Fra le scoperte archeologiche del ventesimo secolo, una delle più affascinanti è sicuramente quella dei Rotoli del Mar Morto. Attorno a questi manoscritti biblici, come per molte scoperte, aleggia un’aura di mistero. Vi sono testimonianze degli studiosi che si mescolano a leggende, verità storiche e falsi clamorosi. Con buona pace di chi ci ha messo mano, dal 1947 a oggi: studiosi e antiquari, faccendieri e contrabbandieri. Di tante persone insomma fra cui alcune hanno fatto affari non sempre “in buona fede”.
Nuove scoperte sui rotoli di Qumran nel Mar Morto

Alle nuove scoperte e itinerari di visita nel deserto di Giuda, sui rotoli del Mar Morto, è stato dedicato il seminario della scorsa settimana a Trieste. Ho seguito con grande piacere gli interventi e le prospettive di gettare nuova luce, con le ultime scoperte archeologiche, sui rotoli di Qumran. A Trieste sono convenuti esperti di storia e archeologia, i rappresentanti dell’Ufficio del turismo Israeliano in Italia e della comunità ebraica di Trieste.
Nel corso della mattinata il professor Marcello Fidanzio ci ha accompagnati in un viaggio affascinante che parte da Qumran sul Mar Morto, dove un beduino ha trovato i primi rotoli in una grotta, per caso, nel 1947. Il professor Fidanzio è docente alla Facoltà di Teologia di Lugano, Università della Svizzera italiana, ed è direttore degli scavi alle grotte di Qumran. Una persona di grande cultura e competenza, perfetto divulgatore dei rotoli, del loro valore scientifico e non solo. Il professor Fidenzio ha aperto una giara (riproduzione) e ha srotolato davanti ai nostri occhi il Rotolo di Isaia (replica) lungo oltre sette metri, descrivendolo minuziosamente. Io per tutto il tempo ho ripreso e ascoltato, rapita dalla descrizione e dalla situazione.


Databili dal terzo secolo a.C. fino al nono secolo d.C. i rotoli del Mar Morto sono un pezzo unico di storia antica, in parte ancora da scoprire. Dal luogo del ritrovamento, undici grotte presso Khirbet Qumran sulla sponda nord occidentale del Mar Morto, la loro storia prosegue a Gerusalemme poi in Svizzera e Gran Bretagna. E poi ancora negli Stati Uniti e in Argentina, avanti e indietro alla ricerca dei rotoli perduti, di quelli veri e delle riproduzioni. Fino alle cifre attuali: oltre 900 manoscritti biblici, non tutti a tema religioso, con i testi della Torah, avvolti in rotoli di pelle di capra, custoditi in giare di terracotta.
Dove vedere i rotoli del Mar Morto


Oggi il modo più facile per vedere i rotoli del Mar Morto è sul web, nella biblioteca digitale Dead Sea Scrolls. Qui potete:
- esplorare l’archivio,
- imparare tutto sui rotoli,
- conoscere il progetto.
Se invece volete vederli di persona dovete andare a Gerusalemme, dove una parte dei rotoli è custodita nel Santuario del Libro presso Israel Museum. Si trovano ben protetti, in condizione di luce e temperatura controllata. A dicembre aprirà una nuova mostra proprio a Gerusalemme, dedicata ai rotoli del Mar Morto, che ben si inserisce negli itinerari del turismo storico, culturale e religioso nel Vicino Oriente in generale, di Israele in particolare.


Ai primi rotoli è stato attribuito un valore di pochi dollari, con il ricavato il beduino fortunato si è arricchito, ha comprato capre e moglie. Eravamo nei primi anni del dopoguerra e subito dopo, nel 1948, sarebbe nato lo stato di Israele. Con le scoperte successive, a Qumran sono venuti alla luce decine di nuovi rotoli. Le loro quotazioni sono salite vertiginosamente fino a sfiorare il milione di dollari, con delle contrattazioni accese per aggiudicarseli all’asta. Questa sembrerebbe la trama di un film e magari lo sarà, da come ci sono state raccontate le vicende dei rotoli di Qumran con enfasi e rigore scientifico.
Dove ci troviamo: i luoghi della scoperta


Il Mar Morto è un grande lago salato (molto salato!) e profondo (molto profondo!) suddiviso fra Giordania e Israele ai quali appartengono le sue sponde e le sue acque. Siamo nella culla delle civiltà e delle religioni monoteiste, crocevia di vari popoli che nel corso dei millenni vi sono passati.
Oggi il Mar Morto è visitato per molteplici motivi: si può venire qui per rilassarsi, nuotare e galleggiare sulle sue acque salatissime. Si possono fare trattamenti sfruttando le proprietà terapeutiche dei fanghi, utili soprattutto per alcune patologie dermatologiche. Vi sono poi aspetti storici e culturali, religiosi e spirituali che spingono migliaia di visitatori a venire in questa depressione, che si spinge fino a meno 400 metri sul livello del mare, il punto più profondo della Terra.
Il Mar Morto è un luogo per me surreale, ho visitato Giordania e Israele per ben quattro volte nei miei viaggi. Sul Mar Morto sono stata un paio di volte, vedendone diversi aspetti, bagnandomi nelle sue acque e dormendo sulle sue sponde.
Quando tornerò in Israele, appena sarà possibile viaggiare in questo splendido paese, non mancherò di fare visita nuovamente ai rotoli di Qumran nel Mar Morto.




