
Lendinara è una cittadina in provincia di Rovigo con tantissimi luoghi di interesse. Non per niente è detta la Atene del Polesine. Uno di questi è Palazzo Malmignati: si trova vicino al centro di Lendinara e lo scorso aprile ho potuto visitarlo, grazie a un evento organizzato da Veneto Segreto. La visita guidata si è svolta sotto lo sguardo vigile della giovane padrona di casa Agata Travaglini, preparatissima e gentile.
Si deve proprio alla famiglia Travaglini la rinascita di Palazzo Malmignati che nel 2018 ha riaperto al pubblico, dopo lunghi anni di abbandono e dopo i restauri che gli hanno donato nuova vita.
In compagnia di un nutrito gruppo di ospiti sono stata prima all’interno del palazzo, con tre piani pieni zeppi di opere d’arte e cimeli antichi, eppure vivi e vissuti, poi nel parco retrostante che ne costituisce il naturale completamento. In questo prestigioso spazio si svolgono i matrimoni, le cerimonie e gli eventi per i quali Palazzo Malmignati è una location perfetta.
Breve storia di Palazzo Malmignati


Nato come edificio cinquecentesco, Palazzo Malmignati è stato danneggiato da un terremoto nel 1694 che ha posto fine alla sua “prima vita”. Nel Settecento, per la precisione nel 1706, è iniziata la riedificazione e la sua “seconda vita” quando i Malmignati, famiglia di notai, acquisirono il titolo nobiliare di conti palatini, concesso dagli Estensi. Ferrara non è lontana e i Malmignati avevano origine ferrarese. Da qui sono iniziate le buone sorti del palazzo che, come Agata ci ha fatto notare, si distingue dalla villa veneta per funzione e utilizzo.
Nei due secoli successivi Palazzo Malmignati seguì le tendenze della società e le vicende storiche. Nell’Ottocento vide l’ascesa della borghesia a scapito della nobiltà. Nel Novecento, durante le due guerre mondiali, fu utilizzato in funzione bellica, quale avamposto per le truppe tedesche e anglo americane. Da qui un declino che sembrava inarrestabile ha portato per quasi mezzo secolo Palazzo Malmignati a diventare persino rifugio per senzatetto. Fino alla sua rinascita ad opera della famiglia Travaglini, alla quale si deve la “terza vita” e uno splendore, inimmaginabile solo pochi anni fa.
Visitare Palazzo Malmignati


Ci troviamo in Riviera San Biagio, sulle rive dell’Adigetto e vicinissimi al centro storico di Lendinara. L’ingresso è l’inizio e la fine della visita, saliamo la scalinata di ingresso e accediamo al salone. Qui sotto c’è un seminterrato, il “quarto piano” del palazzo, l’unico che non visitiamo. Per le fondamenta si sono utilizzati ben 3.000 pali di legno, conficcati nel terreno paludoso proprio come i palazzi di Venezia! A seguire i materiali costruttivi sono legno e mattoni. Il pavimento è quello originale del Cinquecento, i mobili e i quadri non sono originali ma della stessa epoca. Alle pareti i quadri del Settecento di Pietro Paltronieri rappresentano capricci architettonici.
Ciascuno dei tre piani si identifica per la funzione e si caratterizza per le opere esposte:
- ingresso,
- piano nobile,
- granaio.


Dal salone di ingresso due scaloni portano al piano nobile, con un ampio salone centrale e le camere laterali disposte simmetricamente con tre sale per lato. La più bella è decisamente la camera degli sposi con baldacchino. Qui possono alloggiare le coppie che scelgono Palazzo Malmignati per celebrare questo giorno così importante. Le opere più imponenti sono alle pareti: quadri di Sebastiano Ricci, grandi tele con scene bibliche, episodi tragici tratti dall’Antico Testamento, due quadri di Domenico Maria Canuti. E poi grandi caminetti, ritratti, quadri originali sapientemente restaurati.
Quello che era il granaio, al terzo piano di Palazzo Malmignati, oggi custodisce una libreria e documenti preziosi (qui è vietato fotografare) tra cui lo stemma con il sigillo notarile. Mi gira la testa nel vedere quanti oggetti preziosi sono presenti, tutti con una storia, come i lampadari della scuola napoletana di Capodimonte e un dipinto a olio su rame, particolarmente importante. Esso infatti raffigura Clemente XI, il papa che diede ai Malmignati il titolo di Conti.
Il parco


