Pordenone si prepara a diventare Capitale Italiana della Cultura, nel 2027 il capoluogo di provincia friulano sarà sotto i riflettori e riceverà nuovi visitatori, all’insegna della Cultura a 360 gradi. Prima di Pordenone, Gorizia nel 2025 è stata Capitale Europea della Cultura assieme a Nova Gorica, un periodo di fama e grande visibilità internazionale. Il Friuli Venezia Giulia è sempre più famoso (si può dire?) nonostante sia una piccola regione in posizione defilata rispetto al profilo dell’Italia.


Il progetto “Pordenone 2027. Città che sorprende”


Il titolo è stato conferito a Pordenone quasi un anno e mezzo fa, nel marzo 2025, è stata una bella lotta a giudicare dalle altre località in lizza per il titolo. Alberobello, Aliano, Brindisi, Gallipoli, La Spezia, Pompei, Reggio Calabria, Sant’Andrea di Conza, Savona.

Riporto le motivazioni della giuria espresse a favore di Pordenone.

Il dossier propone un modello di valorizzazione culturale innovativo e inclusivo, capace di coniugare tradizione e contemporaneità. L’approccio strategico mira a rafforzare l’identità del territorio attraverso progetti che intrecciano patrimonio storico, arti visive, cinema e partecipazione attiva della comunità. Particolarmente apprezzata è la capacità di attivare un processo di coinvolgimento diffuso che reinterpreta il legame tra memoria, territorio e creatività.

Il dossier si distingue per la volontà di rendere la cultura un motore di sviluppo sostenibile, con un programma articolato lungo l’intero anno, capace di attrarre un pubblico ampio e diversificato. La strategia di investimento è solida e coerente con gli obiettivi, con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico. Apprezzata, inoltre, l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema museale, universitario e realtà associative, che garantisce una rete solida e partecipativa. La particolare attenzione rivolta ai giovani, non solo come fruitori ma come protagonisti del processo creativo, conferma la visione dinamica e inclusiva del progetto.

Il dossier soddisfa gli indicatori del bando, ponendosi come un modello di progettazione culturale innovativa e condivisa.

Visitare Pordenone

Sono andata a vedere Pordenone nel fine settimana di Ferragosto, nel mezzo della torrida estate 2026, con una luce accecante che faceva risaltare ogni dettaglio dei magnifici edifici. Tra l’ombra dei portici, i lavori in corso, le impalcature e i cartelli ho passeggiato nel centro storico, incontrando ben poche persone. L’ufficio del turismo mi ha fornito tante informazioni utili e una mappa completissima con tutto quello che mi serviva. Ebbene Sì, io uso ancora le cartine e le guide… Ho chiesto ad alcuni esercizi commerciali e strutture ricettive come si stanno preparando a questa grande occasione.  Il loro entusiasmo per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027 mi ha fatto un gran piacere, qui non siamo né a Udine né a Trieste ma in una tranquilla cittadina di 50.000 abitanti. Questa prima visita è stata un piccolo assaggio che voglio approfondire in un prossimo futuro, e l’occasione di fare la turista: ci sono passata vicino per lavoro, senza vedere letteralmente nulla. Tornerò presto a Pordenone, per saggiare l’offerta culturale ed enogastronomica pordenonese. Magari in treno, data la comodità della stazione “attaccata” al centro. E proverò l’ospitalità degli amici pordenonesi perché nella fretta non mi sono fermata quasi mai.

La provincia di Pordenone

Conosco molto meglio la provincia di Pordenone e le sue piccole perle di cui ho parlato ampiamente sul blog, e che non mi stanco mai di visitare. Posti come Maniago, Sacile e Spilimbergo tra i più grandi, ma anche i piccolissimi paesi di Andreis, Barcis e Clauzetto appartengono alla mia storia sin dagli anni Ottanta quando sono andata a studiare Agraria a Udine, e mi sono affezionata al Friuli Venezia Giulia per sempre. Per non parlare dei pregiatissimi vini friulani, prodotti da cantine grandi e piccole. Sapete che vado a vedere su Wikipedia i dati statistici dei luoghi che visito? Pordenone ha 50 comuni, tra i primi dieci ci sono quelli più attivi dal punto di vista economico come Casarsa della Delizia, San Vito al Tagliamento, Zoppola. Valvasone è uno dei Borghi più belli d’Italia. Pordenone non arriva al mare ma sale in altitudine sino alle montagne, conoscete Piancavallo? Le Dolomiti Friulane sono meno note, ma certo non meno belle, delle Dolomiti in Veneto e Trentino – Alto Adige. Venite a vedere!

Come arrivare


Pordenone si raggiunge facilmente sia in auto, tramite la statale Pontebbana o l’autostrada A28, sia in treno. Si trova infatti sulla linea Venezia – Udine – Trieste ed è ben servita dalla linea che arriva fino a Vienna, tramite le linee austriache OBB. Gli aeroporti più vicini sono Ronchi dei Legionari e Venezia Marco Polo.

