
Diario giornaliero del mio viaggio in solitaria in Perù: quinto giorno
Il 9 novembre sono partita nel cuore della notte da Arequipa, ho capito perché il mio ostello era sempre aperto e c’erano persone in entrata e in uscita. Anch’io mi sono svegliata alle due per prendere il bus in direzione di Puno. Non per la via diretta ma attraverso scenari spettacolari che hanno nel Canyon del Colca la parte più famosa, ma ce ne sono altri! Scrivo sul diario: “Lunga giornata, incredibile, infinita”.
Ad Arequipa passo 24 ore o poco più. Alzarmi di notte e partire non è da me (che soffro di insonnia) ma è stata una delle tante cose belle che ho fatto in Perù, concentrate in soli dieci giorni di viaggio! E ho tanti episodi divertenti da raccontare quindi… partiamo?? Raccogliendo i bagagli al buio sto per lasciare sul letto (della camerata da sei) cose importanti per me, come le calzamaglie e il carica batterie. Prendo tutto e butto gli oggetti nello zainetto, prima di precipitarmi giù dalle scale e salire alle tre di notte sul pulmino, un bus colectivo da condividere con altri sette turisti europei e sudamericani. A raccolta dai vari ostelli e hotel, l’autista (Moises, bravissimo) si ferma a prelevarci tutti tranne due che, in ritardo, sono lasciati qui. Un poco mi dispiace ma anche no… Di loro si occupa l’accompagnatrice carinissima, parlo con lei e con i compagni di viaggio per tutto il giorno.
Da Arequipa a Chivay
Le prime tre ore di viaggio si svolgono fra strade trafficate, piene di curve. Sempre più in alto in direzione nord est, tra file ininterrotte di camion, Moyses li schiva e supera spesso, per avere la strada libera davanti a sé. Prima delle cinque il buio lascia il posto all’aurora e alle prime luci dell’alba, con il cielo coperto ma colorato da nuvole rosa.
Mirador de los volcanes


La prima sosta è in una landa desolata. Pampa proprio come in Argentina e in Cile, con rocce chiare, ciuffi d’erba, neve e ghiaccio. Siamo saliti in altitudine e finora non ne soffro. Metri 4.900 slm. Sarà il punto più alto raggiunto, all’incontro tra le cordillere. In questa spianata tra le rocce dell’altopiano c’è una vista a perdita d’occhio su:
- Vulcano Ampato a 6.200 metri slm,
- Vulcano Sabancaya a 5.980 metri slm,
- Vulcano Mismi a 6.025 metri slm,
- Vulcano Hualca Hualca a 5.593 metri slm.
Aria rarefatta, bancarelle che vendono tessuti colorati, poveri venditori, che vita dura fanno per guadagnare qualcosa quassù! L’aria è freddissima ma quanta bellezza! Ce lo godiamo, ignari che nel pomeriggio lo scenario sarà ben diverso!
Chivay


Facciamo una sostanziosa colazione andina. Accanto all’infuso di foglie di coca, sempre più necessarie per affrontare l’altitudine, c’è sempre la frittata, un panino con marmellata e – udite udite – una zuppa calda di quinoa, ananas e maizena, dolce e buonissima, lo giuro. Wifi molto gradito per un breve collegamento. Con il nostro piccolo gruppo eterogeneo, persone provenienti da Europa e America, stiamo insieme per visitare il villaggio, non bello ma con con una bella chiesa, il parco attorno e ancora bancarelle. Chivay ora è tutto incentrato sui turisti di passaggio come noi, una risorsa senza dubbio ma abbastanza svuotato di autenticità.
Canyon del Colca


