12 – 13 agosto 2014

Quando saliamo su una barca di legno blu lunga e stretta ha già iniziato a piovere, non sappiamo quanto durerà. Nong Khiaw e il ponte sul fiume rimangono alle nostre spalle, il paese umido e grigio, il fiume gonfio, rosso e limaccioso sotto di noi.

20140813_090736 20140813_090723 20140813_090757 20140813_091409

Il Nam Ou è affluente del Mekong, il nostro barcaiolo lo conosce a menadito, vede tutto sotto di noi anche se andiamo controcorrente tra rapide minacciose.

20140813_091416 20140813_092630 20140813_100510 Muang Ngoy Neua dista poco più di 1h, stiamo accovacciati nella barca coperta, con i bagagli nella parte posteriore, non smette di piovere nemmeno quando dobbiamo sbarcare e affrontare una salita su gradini sconnessi, scivolosi, pericolosi.

20140813_100537

20140813_100521

20140813_100523

Ci dirigiamo alla guesthouse (GH) aiutati dai locali, è una fortuna stare già quassù a metà mattina perché avremmo il tempo di depositare le ns cose ed effettuare il trekking come da programma. Uso il condizionale perché ci viene consigliato di portare tutto nelle stanze in attesa che spiova, evento dato per probabile in tempi brevi, e col padrone della GH vedo subito sulla cartina dove dovremmo andare a camminare.

20140813_104958 20140813_104000

Il secondo trekking nel nord del Laos, al confine con Birmania e Cina (Yunnan) si svolge soprattutto in mezzo alla natura: foreste, risaie, grotte, con una scarsa presenza umana a parte qualche villaggio tribale. Abbiamo sei bungalow deliziosi sistemati a U in un giardino composto da alberi e fiori colorati resi luccicosi dalla pioggia scrosciante, che non smette.

20140813_153407 20140813_153356 20140813_153344 20140813_153338 20140813_153331

La magia di un posto isolato, raggiungibile solo via fiume, c’è, e la mancanza di wi-fi, che dovrebbe essere l’ultimo dei pensieri in viaggio, lo rende ancora più bello. In attesa dell’auspicato miglioramento meteo perlustro il villaggio dove sprofondo nel fango fino alla caviglia.

20140813_105058 20140813_105103 20140813_105150 20140813_105616

Intorno a me, in poche centinaia di metri, incontro più galline che persone, e ancor meno turisti, ma trovo un massage parlour coi fiocchi dove il lao massage viene 60.000 kip, sei dollari, per 1h. Dei 12 membri del gruppo ne approfitta la metà, prima quattro femminucce me compresa, poi due maschietti, mentre gli altri sei godono di un relax che in due settimane (siamo appena partiti) non avremo mai più.

20140813_105758

Non so e non mi interessa sapere che si raccontano i boys durante il massaggio, alle girls tra lo scricchiolio delle articolazioni e gli effluvi del balsamo tigre scatta un’ondata di gossip irrefrenabile su presenti e assenti, come se ci conoscessimo da lunga data. E c’è un delizioso tè allo zenzero per riprenderci dopo il massaggio.

Pausa pranzo: i boys hanno a loro volta perlustrato i dintorni convinti di poter accedere al sentiero fuori Muang Ngoy Newa dove inizia il trekking. Ma hanno trovato quasi subito un cancello chiuso perché negli ultimi anni, con lo sviluppo turistico, le autorità laotiane richiedono una sempre maggiore presenza delle guide per i gruppi di turisti, un modo come un altro per far girare l’economia di un Paese povero e non ancora molto democratico. Quindi non riescono a vedere oltre il cancello, in compenso vedono, anzi sentono, i simpatici regalini che scendono dagli alberi attaccandosi alle gambe per succhiare il sangue. Le sanguisughe sono una presenza costante nella foresta, lo sapevo ed era un buon motivo per affrontare con cautela queste escursioni, almeno in stagione monsonica. Ce la siamo cavata con poco, meglio così. Seguono relax pomeridiano, chiacchiere tra un bungalow e l’altro, ed è presto sera, quando con una Lao beer si sancisce la fine di una giornata in cui non abbiamo potuto fare quasi nulla, ma solo io mi lamento, il gruppo è contento. Cena e rientro alla GH.

La mattina dopo mi sveglio col rumore dell’acqua sulla testa sempre più scrosciante, amplificato dal tetto di legno del bungalow. In certi momenti la sento scendere proprio a secchiate, come ho verificato ieri e com’è prevedibile: a metà agosto siamo in mezzo al monsone.

