presenza dei curatori e delle nipoti di de Kooning. Nella sala X delle Gallerie, fra quadri preziosi, abbiamo ascoltato il percorso artistico di questo protagonista dell’arte del Novecento che ha amato tanto l’Italia. Ha viaggiato nel nostro paese nel 1959 fra Venezia e Roma, e poi nel 1969 fra Spoleto e nuovamente Roma. Al piano terra trovate questa retrospettiva con grandi tele e grandi sculture, ma anche piccoli disegni in omaggio ai suoi due soggiorni italiani. Fino al 15 settembre 2024.

https://www.gallerieaccademia.it

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