Il posto più famoso nell’itinerario di oggi non mi delude, le soste per le visite e brevi passeggiate mi piacciono molto nonostante alcuni punti oscuri, poi vi spiego perché. Caldo e freddo, aria frizzante e aria pura, cielo e terra. Stiamo circa quattro ore su e giù dal pulmino.
Uno – vediamo tantissimi condor, vicini e lontani, che ci fanno visita. Le loro dimensioni sono davvero ragguardevoli, vederli da vicinissimo, appollaiati su una roccia, anche esemplari giovanissimi e pelosetti è stato super emozionante. E impressionante vederli in volo sulle nostre teste con la loro apertura alare enorme. L’importante è stare in silenzio (!!!), fermarsi brevemente e non avvicinarli troppo (!!!). La guida dice che dovrebbero essercene centinaia ma stanno diminuendo: l’ecosistema è minacciato dallo sfruttamento del territorio (anche a fini turistici) e dai cambiamenti climatici.
Due – lo scenario naturale è sorprendente. Una tavolozza di colori: il verde e rosso, il marrone delle rocce, il cielo blu, il fiume in fondo al canyon. E le ombre elle nuvole proiettate sul terreno a renderlo ancora più affascinante.
Tre – Paesaggi rurali inattesi, terrazzamenti e campi coltivati con tante sfumature di verde. Animali al pascolo (gli immancabili lama e poi ovini e bovini).
Quattro – la compagnia è ottima, tutti e sette, più la guida, abbiamo creato una simpatica atmosfera con tante chiacchiere, foto, selfie, gli immancabili scambi di battute e opinioni sul viaggio. Non vorrei tanto raccontarvi chi sono e dove stanno gli amici conosciuti nella giornata di oggi, certo la loro amicizia seppur breve è stata un valore aggiunto. Quando ci salutiamo rimane il contatto su instagram e mentre scrivo, due anni dopo, “ci vediamo” tuttora. Bellissimo!
Cruz del Condor


Sarebbe un luogo mistico se non ci fossimo noi ad affollarlo a metà mattina. Cruz del Condor è un’altra sosta che dona panorami da favola, ma inizio a provare sensazioni negative: insofferenza per la gente, disagio per gli oggetti finti in vendita sulle bancarelle. Ho la sensazione che è ora di mangiare qualcosa, ci sarebbe il Colca sour da provare (pisco e frutto verde aspro) ma faccio uno spuntino normale con birra e patatine, prima di altri due punti panoramici a 3.700 metri slm:
- Mirador Wayracpuncku,
- Mirador de Antahuilque.
Relax alle terme


Ci vogliono proprio le terme per riposare un’oretta, diciamo dalle 11,30 alle 12,30. Le sorgenti termali sono una “scoperta” relativamente recente, con accoglienza e infrastrutture da organizzare. I prezzi sono ancora bassi. Metto il costume da bagno (Brrrr!) per immergermi nelle sette pozze naturali a temperature diverse, da 22°C a 40°C. Si arriva scendendo scalette in cemento e attraversando un piccolo ponte tibetano sospeso sul canyon. Per i più coraggiosi e per i fanatici dell’adrenalina sono disponibili diverse attività outdoor: quad, escursioni a cavallo, zipline.
Dopo le terme è prevista la pausa pranzo “inclusa nel pacchetto” in un ristorante nel nulla, ma essendo in ritardo sulla tabella di marcia la guida mi invita a tirare giù i bagagli, il secondo bus colectivo è arrivato, alle ore 13 saluto tutti e riparto. Proprio così: ho preso due tratte in bus per fare le visite di mattina, e proseguire fino a Puno nel pomeriggio.
In viaggio per Puno


Quasi sei ore di viaggio volano via, anche se ne succedono di tutti i colori. I miei nuovi compagni di avventura se possibile sono ancora più carini di quelli di prima. Tre coppie da USA, UK, Ecuador. Pure con loro ora “ci vediamo” sui social anzi, ci siamo visti ancora e abbiamo fatto insieme un altro pezzetto di viaggio in Perù. Mayra y Juan vengono da Quito, Ecuador, hanno passato una settimana in Perù e stiamo insieme gli ultimi due giorni, prima che loro continuino il viaggio in Bolivia. Appena sciorino il mio spagnolo ci prendiamo gusto a parlare, anche troppo, mi raccontano del loro bel paese, le regioni, le cose da vedere da nord a sud. Ma io, stanca, vorrei dormire, seduti vicini in prima fila quando crollo dal sonno facciamo silenzio.
Il tempo meteorologico ha una virata improvvisa sul freddo, pioggia e neve. Tornati sulla landa desolata nella prima metà del tragitto, verso Chivay e il primo mirador, ma altro che vulcani! Visibilità ridotta, niente panorama né bancarelle, non c’è più nessuno, sembra di essere in tutt’altro posto rispetto alla mattina presto. Una fitta tormenta di neve ha imbiancato le rocce e mi mette strani pensieri, una sensazione di pericolo. Bravo l’autista a guidare in queste condizioni: salite, discese, tornanti con ghiaccio e neve, non è una bella situazione! E com’è arrivato, il maltempo se ne va.
Fra scenari lunari e i nuovi colori della terra, fenicotteri che punteggiano la laguna sotto di noi, un arcobaleno ci mostra nuovi accesi colori in cielo proprio quando il sole scende all’orizzonte. La strada è in discesa, un lungo rettilineo con i laghi bene in vista di fronte a noi.
Mirador Lagunillas a 4.444 metri slm