20140813_155331 20140813_155422 20140813_155433 20140813_155440

Pioverà per quasi 48 ore, se fosse caduta altrettanta acqua da noi sarebbero straripati tutti i corsi d’acqua mentre qui la gente ha continuato a fare le sue cose, tutt’al più chiudendo le serrande dei negozi tanto non c’era quasi nessuno in giro, a parte noi e pochi altri turisti occidentali. Questa è l’unica esperienza di riposo in un viaggio altrimenti frenetico.

20140813_155322 20140813_155230 20140813_155156 20140813_155151

Riportiamo i bagagli a bordo della barca rischiando di scivolare nel fango sempre più spesso. Questa è l’Asia che sognavo, fatta di natura prorompente e avvolgente, con uno scenario attorno al fiume fatto di foreste apparentemente impenetrabili, sovrastate da massi e picchi calcarei avvolti da nebbia e nuvole, con l’umidità che si infila dappertutto.

20140814_082549 20140814_082604 20140814_082614 20140814_082635

L’avevo visto solo in Cina cinque anni fa: dall’acqua viene la vita per le popolazioni che vivono qui intorno, l’acqua è utilizzata nelle attività agricole (anche le risaie sono per me uno stereotipo dell’Asia) ma ne beneficia tutto l’ambiente, piante e animali. Ma quali animali? Non vediamo un solo pesce in acqua, non vediamo quasi uccelli volare nel cielo né animali selvatici nella foresta, a un certo punto anzi scambio dei bufali per elefanti selvatici!! I laotiani, per necessità beninteso, cacciano pescano e mangiano qualsiasi cosa, solo le farfalle non sono evidentemente edibili e nei mercati si vendono insetti improbabili.

Prevediamo 3h di navigazione per scendere ben più sotto di Nong Khiaw, verso Luang Prabang che però si raggiunge via terra, da quando una società cinese (!!!) ha iniziato a costruire una diga con una lunga lista di conseguenze negative prevedibili, all’ambiente e alle persone. Avvolti dal rumore della barca a motore, e soprattutto della pioggia, stiamo in silenzio ognuno coi suoi pensieri. Ma non siamo soli.

20140813_092646 20140813_092700 20140813_092708 20140813_092712

Il nostro piccolo portafortuna fa capolino tra le seggioline e la cabina di comando. Prima rivela i piedini scalzi, poi alza la testa, si nasconde, a un certo punto anche lui vuole guardarsi intorno.

20140814_090451 20140814_090522 20140814_090530 20140814_090537

Ci saluta con un sorriso e ci colpisce con lo sguardo, non vuole giocare a nascondino ma farsi riconoscere. Parla con gli occhi: occhi neri svegli e attenti, corti capelli neri su una faccina chiara e pulita. Il figlio del barcaiolo avrà quattro anni ed è bellissimo, sia quando sta serio (per finta) sia quando sorride; gli faccio decine di foto come per cogliere l’attimo, quei pochi minuti che ci sono concessi per il nostro contatto visivo.

20140814_090748 20140814_090714In vista del ponte sul fiume la barca rallenta e accosta, il nostro piccolo portafortuna si alza e scende, aiutato dalla mamma che lo prende fra le braccia per poi consegnare al padre il pranzo, la schiscetta. Ripartiamo e ci lasciamo Nong Khiaw alle spalle mentre mamma e figlio sono già in cima alle scale, mano nella mano.

20140814_091001 20140814_091022 20140814_091032

I bambini del Laos ci guardano con quegli occhi profondi e innocenti, sono curiosi ma non invadenti, calmi come i grandi, puri e gentili come dovrebbero essere tutti i bambini del mondo.

20140810_162724

20140811_094849

Anche se vestono con pochi stracci sono l’emblema della dignitosa povertà, comune a milioni di abitanti dei paesi più sfortunati del mondo.

20140811_114340

Quando ci vedono entrare in paese ci guardano ma, schivi come sono, non ci vengono incontro. Accettano i nostri piccoli utili regali e i loro occhi brillano, ma non chiedono o sollecitano alcunché.

20140817_134713 20140817_134819 20140817_135047 20140817_135116

E stanno vicino alla famiglia, mamme e papà, come raramente ho visto nel mondo. Padri che tengono i figli in braccio o che camminano tenendoli per mano mi fanno tenerezza, è una forma d’amore e attaccamento che immagino li faccia crescere bene, insegnando loro tante cose utili per quando saranno grandi.

Ti è piaciuto questo post? Allora leggi anche gli altri, li trovi qui:

https://www.gamberetta.it/reportag/asia/ultima-fermata-angkor/

Inoltre vi consiglio di leggere...

2 comments

Rispondi

Una sola parola: tenerezza <3

Rispondi

cara sara grazie. il laos è proprio un posto di magia e pace

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *