Ferrara è la città del Castello Estense e di Palazzo Diamanti, gioielli sfavillanti che meritano una visita approfondita e fanno brillare questo capoluogo emiliano al confine con il Veneto a nord, e la Romagna a sud. Tutto attorno la provincia di Ferrara si estende dalla pianura al mare, dalle vaste aree coltivate al Delta del Po ai Lidi ferraresi. Il luogo ideale da scoprire a passo lento, a piedi, in bici, in barca.

All’inizio di ottobre ho partecipato a un viaggio stampa incentrato proprio sui percorsi in bicicletta. Un press bike tour di tre giorni sono stata in compagnia di una decina di giornalisti con cui mi sono tanto divertita… pedalando in città e in campagna. Facevamo fatica e ci siamo stancati ma eravamo in piano, quasi sempre su strade poco trafficate, o sugli argini dei canali, non c’era nessuno attorno a noi.

In bici tra valli e delizie

L’itinerario cicloturistico In bici tra valli e delizie si sviluppa ad anello tra oasi naturalistiche e dimore estensi. Lungo 180 km circa, durata consigliata quattro giorni, si sviluppa in pianura e pertanto è adatto a cicloturisti anche non esperti. Alterna piste ciclabili a strade sterrate o poco trafficate. L’itinerario incontra città e paesi ricchi di storia, il Parco Regionale Delta del Po e siti patrimonio UNESCO. Le tappe in sintesi:

  • Giorno uno: Ferrara – Ostellato km 41
  • Giorno due: Ostellato – Comacchio km 31
  • Giorno tre: Comacchio – Argenta km 62
  • Giorno quattro: Argenta – Portomaggiore – Argenta – Ferrara km 48.

In bici da Ostellato a Comacchio

Ferrara e Comacchio sono distanti circa 60 chilometri, giovedì primo ottobre percorriamo in bicicletta la seconda metà del percorso da Ostellato a Comacchio, ho misurato alla fine una distanza di 33 km. Partiamo dalle Vallette di Ostellato, la prima metà del percorso è quasi tutta lungo gli argini dei canali, solo il primo tratto su strada asfaltata. La mano dell’uomo è ovunque, sia sulla terra che nelle opere idrauliche, necessarie oggi come nel passato. Casse di espansione e idrovore fanno ormai parte del paesaggio.

Nella seconda metà c’è di nuovo l’asfalto, ma senza auto: pedaliamo protetti dalle fronde di alti alberi, circondati da campi coltivati dove vediamo solo alcuni trattori al lavoro, aironi bianchi al seguito e le rotoballe che amo, dove faccio le consuete foto in posa. Alla fine dell’estate continuano le attività agricole, ci siamo appena lasciati alle spalle una lunga estate calda, solo ora la campagna respira e si rigenera almeno un poco.

Apprezzo molto la visione di questi paesaggi che, sebbene a volte monotoni, sono diversi dagli scenari urbani. Io sono abituata a pedalare su distanze più piccole, 10 – 20 chilometri, soprattutto in città, ho fatto fatica a fare 33 km ma ero in ottima compagnia, sia dei compagni di viaggio sia delle guide con le loro spiegazioni esaurienti e appassionate.

Visita di Comacchio

Quella che molti chiamano una piccola Venezia, per me è la città delle anguille che per Comacchio sono decisamente il prodotto di punta. L’anguilla marinata è presidio Slowfood, le anguille si possono consumare in diversi modi e si prestano ad essere conservate con una lavorazione tradizionale, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere nel nuovo museo appena aperto. Si chiama Manifattura Marinati, è un ecomuseo e spazio di educazione, enogastronomia, cultura, eventi.

Mollate le biciclette andiamo a piedi in centro storico per una passeggiata e il pranzo. Comacchio si sviluppa attorno ai canali uniti da ponti, tra i quali Trepponti con la sua scalinata scenografica è un punto di osservazione speciale. Sui canali si specchiano file di casette colorate e si affacciano molti locali. Spicca la sagoma del Museo del Delta Antico con al suo interno i preziosi tesori, che ci restituiscono la storia antica locale e i collegamenti con i primi abitanti che si sono insediati nell’alto Adriatico, sin dall’epoca etrusca.

La Cattedrale di San Cassiano costruita in mattoni ha una storia interessante, l’impianto attuale è settecentesco ma le sue origini vanno indietro, addirittura agli antichi Romani. Il campanile spicca accanto a lei, staccato. Mi piace tutto di Comacchio e una cosa speciale sono i portici: ho amato il Loggiato dei Cappuccini sin dalla prima visita, quasi dieci anni fa. Quello che oggi appare come un viale porticato dritto ed elegante, è nato come via di transito dal centro alla zona di lavorazione del pesce, alternativo alla via d’acqua adiacente, un canale ora interrato.