Abbiamo solo il tempo di sostare in un locale, una breve pausa per una tisana calda alle erbe. Facciamo scorta di foglie di coca, siamo nelle vicinanze dell’ultimo mirador collocato a 4.444 metri, altitudine facile da ricordare no?? Incrociamo un pulmino ribaltato (argh!) ma solo con la polizia accanto, no ambulanze, no feriti, incidente appena accaduto.
Arrivo a Puno
Alle 19 scendiamo dal pulmino sani e salvi. Sono stata in giro 18 ore e ripeterò questi orari pochi gioni dopo. Da Plaza de Armas, per raggiungere l’albergo a piedi, impiego poco più di 10 minuti, il centro di Puno è piccolo e mi hanno dato indicazioni chiare. Depositati i bagagli scendo subito per andare a passeggio in centro, e cercare il bus per la tappa successiva.
Puno by night


Puno è chiamata “la capitale del folklore peruano” e lo si capisce andando a passeggio per il centro. Vedo i locali con la gente, turisti e locali, cantare e ballare, suonare la chitarra e sorridere. Mi fa bene vederli, anche se qui non navigano certo nell’oro. Di sera i palazzi sono illuminati, sia gli edifici civili con i loro colori pastello, sia la cattedrale austera e massiccia che domina la piazza principale. Per stare leggera invece di fermarmi fuori a cena, in un minimarket prendo – aiuto non vogliatemi male – il saikebon liofilizzato da scaldare con acqua bollente, ma che buono è? E mi ritiro presto, per un meritato riposo prima di una giornata tranquilla in città e nei dintorni, leggasi lago Titikaka. Buenas noches!
Cose turistiche che non mi sono piaciute


Ogni tanto vado in sovradosaggio da cose turistiche e viaggi frettolosi, anche se mi rendo conto che pure io faccio parte del sistema e lo alimento. Vogliamo parlare di noi turisti che veniamo qui di corsa, io per prima? Siamo proprio noi che abbiamo fatto visita ai condor disturbandoli nel loro ambiente naturale!!! Le bancarelle OK, i pupazzetti Made in China non so chi li compra, ma vedere ogni giorno poveri animali come i lama e i condor, legati per farsi le foto con i turisti anche no!
Il racconto della giornata sulla mia pagina facebook Gamberetta travelblog
09 12 23 [Alle terme in Perù] Portate sempre un costume in viaggio, ora vi spiego perché… Un mese fa ero qui alle pozze termali, vicino ad Aguas Calientes, per un’ora di caldo e meritato relax. Sette vasche e piscine a diverse temperature, nello scenario del canyon. Sono dal lato opposto della strada e vi si accede attraverso un piccolo ponte tibetano. Se siete amanti degli sport adrenalinici potete provare la zipline, oppure l’escursione in quad. O infine andare a cavallo. Io mi sono immersa nella vasca a 30 gradi senza muovermi finché mi hanno detto di tornare al bus, il tempo era finito #gamberettainperu day 5
Ho potuto intraprendere questo viaggio grazie a un biglietto aereo Air Europa vinto nel novembre 2022.
L’assicurazione viaggio è stata offerta da Heymondo.
Se questo diario di viaggio ti è piaciuto fra poche settimane pubblicherò la giornata successiva. Cerca con la lente il Perù per tutti i post pubblicati. Se invece vuoi sapere le informazioni pratiche di viaggio leggi qua
https://www.gamberetta.it/it/2023/11/26/cosa-vedere-in-peru-in-dieci-giorni/





