Nell’isola del vetro ci sono molte cose da fare oltre a visitare le vetrerie. Andando a passeggio per le calli si scopre un’isola vivace, affollata di giorno, tranquilla la sera. I miei punti di riferimento a Murano sono le vetrerie innanzi tutto, e poi il museo del vetro, le chiese e… le fermate del vaporetto! Murano Colonna. Murano faro… da qui arrivo con gioia e parto con una sensazione dolceamara, sempre.

Da quando ho scoperto Acquastanca però sono più felice, perché è molto più di un ristorante! Da Acquastanca assaporate alcuni dei piatti più tipici della cucina veneziana, come nella più classica delle osterie, rivisitati con un tocco unico di charme. A tavola passate un tempo lento e silenzioso, come il nome del locale – Acquastanca – suggerisce.

Vi trovate lo scorrere delle stagioni nei piatti e siete circondati, ça va sans dire, dal vetro artistico di Murano. Quello di Nason Moretti che è metà dell’impresa, l’altra metà è Giovanna Arcangeli, mente e anima del locale. La storia di Acquastanca inizia nel 2012 ma io l’ho scoperto solo nel marzo 2025, quasi un anno fa, grazie ad amiche fidate che mi hanno portata a pranzo qui.

Ho preso gli spaghetti al nero di seppia e ho ammirato i piatti che hanno assaggiato le mie amiche. Tutto giusto nelle quantità, buono e leggero. Il pesce la fa da padrone e non mancano i piatti di terra. Le verdure – molto più di un contorno – vengono scelte con cura da produzioni locali. Non dimentichiamo che l’isola di Sant’Erasmo e gli Orti di Venezia sono vicinissimi!

I vini da abbinare, soprattutto i bianchi, vengono per la maggior parte da cantine qui a Nord Est. Tovagliato elegante, mise en place impeccabile, quadri alle pareti dove il calore delle travi a vista contrasta piacevolmente con i mattoni alle pareti. I profiteroles che abbiamo assaggiato alla fine sono stati la dolce conclusione di una bella mattinata insieme.

Acquastanca si trova in Fondamenta Manin, nei mesi caldi potete mangiare in fondamenta, un vero privilegio! Controllate gli orari di apertura, a pranzo e a cena. Consigliata la prenotazione.

Ora lascio la parola a Giovanna che ha risposto alle mie otto domande e per questo la ringrazio di cuore! Alla domanda numero quattro ha alimentato la mia curiosità. Buona lettura e… ci vediamo a Murano!

1  Chi sei – dove ti trovi? Raccontaci qualcosa di te e del tuo lavoro.

Mi chiamo Giovanna Arcangeli, ho 60 anni, una laurea in inglese e una grande passione per la ristorazione. 15 anni fa, dopo un’esperienza decennale nell’organizzazione di eventi ad altissimo livello con Cipriani, ho deciso di aprire un piccolo locale insieme a mia cognata, architetto e bravissima cuoca autodidatta. Abbiamo restaurato un panificio dismesso a Murano, lungo il rio dei vetrai.

2  Da dove vengono i tuoi ospiti? Sono più italiani o stranieri?

Piu’ stranieri.

3 Hai verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

No, non mi piacciono gli stereotipi.

4 Raccontaci qualche aneddoto bello o brutto legato al tuo lavoro.

Ci vorrebbe troppo tempo, comunque legga la risposta alla domanda successiva.

5 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine soggiorno fa venire voglia di starci insieme più tempo? Si può diventare amici degli ospiti e mantenersi in contatto anche dopo?

Abbiamo clienti che si sono affezionati così tanto da comprare casa a Murano. Dico sempre loro (ben 3 famiglie) che un pezzetto del nostro ristorante gli appartiene, tanto ci hanno sostenuto anche nei momenti più difficili (Acqua Granda e Covid). Sì – si può diventare amici dei clienti.

6  L’ospitalità si compone di tanti fattori, secondo te quali doti o talenti deve avere chi se ne occupa, e cosa si impara invece lavorando “sul campo”?

Bisogna essere accoglienti, pazienti, sempre disponibili. Tutto quello che è tecnico si può imparare, l’attitudine no, se è forzata si percepisce.

7  Ospitare significa anche uscire, far conoscere le persone e il territorio “dietro” una struttura. In altre parole viaggiare. Come pubblicizzi la tua struttura? Dove vai quando non sei impegnato al lavoro?

Quando non lavoro viaggio e vado al ristorante.

8  Consiglieresti a un giovane di occuparsi di ospitalità? SI – NO – Perché?

Sì, certo, è un lavoro bellissimo!

Il racconto dell’esperienza sulla mia pagina Gamberetta Travelblog

24 05 25  [Esperienze da fare a Murano] Fermarsi a pranzo da Acquastanca, piccola osteria su una bella fondamenta, comoda da raggiungere, carina, accogliente. Accanto all’esperienza culinaria molto local, proverete l’ospitalità di una famiglia muranese, anzi due. Perché fra sala e cucina, fra gli arredi e tovagliato, si intrecciano le vicende dei Nason, nome storico del vetro di Murano, e di una muranese, architetto e cuoca per passione. Provare per credere!

Per saperne di più    https://www.acquastanca.it/  

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