Le valli di Argenta

Dal fiume Reno alle valli di Campotto, fino alle più famose valli di Comacchio, Argenta è in un certo senso circondata dall’acqua. Le Valli di Argenta fanno parte del Parco Regionale del Delta del Po, zona umida ampia ben 1.600 ettari. Parte dell’Ecomuseo di Argenta, comprende anche Museo Civico e Museo della Bonifica. Siamo in provincia di Ferrara, ma non è lontano il confine con le province di Bologna e Ravenna. Un confine fluido.

Invece di visitare il centro storico nel tardo pomeriggio andiamo verso Cassa Bassarone e Cassa Campotto, due chilometri di passeggiata fino a un punto di osservazione e birdwatching per ammirare un tramonto infuocato. Oltre allo spettacolo del sole che scende sull’acqua, con pennellate di luce di tanti colori, tanti uccelli ci allietano la vista tra cui: oche selvatiche, cormorani, folaghe, diverse specie di aironi, ibis, cigni. Altri sono presenti ma non li abbiamo visti.

I cigni ormai si trovano in centinaia di unità nonostante, come gli ibis provenienti dal Nordafrica, non siano una specie autoctona. Degli animali autoctoni e alloctoni potremmo parlare a lungo ma non sono la persona più esperta. Le famigerate nutrie, per esempio, anni fa non si vedevano sugli argini delle nostre campagne. Eppure ora fanno parte del paesaggio, nel bene e nel male, fanno molti cuccioli e molti danni, e purtroppo non è per niente facile gestirle – anzi non è chiaro cosa si dovrebbe fare per tenere sotto controllo una popolazione crescente. Io le trovo tenere e inoffensive ma mi rendo conto che molti non la pensino così…

Il territorio pianeggiante di Argenta è circondato da corsi d’acqua che l’uomo ha imparato sulla sua pelle a gestire. Le bonifiche sono iniziate tanto tempo fa e oggi la tecnologia aiuta a prevedere le condizioni meteorologiche, ma gli eventi atmosferici sempre più forti (e ovviamente i cambiamenti climatici) impegnano le autorità pubbliche e anche i privati a mettere in campo azioni preventive e importanti investimenti.

Le Delizie Estensi

Abbiamo visitato due delle Delizie Estensi: la Delizia del Benvignante e la Delizia del Verginese. La prima si trova nel comune di Argenta, la seconda in quello di Portomaggiore. Tra le due ci spostiamo in bicicletta ovviamente, per circa 12 chilometri percorsi in un’ora scarsa, tra strade trafficate e stradine silenziose in mezzo alla fertile campagna ferrarese. Prendendo gusto e pedalando velocemente, praticamente non ci fermiamo, ho solo un paio di immagini a corredo. Ma non eravamo stanchi? Evidentemente no…

Luoghi di svago come le ville che punteggiano le campagne in varie zone d’Italia, le Delizie Estensi sono una cinquantina di dimore rinascimentali, residenze di campagna volute dai D’Este costruite tra Quattrocento e Cinquecento. Le Delizie Estensi oggi sono tornate, o stanno tornando, agli antichi splendori. Attualmente una decina di Delizie Estensi sono fruibili per gli abitanti e per i visitatori. Nel 1999 sono diventate patrimonio UNESCO con questa motivazione:

“Le Delizie Estensi illustrano in modo eccezionale il riflesso della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale”.

Grazie a questo riconoscimento possono affrontare un lungo percorso di valorizzazione.

La Delizia del Benvignante

Voluta da Borso d’Este, la Delizia del Benvignante è un luogo fatto per stare bene e lo dice pure il nome, come altre vicine dimore (Belriguardo, Bellombra) situate in provincia di Ferrara e nelle vicine province di Rovigo e Modena. Le imponenti proporzioni dell’edificio in mattoni, con il torrione merlato centrale con funzione di controllo, si vedono dalla strada. Nella corte interna il prato e un pozzo introducono al viale alberato e al parco. Ancora terra e acqua vicine.

