Diario giornaliero del mio viaggio in solitaria in Perù: settimo giorno

Sabato 11 novembre passo tantissimo tempo sul bus e non prendo tanti appunti sul diario, oggi ci affidiamo soprattutto ai post sui social e alle immagini per ricostruire la giornata.

La colazione abbondante nel mio alberghetto è la migliore carica per affrontare questa lunga giornata di trasferimento. Oggi tra i giramenti di testa dovuti all’altitudine – ricordo che qui siamo a 3.900 metri slm – e un mal di pancia fastidioso che da ieri minaccia il mio stato fisico, non sono per niente in forma.

Perciò stare seduta sul bus è una vera fortuna! Se volete a voce vi racconto la mia corsa al bagno dell’autogrill dopo una lunga attesa, è stata un’esperienza forte!! Partiamo presto su un pulmino condiviso con altri turisti: provo a parlarci ma questi di oggi, a differenza dei precedenti, sono poco loquaci, peccato. Elizabeth invece parla molto, la nostra guida è brava anche se ci metto del tempo a seguire il suo stile narrativo (sono una cliente esigente e rompiscatole, lo so!).

L’itinerario di oggi

  • Puno,
  • Pukarà,
  • La Raya,
  • Sicuani,
  • Raqchi,
  • Andahuaylillas,
  • Cusco.

Le tappe di oggi

Pukarà

Facciamo solo una breve pausa caffè e bagno, museo e shopping. Pukarà è un centro delle ceramiche artigianali, cercate i laboratori! Peccato per questa sosta troppo breve perché qui ci sarebbe un museo da vedere e delle rovine preincaiche (vedere guida Lonely Planet). Dalla piazza principale ci si arriva in pochi minuti a piedi. Novembre, il mese della mia visita, è un periodo molto tranquillo. Pukarà ha davvero l’aspetto sonnolento dei villaggi poco affollati, ma se venite a metà luglio cercate di esserci per la festa della Virgen del Carmen!

La Raya

Una sosta è d’obbligo in questo punto panoramico altissimo. Arra La Raya si trova a 4435 metri slm, posto al confine tra i dipartimenti di Puno e Cusco con tanto di cartelli. A compensare il fiato corto basta guardarsi intorno ammirando tutti i colori, a parte l’altopiano ancora brullo in attesa della pioggia (che arriverà più tardi). Banchetti di artigianato più o meno locale. Vedute sublimi in ogni direzione. Fiumi che nascono. Cordigliere che si incrociano.

Sicuani

Facciamo pausa pranzo a Sicuani, in un grande ristorante turistico con un grande buffet. Mangiamo più o meno sempre le stesse cose e così posso saltare la cena. Corro più volte alla finestra per vedere i treni che passano. Sono treni merci e non i treni passeggeri che hanno drasticamente diminuito le corse, dopo il Covid, con mio sommo dispiacere. Rimane il Belmond Andean Express che mi piacerebbe tanto, ma non mi posso permettere!

Raqchi

Un antico sito Inca enorme, ben conservato e ricostruito per renderlo fruibile ai visitatori. A Raqchi passiamo circa un’ora passeggiando tra le rovine, schivando pioggia e vento a renderlo ancora più spettrale. Il Tempio di Viracocha è la parte più importante con le sue 22 alte colonne di sostegno, costruite con blocchi di pietra. Muretti in pietra scura vulcanica separano i vari edifici o ciò che ne resta. I tetti di paglia sono nuovi, così come i sostegni in legno ai muretti in pietra. Raqchi è stata una bella visita, mi è piaciuto tutto.

Anche il contesto attorno al parco archeologico è interessante con la sua atmosfera particolare e tutto sommato vera, a parte i banchetti di artigianato che non ce li leva nessuno, è una costante ma non è obbligatorio acquistare. Fuori dal sito turistico ci sono i colori dei grandi murales, i campi coltivati a cereali (sembra addirittura che ci siano delle risaie) e gli ovini al pascolo. In sosta fuori dal sito sono entrata nella chiesa dedicata all’arcangelo Gabriele e tanti quadri dedicati agli arcangeli. A parte i ben noti Raffaele e Gabriele ho notato Uriel, che è anche il nome del mio angelo custode di Cusco e Machu Picchu e che tra poco conoscerò.

Anche qui a Raqchi se volete vedere il luogo animato, invece che a novembre (bassa stagione e inizio del periodo delle piogge) venite a giugno, all’inizio del mese troverete una festa vivace con danze e musica popolare.

Andahuaylillas

La sosta qui ha un sapore dolceamaro. La grande chiesa gesuita seicentesca è da vedere fuori e dentro. Vi si accede per un grande portale in legno e pietra, decorato con affreschi, conserva ricchi cimeli: arredi e quadri (Immacolata concezione), sculture in oro e argento. Potosì e le altre miniere di metalli preziosi ricordano l’epoca, non lontana, quando Perù e Bolivia erano una nazione sola.

Nel piazzale di Andahuaylillas trovate palme e altri grandi alberi, bouganvillee in fiore e croci votive, un museo con annesso l’immancabile negozio di souvenir. Eppure io conservo un ricordo triste e struggente della visita. Abbiamo finito il nostro giro appena in tempo per vedere una processione entrare in chiesa, e una piccola bara bianca portata dal prete per il funerale di una bambina, morta a pochi giorni di vita per un problema intestinale. Sono stata malissimo.