Si può vedere dall’interno di Palazzo Malmignati dove ampie finestre restituiscono l’ariosa proporzione di tutto il complesso. Il parco è un giardino all’italiana con una simmetria perfetta, un’estetica impreziosita da piante e fiori e dalla fontana centrale. In passato questa era un’area produttiva, con l’orto e tutto attorno i campi coltivati. Facciamo una bella passeggiata attorno alla peschiera, la fontana che per un attimo ci regala persino giochi d’acqua. Da fuori il profilo del palazzo è una prospettiva privilegiata. Tutto attorno lungo i sentieri troviamo piante aromatiche, rose e altri fiori che in primavera sono al loro massimo splendore di colori e profumi! Avviluppata attorno ai pioppi c’è la vite maritata, con uva delle varietà Americana e Vittoria. Pure questa è memoria di un modo antico di coltivare la vite, ora sostituito da una gestione del vigneto sicuramente più efficiente. E infine siepi e alberi, gli alberi da frutta sono soprattutto drupacee (quali pesche e prugne) più che pomacee (trovate solo mele cotogne).


Alla fine della visita, prima di salutare Agata, sento delle note musicali che si diffondono nell’aria, trovo un grammofono in funzione, memoria di un’epoca passata che suscita emozioni ed esercita un fascino senza tempo su di me.
Ho preso tanti appunti e segnato nomi, date, numeri che qui non trovate, ho preferito raccontarvi le emozioni e impressioni della visita. Vi invito a venire a Lendinara per vedere Palazzo Malmignati con i vostri occhi e poi a fermarvi nella Atene del Polesine, a cui dedicherò un post nei prossimi giorni. Ringrazio Palazzo Malmignati per avermi ospitato e Veneto Segreto per le continue suggestioni di visita che mi offre, il Veneto è davvero uno scrigno di tesori!
Per saperne di più https://palazzomalmignatilendinara.it/
Il racconto della visita sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog
28 04 Palazzo Malmignati Lendinara Ro. Visita guidata con Veneto segreto e Agata Travaglini.
La giovane e bravissima padrona di casa ci racconta secoli di storia della città, oltre che della dimora storica riportata a nuova vita dal 2018. Palazzo Malmignati versava in uno stato degradato da anni di utilizzo per scopi che certo non gli davano valore. Ora è un luogo pieno di vita, profumi, colori (vedere il parco con la fontana, i fiori e frutti) utilizzato per eventi e matrimoni (Vedere la camera degli sposi). Grazie per l’invito e ci vediamo prestissimo sul blog!
Visitare Palazzo Malmignati: intervista ad Agata Travaglini


Quando ho chiesto di raccontarsi Agata si è subito prestata al gioco, ne è uscita una bella intervista tutta da leggere. Non solo per l’entusiasmo contagioso che emana ma soprattutto per la progettualità che sta dietro a un luogo speciale, in continua evoluzione. Per questo attendo il momento di tornare a trovarla, per vedere cosa bolle in pentola e le sorprese che Agata e la famiglia Travaglini hanno in serbo per noi visitatori. In bocca al lupo e a presto!
1 Chi sei – dove ti trovi? Raccontaci qualcosa di te e del tuo lavoro.
Sono Agata, figlia dei proprietari di Palazzo Malmignati. Insieme a mia sorella Rachele e a mio cognato Filippo, mi impegno quotidianamente per portare avanti questa realtà familiare. È una sfida importante che dal 2019 ci regala grandi soddisfazioni. Dopo anni di imponente restauro, necessari perché il Palazzo versava in uno stato di degrado, abbiamo avviato il recupero di questo bene culturale. Nel tempo abbiamo creato una nostra collezione privata per riportare la dimora al suo antico splendore: pezzi d’antiquariato e dipinti che spaziano dal XVII al XIX secolo, con alcuni pezzi del Novecento. Oggi il nostro obiettivo è duplice: tramandare il valore storico della struttura e renderla la location perfetta per matrimoni ed eventi privati d’eccellenza.
2 Da dove vengono i tuoi ospiti? Sono più italiani o stranieri?
Attualmente i nostri ospiti sono soprattutto italiani. Finora ci siamo concentrati molto sul settore dei matrimoni, un passo fondamentale per sostenere gli investimenti iniziali e finanziare la ristrutturazione della dependance. C’è però una grande novità all’orizzonte: tra giugno e settembre 2026 inaugureremo ufficialmente la nostra struttura ricettiva con 9 appartamenti indipendenti. Questo sarà il punto di partenza per attrarre un turismo regionale e nazionale più stabile, per poi aprirci, al momento opportuno, anche al mercato internazionale.
3 Hai verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei visitatori, a seconda della loro provenienza?
Più che stereotipi, abbiamo notato un cambiamento nei flussi. Grazie alla collaborazione con realtà come Veneto Segreto, i nostri visitatori hanno iniziato ad arrivare anche da fuori la provincia di Rovigo. Oggi accogliamo persone da tutto il Veneto in giornata. Questo entusiasmo ci sprona a voler creare un vero e proprio percorso turistico per Lendinara e per il Polesine: come hai potuto vedere anche tu, Roberta, qui da vedere ce n’è” e il territorio merita di essere riscoperto.
4 Raccontaci qualche aneddoto bello o brutto legato al tuo lavoro.
La parte più bella è senza dubbio la gioia negli occhi di chi visita il Palazzo o lo sceglie per il proprio evento. È un’emozione immensa vedere gli ospiti felici, specialmente quando riusciamo a trasmettere loro l’amore e la passione che mettiamo ogni giorno nella cura di questo luogo. Al contrario, ciò che ci amareggia è la mancanza di rispetto: vedere rifiuti lasciati a terra o persone che trattano gli interni storici con noncuranza, come se non ne percepissero il valore artistico e il lavoro che c’è dietro.
5 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine soggiorno fa venire voglia di starci insieme più tempo? Si può diventare amici degli ospiti e mantenersi in contatto anche dopo?
Essendo una realtà familiare, ciò che ci gratifica di più è quando gli ospiti riconoscono la cura che dedichiamo a ogni dettaglio. Le coppie che decidono di sposarsi qui spesso ci scelgono proprio per il fattore umano: capiscono il nostro progetto e lo condividono con stima reciproca. Da questa sintonia nasce spesso un dialogo che continua nel tempo; manteniamo legami saldi grazie ai ricordi felici che abbiamo condiviso durante il loro giorno più bello.
6 L’ospitalità si compone di tanti fattori: quali doti deve avere chi se ne occupa e cosa si impara invece “sul campo”?
Forse potrò rispondere con ancora più precisione l’anno prossimo, quando la dependance sarà operativa! Per ora, posso dire che ciò che ci distingue è il modo in cui accogliamo sposi e visitatori: cerchiamo di farli guardare attraverso i nostri occhi, pieni d’amore per questo Palazzo, così che possano innamorarsene anche loro. Sul campo si imparano la pazienza e l’ascolto, perché ogni persona ha necessità diverse. La dote fondamentale resta però la gentilezza, unita alla capacità di dare valore a ciò che si offre, dalla storia del Palazzo alla qualità elevata di tutto quello che proponiamo.
7 Ospitare significa anche uscire e far conoscere il territorio. Come pubblicizzi la tua struttura? Dove vai quando non sei impegnata al lavoro?
La mia famiglia ha sempre avuto la passione del viaggio. Amiamo immergerci in culture diverse e scoprire luoghi nascosti, lontano dai circuiti di massa. Abbiamo sempre viaggiato molto insieme e continuiamo a farlo anche ora che siamo cresciuti, portando sempre con noi il rispetto per le tradizioni locali. Proprio questa nostra passione ci spinge a voler valorizzare il Polesine: è una terra che avrebbe un immenso bisogno di essere visitata e conosciuta meglio, ed è quello che cerchiamo di trasmettere anche attraverso i nostri canali.
8 Consiglieresti a un giovane di occuparsi di ospitalità?
Assolutamente sì. Come responsabile di Palazzo Malmignati, anche se sono ancora alle prime armi, credo che l’ospitalità sia una componente fondamentale di ogni lavoro. Non significa solo dare un alloggio, ma saper accogliere l’altro, aprire le porte della propria realtà e far sentire qualcuno a casa nel proprio mondo. È un’esperienza che arricchisce profondamente, sia chi riceve che chi offre.
Con Veneto Segreto alla scoperta della mia regione


Visitare ville venete, anche le meno famose, entrare nei palazzi veneziani in punta di piedi, passeggiare all’aria aperta a piedi o vedere alcuni dei più bei paesaggi del Veneto da una barca. Da Belluno a Rovigo, da Verona al Veneto orientale, sono molte le esperienze proposte da Veneto Segreto, agenzia di visite turistiche con sede a Vicenza. Anche per me che credo di conoscere abbastanza la mia regione, Veneto Segreto è per me una continua fonte di scoperte, suggestioni e idee di viaggio. Seguendoli sui social da diversi anni mi sono innamorata delle loro visite guidate, e del loro modo discreto e professionale di proporle. Finalmente nel 2026 mi sono decisa a unirmi a loro. Spero presto che ci siano nuove occasioni di scoperta, per ora ho fatto due visite con Veneto Segreto: prima di Palazzo Malmignati sono stata a Ca’ Marcello a Levada di Piombino Dese (PD). Vi invito a seguire le loro proposte che si rinnovano settimanalmente, sul sito web o sui loro profili social. Oppure iscrivetevi alla Newsletter per rimanere costantemente aggiornati sulle loro proposte.
Post in collaborazione con https://venetosegreto.com/
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