A passeggio nel centro storico

Circondato da ampi viali di scorrimento, vie moderne e alti palazzi, il piccolo centro di Pordenone è un borgo antico che si visita a piedi tranquillamente. Alcune vie del centro sono pedonali, in tutto o in parte.

Un itinerario di visita del centro di Pordenone inizia idealmente dalla stazione ferroviaria, da dove bastano pochi minuti a piedi per entrare in centro, se vi capita di attraversare il fiume Noncello ricordate che esso rappresenta la storia antica della città. I Romani la chiamarono Portus Naonis a indicare il porto sul fiume, e il nome di Pordenone viene proprio da qui. Se venite in auto trovate parcheggi con le strisce blu a pagamento in centro, strisce bianche fuori dal centro.

Le arterie principali sono Corso Garibaldi, Via Mazzini e soprattutto Corso Vittorio Emanuele II.

Le chiese di Pordenone ricalcano la struttura urbanistica della città antica. Un concentrato di architettura medievale e rinascimentale:

  • San Giorgio Martire con il campanile staccato che svetta nel cielo,
  • la Santissima Trinità bellissima con la sua pianta ottagonale.

Purtroppo le chiese che ho trovato sul mio cammino a volte sono nascoste tra edifici moderni, che ne oscurano la vista.

Corso Vittorio Emanuele II

Piccole vie si dipartono qui attorno, in un leggero saliscendi.

Palazzo Comunale e Loggia del Municipio con l’orologio astronomico. Costruiti in stile gotico, al momento sono avvolti dalle impalcature.

Nella parte bassa si trovano la Piazzetta San Marco con il Duomo di San Marco e il vicino campanile, costruiti a partire dal XIII e XIV secolo. Fuori sono belli e scenografici, dentro il duomo è carino ed è arricchito dalle opere del più importante pittore rinascimentale friulano, Giovani Antonio de’ Sacchis detto “il Pordenone”. Qui in piazza c’è anche la casa natale del Pordenone.

Se è vero che si può salire sulla cima del campanile, alto quasi 80 metri, questa è già una buona ragione per tornare: la città vista dall’alto!

Cosa mi è piaciuto di più: i portici, gli affreschi alle pareti dei palazzi, le botteghe. Le tante persone in bici.

Le comunità ebraiche a Pordenone e in Friuli

Non è certo il Friuli la parte della regione più ricca di tali testimonianze, sono stata a San Daniele lo scorso gennaio e ora qui a Pordenone ho trovato qualcosa. Gli ebrei erano decisamente più presenti in Venezia Giulia, in particolare tra Trieste, Gorizia e Gradisca di Isonzo (il mio itinerario è quasi pronto da pubblicare!). A Pordenone sono stata fortunata, ho intercettato la lista delle pietre di inciampo, una ventina a oggi, e proprio qui in Corso Vittorio Emanuele II ne ho trovata una che ho fotografato, con il mio consueto sentimento dolceamaro di ritrovamento e perdita. La persona in oggetto, Virginio Micheluz, è riuscita a tornare dal campo di concentramento di Dachau, per morire però poco dopo.

I teatri e musei di Pordenone

La cultura a Pordenone si trova in palazzi e musei antichi e moderni. Da vedere alla prossima visita.

  • Palazzo Ricchieri ospita il Museo Civico d’arte.
  • Al Parco Galvani c’è la Galleria d’Arte Moderna Armando Pizzinato e il Museo del Fumetto.
  • La Galleria Harry Bertoia è dedicata a mostre temporanee.
  • Il Teatro Comunale Giuseppe Verdi spicca con la sua struttura moderna e avveniristica.

E poi

  • Museo Civico di Storia Naturale
  • Museo Diocesano di Arte Sacra
  • Museo Archeologico del Friuli Occidentale

Il racconto della visita sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog

17 08  Verso Pordenone 2027 – la città si prepara a diventare capitale italiana della cultura ed è tutta in fermento. L’antica Portus Naonis è una cittadina bagnata dal fiume Noncello, con una scena culturale attiva tutto l’anno. Festival del cinema muto. Pordenone legge sono solo due degli appuntamenti fissi. Ho preso un caffè per iniziare le visite agli hotel con più energia. Grazie Massimo (hotel damodoro). Ho preso una cartina all’ufficio turistico e ho camminato tra il centro e le parti moderne, tra ampi viali a quattro corsie e strade pedonali, tra i portici e la luce accecante di questa torrida estate 2026. Alcune tappe: Le chiese di Pordenone. Il duomo di San Marco, la Trinità, san Giorgio martire. Le pietre di inciampo, sono stata fortunata a vedere quella in corso Vittorio Emanuele II. Alberghi nuovi e storici, piccoli e grandi, aperti e chiusi. Ora scrivo il mio piccolo itinerario poi tornerò.


Per saperne di più   https://www.pordenonecapitale2027.it/
 

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