Quarto giorno: Saint Florent – Cap Corse – Saint Florent  04 09 2020

Questa è la giornata perfetta perché corre au bord du mer, al bordo del mare. Da Saint Florent giriamo in senso antiorario attorno al dito, fin su a Cap Corse punta settentrionale della Corsica, e torniamo in giù. Andiamo in senso antiorario per avere sempre accanto il sole, che crea luci e riflessi sul mare e sui monti. Ciò significa anche guidare dal lato delle scogliere a picco sul mare. Dobbiamo prestare la massima attenzione perché la strada è strettissima.

pointe du cap corse

Visitiamo brevemente alcuni dei paesi e paesaggi che troviamo a Cap Corse, preziosi ed emozionanti come il maquis, la macchia di alberi sempreverdi che caratterizza questa parte della Corsica. Prendete nota, lassù vedrete le mucche pascolare sulla spiaggia, un faro, isolotti vicini e le isole dell’arcipelago toscano che sembreranno vicine, tanto da toccarle con un dito.

Io sono sempre per i viaggi itineranti e non stanziali, per fare le cose di corsa, per vedere tanto in poco tempo.

Questa è la mia indole milanese interiore, che non voglio scrollarmi di dosso. Anche a costo di stare sempre in auto. Se potete fermatevi almeno 2 – 3 giorni, Cap Corse li merita tutti e vi godrete tutto di più.

Erbalunga

Assomiglia molto ai nostri borghi del sud Italia.

Passeggiamo fra case eleganti, giardini con alte palme e fiori, con una vista sublime sul mare.

Al porticciolo sono ormeggiate barche piccole e “normali”.

Scendiamo sugli scogli a toccare l’acqua, non è fredda! Ed è molto limpida, vediamo un gruppo di sub che si prepara ad immergersi con la muta.

Vediamo qui la prima delle torri di avvistamento di pietra, cilindriche, che punteggiano la costa.

Marina di Santa Severa

Facciamo pausa al bar della marina, con vista sulle barche.

Io ho sete e prendo acqua e menta. Da qui la strada si porta all’interno nel maquis.

Poche tracce umane sono presenti oltre la strada, edifici isolati ma anche resort lussuosi.

Barcaggio

Su su in cima al capo, questa che è la punta di Cap Corse è un “sito naturale protetto”.

Lasciamo l’auto nel parcheggio di un locale, ma non prendiamo nulla perché fanno solo servizio pranzo e non vogliamo fermarci a lungo, cerchiamo piuttosto un bel panino.

Scendiamo alla splendida spiaggia dove fermarsi è d’obbligo, l’acqua del mare è blu che più blu non si può.

In fondo si vede un’altra torre di avvistamento.

Camminiamo su un soffice tappetino di posidonia fra i pochi turisti, mucche e tori che paiono allo stato brado.

Il sentierino prosegue a destra, potremmo camminare a lungo.

Il Sentier du douanier è fatto per i camminatori veri, non come noi.

Poche barche a vela solcano il mare.

A Saint Florent l’ufficio turistico ci aveva proposto una gita in barca, sarà per la prossima volta.

I panorami spaziano all’infinito. Incredibili, per me quasi surreali. Chissà com’è qui in agosto??

Prima dell’arcipelago toscano, relativamente lontano, davanti a noi c’è l’isolotto di Giraglia con il faro e la torre.

Ma non faccio il bagno eh, la mia amica si tuffa in acqua e sembra non abbia voglia di tornare a riva.

Io mi stendo sempre sulla posidonia e mi rilasso guardandomi attorno. Che pace, che silenzio.

Tollare

Finalmente troviamo il cartello Snack bar che fa per noi.

Il pain bagnat presso la spiaggia, sedute a un baracchino, è superlativo. Orezza è la gazzosa aromatizzata, bibita corsa, una bella scoperta. Le chiacchiere con il gestore sono un valore aggiunto.

Ci sono nuove antiche torri, e c’è un altro piccolo porto turistico con lavori in corso, ristrutturazioni, migliorie sempre in chiave di sviluppo turistico. Un posto dove vale la pena fermarsi, anche a lungo.

Centuri

Siamo tornate all’interno prima di riscendere sul mare.

Mi prende solo alla fine questo luogo, all’inizio non capisco bene com’è, vedo solo cemento e barche.

Poi girando attorno e dietro al porticciolo mi innamoro di tutto. Le vecchie case. Le chiesette.

La roccia nuda sovrastante. I tetti in ardesia. Le agavi. I gatti!

Ci sono più pescherecci che barche da diporto, questa è una zona di mare molto pescosa.