La Ruta del Barroco Andino

Siamo sulla via del barocco andino (Ruta del Barroco Andino) un percorso con quattro chiese (santuari barocchi) che si snoda attorno a Cusco, capitale del dipartimento. Domani vedrò la chiesa gesuita di Cusco. I nomi completi dei siti sono:

  • Templo de San Pedro Apostolo de Andahuaylillas,
  • Templo de San Juan Bautista de Huaro,
  • Capilla de la Virgen Purificada de Canincunca.

Arrivo a Cusco

C’è ancora un paio d’ore di viaggio per arrivare a Cusco. Scendiamo gli altipiani e a valle troviamo un pulmino ribaltato da poco, per fortuna senza conseguenze ai passeggeri (la polizia presidia il luogo dell’incidente). Fortunati noi. Fortunatissima io che da oggi in poi, per tre giorni, posso contare sulla guida Uriel Apaza che supporta anche i gruppi di Avventure nel Mondo e, da quando l’ho contattato in fase di programmazione del viaggio, mi ha supportato in modo puntuale e professionale. Contattatelo senza timore e salutatelo da parte mia, vi aiuterà con diversi consigli! Mi viene a prendere alla stazione dei bus con l’auto guidata dal fratello, mi porta in hotel e chiacchieriamo animatamente. Il Panorama si chiama così proprio perché, dall’alto della collina, domina il centro di Cusco, alla sera e al mattino si vede davvero un bellissimo… panorama!

Porto i bagagli nella mia bella camera e decido di non scendere, un bel riposo ci vuole dopo questa lunga giornata. Buenas noches.

Il racconto della giornata sulla mia pagina facebook Gamberetta travelblog

1/3 [La ruta del sol entre Puno y Cusco con cuatro paradas ] La Raya è il punto più alto della strada tra Puno e Cusco, a 4435 metri slm, donde si incontrano le cordigliere orientale y occidentale de Los Andes (**). I fiumi che nascono qui scendono sia verso l’oceano Pacifico sia oceano atlantico. Tra loro il rio Urubamba, ora un torrentello di un metro di larghezza o poco più, scorre da sud a nord e si getta nel rio delle Amazzoni. Quest’ultimo con 6650 km di lunghezza è il fiume più lungo del mondo, attraverso Perù Colombia e Brasile e sfocia nell’oceano Atlantico (**) Parlavo proprio così eh, mezzo italiano mezzo spagnolo.

2/3 [La ruta del sol entre Puno y Cusco con cuatro paradas ] Le rovine che vedete sono il sito Inca di Raqchi, tanto esteso quanto misterioso, collocato in una fertile valle circondata da alte montagne e vulcani. Perciò il materiale di costruzione, come si vede, è principalmente pietra vulcanica scura. La chiesetta dedicata all’arcangelo Gabriele collocata presso l’ingresso, del secolo XVII, è visibile anche da lontano.

3/3 [La ruta del sol entre Puno y Cusco con cuatro paradas ] Andahuaylillas è un piccolo villaggio a 50 km da Cusco. Custodisce un tesoro dell’arte sacra costruito nel XVII secolo dai Gesuiti e passato ai Dominicani nel XVIII secolo. La chiesa di San Pietro è riccamente decorata al suo interno, nella controfacciata è dipinta la lotta tra il bene e il male, il paradiso e l’inferno. Le pareti e il soffitto mostrano preziose statue, pitture, sculture lignee in cedro rivestito d’oro a 22 carati. L’oro viene dalle vicine miniere di Cusco, l’argento dalle miniere di Potosi in Bolivia. Notevoli le cappelle laterali. Non si può fotografare l’interno!

[La ruta del sol entre Puno y Cusco con cuatro paradas ] ovvero come viaggiare in bus 10 ore, incluse le visite e il pranzo, vedendo: 

1 Pucarà

2 La Raya

3 Raqcha

4 Andahuaylillas.

E nel mezzo? Montagne e vulcani, piccoli fiumi nascenti, verdi terre coltivate, animali al pascolo fra cui tantissimi alpaca. Per fare i quasi 400 km che separano Puno da Cusco ieri abbiamo impiegato ben 10 ore. Il bus pubblico diretto ne impiega circa 8 ne vale la pena? Per me sì anche se passiamo comunque la maggior parte del tempo a bordo. Costo poco più di 40 euro contro i 15-20 euro dei servizi di linea. A Pucarà c’erano due cose da vedere, il museo e il sito archeologico preincaico, ma io ero stanca dopo un’altra notte insonne. Volevo passeggiare nel piccolo villaggio ma non è stato possibile. Pazienza!

Ho potuto intraprendere questo viaggio grazie a un biglietto aereo Air Europa vinto nel novembre 2022. 

L’assicurazione viaggio è stata offerta da Heymondo. 

Se questo diario di viaggio ti è piaciuto fra poche settimane pubblicherò la giornata successiva.

Cerca con la lente il Perù per tutti i post pubblicati. Se invece vuoi sapere le informazioni pratiche di viaggio leggi qua

https://www.gamberetta.it/it/2023/11/26/cosa-vedere-in-peru-in-dieci-giorni/

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