
Lendinara è una piacevole cittadina della provincia di Rovigo. La scorsa primavera ho visitato Palazzo Malmignati e con l’occasione ho fatto una bella passeggiata in centro, pieno di attrattive storiche e culturali per cui Lendinara è nota come la Atene del Polesine. Lendinara è perfetta da visitare a piedi. Il 25 aprile c’era la festa di San Marco ed era pieno di gente dappertutto.


Anche nel 2019 ero stata qui, in primavera, ma c’erano molte meno persone. Le mie vecchie foto sembrano cartoline di un tempo passato. Oggi in effetti ci sono delle vecchie foto in bianco e nero di grande formato esposte alle pareti degli edifici del centro.
Dove ci troviamo
Lendinara si trova a pochi chilometri a ovest del capoluogo Rovigo, ha circa 11.000 abitanti ed è il quinto comune per popolazione, in ordine:
- Rovigo,
- Adria,
- Porto Viro,
- Occhiobello,
- Lendinara.
Confina con otto comuni. In provincia di Rovigo Badia Polesine, Castelguglielmo, Fratta Polesine, Lusia, San Bellino, Villanova del Ghebbo. In provincia di Padova Piacenza d’Adige e Sant’Urbano. Inutile dire che queste sono tutte località carine che conosco, ma soprattutto dai miei giri di lavoro e quindi viste di sfuggita senza impegno. Da quando mi sto impegnando per vederli tutti uno a uno sto facendo scoperte interessanti, è una promessa che ho fatto a me stessa.
A passeggio nel centro di Lendinara


Lungo l’Adigetto si affacciano bei palazzi, gli spazi verdi contengono richiami alla storia antica, come recita questo pannello. Lendinara è un importante centro dal punto di vista storico, artistico, culturale, religioso. Potrei arrivare a Badia Polesine seguendo il corso dell’Adigetto, a piedi o in bici, ma vado dall’altra parte…


Dal Teatro Ballarin del secolo XIX, con il cartellone degli spettacoli bene in vista, mi porto verso il centro in Piazza Risorgimento con la colonna al centro e in cima il Leone di San Marco. Tutto attorno insigni palazzi:
- il Municipio,
- Palazzo Pretorio,
- la Torre civica.
I palazzi


Il confine con Ferrara è vicino. Per lungo tempo Lendinara è stata sotto il dominio di Padova, poi degli Estensi, infine dei Veneziani. Nobili famiglie costruirono i loro palazzi di rappresentanza, edifici civili che riflettono il periodo storico. Dopo la visita a Palazzo Malmignati ho visto:
- Palazzo Ca’ Dolfin Marchiori in Via Garibaldi, secolo XVI,
- Casa dei Mario. Casa Baccari, secolo XVIII.
Le chiese di Lendinara


Da Piazza Risorgimento prendo via Santa Sofia, una delle due vie parallele che portano fuori alle chiese principali (peccato che molte siano chiuse) e alle mete di pellegrinaggio.
- La più antica del XI secolo è anche la chiesa più piccola, dedicata a San Giuseppe, con il campanile staccato.
- San Biagio è di epoca settecentesca,
- il Duomo di Santa Sofia con il suo campanile altissimo, oltre 90 metri.
Il Santuario della Madonna del Pilastrello spicca per la sua imponenza e con la statua della Vergine, a cui si attribuiscono poteri miracolosi. Inizialmente edificata nel secolo XVI, fu ricostruita a partire dal Settecento con le forme attuali.
Curiosità


In Vicolo Castello una pietra d’inciampo ricorda Herbert Marbach. Nato a Vienna e giunto a Lendinara per rifugiarsi dalle persecuzioni naziste, fuggì poi a Roma, fu catturato e deportato ad Auschwitz. Le comunità ebraiche vissero lungo il grande fiume Po, si dedicarono alle loro attività manifatturiere e commerciali favorite proprio dalle vie d’acqua.
Quando andare a Lendinara
Suggerisco sempre di visitare queste zone nelle mezze stagioni, quando non fa né caldo né freddo. Ci sono due grandi occasioni per vedere Lendinara vestita a festa: ad aprile per la fiera di San Marco e a settembre per la… Fiera di Lendinara con oltre 360 anni di storia alle spalle!
Come arrivare a Lendinara
Si può prendere il treno da Rovigo per arrivare a Lendinara ma io ci sono andata in auto, tutto su strade statali e senza prendere l’autostrada. Ho parcheggiato e sono andata in giro a piedi.
Il racconto della visita sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog
19 07 Cartoline da Lendinara (Ro), quante cose ci sono qui nella “Atene del Polesine “? Molte chiese del Settecento. San Biagio. Duomo s Sofia. La piccola chiesa s Giuseppe invece è del XI sec e con il campanile staccato, il Santuario madonna pilastrello sec XVI. Gli edifici civili: Casa dei Mario. Casa Baccari sec XVIII. Teatro Ballarin sec XIX. E poi la grande piazza con casa Sabini. La Torre dell’orologio sec XVIII. Vicolo castello ha una pietra d’inciampo dedicata a Herbert Marbach.
01 05 Sulle scale di Lendinara una settimana fa. Qui ho pensato ai ghat in India, con tutti questi canali e gli edifici che vi si rispecchiano. Buon primo maggio amicies voi che fate di bello?
La provincia di Rovigo sul blog Gamberetta
Ho parlato varie volte sul blog di questa provincia di confine tra Veneto ed Emilia Romagna, tra terra e acqua. Rovigo è presente sul blog con le mostre nei palazzi del centro: Palazzo Roncale e Palazzo Roverella. E con sedi museali uniche come il Museo dei Grandi Fiumi. Sto scrivendo nuovi articoli su Rovigo e provincia, finora vi ho portato in posti dove si respira la storia, o dove la natura la fa da padrona:
Fratta Polesine https://www.gamberetta.it/it/2024/06/17/cosa-vedere-fratta-polesine/
Polesella https://www.gamberetta.it/it/2025/07/03/casa-dellalma-la-tua-dimora-di-charme-a-polesella/
Porto Tolle https://www.gamberetta.it/it/2026/03/31/delta-del-po-bici-barca-porto-tolle/
Visitare la provincia di Rovigo
Quella che sulla carta si presenta come una distesa pianeggiante con campi coltivati, paesi sparsi, fiumi che tracciano la fine del loro percorso fino al mare Adriatico, è in realtà un macrocosmo tutto da scoprire. La provincia di Rovigo ha grossi centri abitati collegati da strade dritte e larghe e, più spesso, vie strette e sinuose che seguono il corso di fiumi e canali. Perché mi piace visitare la provincia di Rovigo? Proprio per la sua genuinità e tranquillità, mantenuta nonostante lo sviluppo economico e sociale degli ultimi decenni, diciamo dopo la disastrosa alluvione del Polesine. Nel novembre 1951 il Grande Fiume ruppe gli argini in più punti causando morte e distruzione, fu un vero punto di svolta drammatico che portò molte persone ad andare via. Molto è cambiato da allora, la storia millenaria e la cultura locale sono state messe in luce, sono sorti luoghi di ospitalità che rispettano la tradizione e si adattano alle odierne abitudini di consumo di viaggiatori e turisti.
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