Morsiglia

Il vino ci viene incontro qui, quando non ce l’aspettiamo, quasi un errore sul nostro percorso ci porta da Clos Paoli invece che da Clos Pietri consigliato dalla guida (un vero lapsus).

Pur non potendo vedere la cantina né i grappoli in appassimento, peccato, ci fermiamo brevemente nel petit garage dove assaggiamo e compriamo un ottimo vino rosé. Patrimonio è la AOC locale tutta da scoprire.

Siamo sul lato occidentale di Cap Corse, il più selvaggio e impervio. Occhio alla guida!

Canari

Attenzione che ci sono anche cose brutte. In auto parliamo delle miniere senza altri riferimenti che le nostre congetture. E Taac! Una colata di cemento in rovina, prima di Nonza, alla nostra sinistra, annuncia una ex miniera di amianto, il peggio del peggio. Ha dato lavoro per decenni. Ma poi dal 1965, anno della chiusura, ha lasciato una scia di bruttura e inquinamento che ancor oggi si fanno vedere e sentire.

Nonza

Il paese è così iconico che la chiesetta di Nonza è sulla copertina della mia vecchia guida Lonely Planet.

Tutto è assai ben tenuto con veri panorami da togliere il fiato. La spiaggia di sabbia nera.

Ulivi. Bouganvillee.

Scalette in ardesia. Il belvedere della fortezza.

Scrivo sul diario:

Al ritorno la strada è pazzesca, stretta, a tratti ripida. Col sole in faccia, a volte non vedo nulla davanti a me.

Rientrando a Saint Florent saltiamo il Nebbio (di cui Saint Florent è capoluogo). La zona è famosa perché qui si trova il Desert des Agriates, e si producono alcune delle maggiori ricchezze corse: castagne, miele e vino.

Lasciamo l’auto in hotel, ci cambiamo e usciamo subito a piedi per la cena.

All’Altezza è il ristorante sempre in centro che abbiamo prenotato a Saint Florent. L’ambiente elegante fa da cornice a una bella cenetta di pesce, innaffiata da ottimo vino bianco. Lo scorfano è ottimo.

Dopo cena finalmente troviamo un sacco di gente in giro, anzi è fin troppa. Fra i mercatini e la musica dal vivo si creano degli assembramenti da cui fuggiamo a gambe levate. Al porto sono ormeggiate barche enormi e la luna piena luccica fra cielo e mare. Un degno finale di una splendida giornata.

Cosa non ho visto

A Cap Corse ce n’è per tutti, un sacco di posti da visitare e per molti giorni. Al prossimo giro andrò a cercare sicuramente le “case degli americani”, i corsi emigrati in USA da poveri e rientrati da ricchi. Pare che ce ne sia un centinaio di cui alcune abitate, altre in rovina, che peccato!

Quinto giorno: Saint Florent – Bastia (auto)  05 09 2020

Europa è il bar dell’omonimo hotel, sulla Place des Portes, al centro di Saint Florent. Volevamo dormire qui ma non c’era posto, l’atmosfera che si respira in questo isolato è un poco rétro, un poco chic, molto français.

petit déjeuner

Mentre al bar Europa prendiamo caffè, pane e marmellata, immaginiamo i signori che giocano alla pétanque sullo spazio antistante, li abbiamo visti al pomeriggio al nostro arrivo, ma non ci sono alle otto di mattina.

Ieri abbiamo fatto colazione al baretto più a destra con i tavolini di vimini, dolcetto caffè e people watching. Che bella gente abbiamo attorno a noi, che bello osservarli in silenzio, minimizzare le nostre parole in italiano per camuffarci e non farci riconoscere…

Facciamo spese al supermercato e in farmacia, poi prendiamo l’auto e in meno di un’ora, incluse soste per foto, siamo di ritorno a Bastia. Sopra il palazzo di giustizia c’è una strada in salita con alcuni parcheggi liberi, senza strisce blu.

Scendiamo a piedi per visitare la Cittadella che brilla di luce e colore.

bastia la cittadella

Quassù i palazzi e le chiese si aprono su ampie piazze ariose, che contrastano con gli stretti carrugi.

Il Palazzo dei Governatori è ora museo ma ha alle spalle una lunga e travagliata storia.

Ci sono anche tanti negozi, locali e case comuni dove scorre la vita normale della gente comune.

Guardiamo oltre le mura sul Vieux port, il porto con le navi traghetto che ci aspettano, il mare.

E all’orizzonte le isole che sono già Italia, arcipelago toscano.

Un battesimo e un funerale ci fanno vedere i volti della gente, ora allegri e ora tristi.

Passiamo un bel po’ di tempo al mercato.