La Delizia del Verginese

Voluta da Alfonso I d’Este, duca di Ferrara, per la compagna Laura Dianti, la Delizia del Verginese fu costruita nel Cinquecento come luogo di svago, poi è diventato villa nobiliare con rimaneggiamenti che si sono susseguiti nei secoli. L’edificio è caratterizzato da sobrie proporzioni e un profilo raffinato con torri merlate. Sul retro il giardino e il brolo, dove si coltivano erbe aromatiche e alberi da frutta, mentre l’interno ospita una piccola ma preziosa sede museale dedicata all’archeologia: il Sepolcreto dei Fadieni contiene i reperti rinvenuti nella vicina necropoli romana, che ha aperto nuove prospettive sugli antichi abitanti, i traffici e i commerci in quest’area.

Visita guidata di Ferrara in bici

Il nostro viaggio è iniziato ed è terminato a Ferrara, dove tutti e dieci siamo arrivati in treno. Il primo giorno abbiamo visitato il centro storico sempre in bicicletta, quando si dice che la città è bike – friendly è vero! Forse non è amica dei tacchi, con tutti i sanpietrini e i ciottoli sulle strade deve essere un’impresa camminare con un tacco 12 (o anche meno). Ferrara è amica delle bici e se ne trovano in giro tantissime, utilizzate da tutti, grandi e piccini, di giorno e di sera, bisogna solo fare attenzione e rispettare le altre persone.

Più volte mi sono fermata a Ferrara ma in modo fugace, di passaggio o per vedere una mostra. Ora posso dire che conosco meglio l’anima tranquilla e operosa della città e dei ferraresi, anche se mi mancano molti luoghi da vedere sono felice di averne approfondito alcuni aspetti. Come la comunità ebraica che è un tema ricorrente delle mie visite alle città.

Ferrara è una splendida città con oltre 100.000 abitanti, una storia gloriosa, un’anima medievale e una forte impronta rinascimentale che le è valso il titolo di patrimonio UNESCO. In due ore pedaliamo alla scoperta di chiese e palazzi, monumenti e giardini. Con aperitivo finale in piazza, proprio di fronte al Castello Estense. Nel corso dei secoli ha incrociato i destini di Venezia e Mantova, luoghi d’origine della mia famiglia.

Prima di unirmi al gruppo ho girato da sola a piedi per tre ore, è stato un tempo prezioso per me e per questo scriverò un articolo dettagliato su Ferrara, di seguito trovate una sintesi del nostro itinerario in bici:

  • Castello Estense,
  • Addizione Erculea,
  • Palazzo Diamanti,
  • Certosa di San Cristoforo,
  • Parco Massari,
  • Ghetto ebraico,
  • Duomo

La cucina e i vini del territorio

Una cucina di terra che incontra il mare con tutti i suoi prodotti dall’agricoltura, allevamento e pesca. I vini delle sabbie leggeri e perfetti per i consumatori di oggi e di domani. Prodotti stagionali freschi e a km zero. Benvenuti in provincia di Ferrara! Le delizie estensi sono state anche quelle del palato per me, a iniziare dalle coppiette lo squisito pane di Ferrara.

  • la zucca preparata in diversi modi, nei cappellacci e in un tortino (indimenticabili),
  • le melanzane alla parmigiana, un evergreen,
  • i formaggi freschi e stagionati abbinati a miele e confetture,
  • il pesce fritto con la polenta,
  • il caviale di storione,
  • la tenerina che tra i dolci batte tutti. Che bontà!

Niente anguilla, mi dispiace perché l’ho assaggiata nove anni fa proprio a Comacchio, ma ha un gusto così particolare che non piace a tutti. La sagra dell’anguilla si svolge tra fine settembre e metà ottobre, se siete appassionati segnatevi l’appuntamento sul calendario.

Dove mangiare e dormire

Tra un albergo nel centro di Ferrara (Hotel Carlton) e un agriturismo (Agrilocanda Valcampotto) nelle campagne di Argenta, ci siamo mossi in città e fuori. Abbiamo provato vari luoghi di ospitalità, imprese familiari impegnate da diverse generazioni. Dove si sposa la filosofia del km zero apprezziamo la produzione propria e la sinergia con le aziende vicine. Alcune proseguono nel solco della tradizione, altre fanno scelte coraggiose con proposte eleganti più vicine al fine dining.

Spero di tornare in provincia di Ferrara per mettermi di nuovo in sella a una bici, ora che ci ho preso gusto. E poi vorrei camminare e andare in barca. Il press bike tour “In bici tra valli e delizie” è stato organizzato dal consorzio Visit Ferrara in collaborazione con le amministrazioni locali. Ringrazio persone che abbiamo incontrato per la pazienza, la competenza e l’entusiasmo.

Per saperne di più https://www.visitferrara.eu/it/da-vedere/in-bici-tra-valli-e-delizie 

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