Le poche ore disponibili per andare a passeggio per Bastia finiscono presto, abbiamo tempo per prendere l’ultima baguette da mangiare sulla nave, risaliamo a prendere l’auto e andiamo al porto. Bastia è una città da vivere di giorno e di sera, ne sono certa, da qui parto e qui ritornerò a scoprire un altro pezzetto di Corsica, l’isola della bellezza.

Il racconto della giornata sui social network

[L’itinerario di oggi da Saint Florent a Cap Corse]

  • Erbalunga.
  • Marina di Santa Severa.
  • Barcaggio e Tollare.
  • Centuri.
  • Morsiglia.
  • Nonza.

Siamo salite in auto sin sulla punta del dito, estremità settentrionale della Corsica, in senso antiorario in modo da avere sempre il sole accanto fin quasi alle otto di sera. Ci siamo fermate in paesi dall’atmosfera rilassata, in villaggi di pescatori da poco convertiti al turismo, in spiagge tranquille con pochi bagnanti e tante mucche (segue)

#gamberettaincorsica jour 4

https://www.instagram.com/p/CEuzDuzqXmc/

[L’itinerario di oggi da Saint Florent a Cap Corse] L’acqua era chiara e limpida, c’erano barche e isolotti all’orizzonte, torri genovesi a farci da guardia. E poi la Liguria e le isole dell’arcipelago toscano. La quiete palpabile, l’assenza di vento, la temperatura perfetta ci hanno fatto sentire in paradiso. Come nei giorni scorsi la strada è stretta e scoscesa, con dei precipizi da far paura che scendono a mare. Rientrando a Saint Florent c’era un tramonto infuocato, forse più bello di quello di ieri #gamberettaincorsica jour 4

https://www.instagram.com/p/CEvesHZqxoI/

Tra i ricchi menù (sia di carne sia di pesce) dei ristoranti di Saint Florent, ci sono anche le cozze di Diana, 25 euro sono sufficienti per consumare un’ottima cena, inclusi acqua e vino. Ieri sera ho preso la zuppa di pesce, un filetto di triglia con contorno di verdure e la crostata di mele al miele. Oppure potevo riprendere un chilo di cozze con patatine fritte per la modica cifra di 12 euro, acqua e vino a parte. Certo io pensavo di trovarmi in un borgo marinaro pieno di vita notturna, movimento e musica nei locali, invece la gente è tranquilla e silenziosa. Non parla ma sussurra. E la musica c’è ma a basso volume. Forse non vogliono disturbare coloro che per soggiornare hanno scelto le numerose barche ormeggiate al porto, da ammirare durante la passeggiata dopo cena. Pure la luna piena ci voleva dire qualcosa mentre saliva nel cielo sgombro di nuvole. Ma non ho ben capito. Stasera torniamo, ho qualche domandina da farle! #gamberettaincorsica jour 3

serata al porto di saint florent

https://www.instagram.com/p/CEs7fWbq-ft/

Patrimonio è la AOC che circonda SF, è una sequenza ininterrotta di vigneti e cantine collocate fra il mare e il maquis, come chiamano la macchia mediterranea. Sono pronta per un winetour corso, qualcuno vuole venire?? #gamberettaincorsica

https://www.instagram.com/p/CE3pV8Sqcd1/

Al mio rientro in Italia, traumatico come e più del solito, preferisco rivedere le immagini dei giorni felici in Corsica. Oggi vi mostro una piccola degustazione di rosé sulla strada per Saint Florent, da Clos Paoli, che chiama petit garage la saletta di assaggio. Avevo chiesto se potevamo andare in cantina, in vigna, a vedere i grappoli che ora appassiscono sui tetti di ardesia. Alla risposta negativa mi sono accontentata di un assaggio, ho tempestato di domande l’uomo qui ritratto e sono uscita felice con due bottiglie in mano #gamberettaincorsica jour 4 #atoutfrancestampa #explorefrance

https://www.instagram.com/p/CE3phiWqoCR/

La cucina corsa è un’altra piacevole sorpresa di questa mia mini vacanza. Sana e leggera, gustosa e genuina, proprio come i corsi. Con ampia scelta di materie prime locali anche se tante cose devono essere importate perché si producono in quantità insufficiente. Come le castagne ad esempio. E che si vendono a caro prezzo! Ieri abbiamo cenato da L’altezza uno dei tanti ristorantini nella piazzetta di Saint Florent vicino al porto. Il menù di tre portate più che soddisfacente, innaffiato con il vino Patrimonio AOC (un vanto della Corsica) che si produce proprio sulle colline qui attorno, si è concluso con un bicchierino di mirto. Cincin anzi santé! #gamberettaincorsica jour 4

https://www.instagram.com/p/CEvhDGDK4E7/

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