Anche quest’anno sono stata in Basilicata in primavera, alla fine di maggio 2023 per la precisione, a continuare una consolidata abitudine iniziata ben otto anni fa. Paese che vai, vino che trovi è il titolo del viaggio stampa condiviso con quattro colleghi giornalisti e blogger, un’immersione di quattro giorni dal 25 al 28 maggio in terra lucana. Lo scorso anno, all’inizio di giugno del 2022, a bordo delle Macchine narranti di Rabite Bus siamo partiti da Matera e siamo giunti ad ammirare il mar Tirreno a Maratea.

Grazie all’organizzazione di Elle Viaggi agenzia di Tursi (MT) quest’anno abbiamo percorso le strade lucane dalla montagna al mare Ionio, dalla bellezza accecante di Matera – nuovamente – alla bellezza senza tempo di Metaponto, passando per paesini isolati come Chiaromonte, o in parte abbandonati come Tursi, dove abbiamo fatto base. Nel corso di Paese che vai, vino che trovi il filo conduttore del tour era proprio il vino: abbiamo conosciuto alcune cantine che esprimono bene il terroir a cui appartengono, pur non essendo nella zona enologica più famosa del Vulture, patria del famoso Aglianico. Abbiamo assaggiato altri vini soprattutto da vitigni autoctoni, sia a bacca bianca come il Greco, sia a bacca rossa come il Primitivo. Abbiamo mangiato e bevuto bene, e su questo non avevo dubbi, con la riprova che al sud l’accoglienza è speciale.
Stringerci attorno al fuoco del camino (ebbene sì, a fine maggio), condividere un tavolo di legno con persone sconosciute, preparare con le nostre mani le pietanze della cucina tradizionale povera, sono esperienze impagabili, letteralmente non hanno prezzo. E poi perché questa cucina si dovrebbe chiamare povera non lo so. Bando alle ciance, seguitemi nel racconto di questi giorni lucani, che va a braccetto con il racconto che le persone incontrate in Basilicata mi hanno lasciato: chi fa il vino, chi si occupa di ospitalità. Chi insomma ci ha fatto stare bene in viaggio. A loro va il mio sentito ringraziamento, assieme a Lamberto, Stefania, Simonetta & Simonetta miei super compagni di viaggio. E ultimi, ma non ultimi, grazie a Luigia e Carmine di Elle Viaggi: senza di loro non saremo scesi in Basilicata, “per colpa loro” ho tanta nostalgia della loro terra e voglia di visitare ancora altri paesi, conoscere la gente, camminare. Proprio dei cammini abbiamo parlato a fine giro, sarebbe bellissimo scoprire a piedi questa piccola regione. Andiamo?
Cantine Taverna Nova Siri MT


Se pensiamo ai vini della Basilicata ci viene subito in mente l’Aglianico. E il primo luogo deputato alla produzione del vino lucano è il Vulture “ex vulcano” che ci ha lasciato una terra fertile dove le viti crescono rigogliose. Ma Nova Siri è altrove, nella parte orientale della regione, quella che guarda al mare Jonio e confina con altre due grandi regioni, Puglia e Calabria, produttrici di grandi vini. Qui a Nova Siri si trova Cantine Taverna, la prima bella scoperta del nostro viaggio in Basilicata. Innanzi tutto è un’azienda agricola a vocazione mista dove agricoltura e allevamento convivono, su una grande superficie di circa 200 ettari di cui per ora 20 ettari, solo un decimo, sono vitati. Il territorio circostante è prezioso e lo vediamo brevemente al nostro arrivo.
Attorno alle vigne, su parcelle diverse e con nuovi impianti presto in produzione, si trovano campi coltivati a frutteti (albicocche), serre (meloni), distese di fragole che a fine maggio ci hanno regalato dolcissimi frutti da mettere vicino ai loro ottimi vini. Queste piccole vigne si affacciano sulle montagne ancora innevate, a fine maggio! Per arrivarci siamo saliti dietro la tenuta dove, nascosto nel bosco, si trova un sito archeologico. Un posto evocativo e magico per me che, quando ero giovane, avevo delle velleità archeologiche (poi messe da parte per fortuna). Il primo luogo che ci hanno fatto vedere al nostro arrivo è stata per me una bella scoperta, una grande emozione, assieme ai campi fioriti che si alternano ai vigneti.


I vini di Cantine Taverna sono da vitigni autoctoni come Greco, Primitivo e pure Aglianico (diverso da quello del Vulture) e vitigni internazionali come il Pinot bianco. Pasquale Lunati e la famiglia gestiscono Cantine Taverna, la loro Matera DOC è una denominazione tutta da scoprire. Appartengono a FIVI la grande famiglia dei vignaioli indipendenti, che per me è sempre fonte di ispirazione per la ricerca di vini particolari e delle persone che fanno i vini. Loro stessi me lo hanno raccontato. Intanto vedete cosa abbiamo assaggiato:
- Matera greco DOP.
- Primitivo Basilicata rosato IGP.
- Primitivo DOP.
- SenSO2 vini senza solfiti aggiunti: Pinot bianco e rosato frizzante metodo ancestrale.
Per saperne di più https://cantinetaverna.wine/
Valsinni



Ero già stata a Valsinni nel 2022, per cercare Isabella Morra e ripercorrere le orme di questa donna coraggiosa e sfortunata, nel parco letterario a lei dedicato. Pensate a una piccola regione come la Basilicata, quanta cultura sa esprimere sia oggi, sia nei ricordi del passato. E pensate quanto sono preziosi i parchi letterari, che ora custodiscono i luoghi e le parole di chi li ha vissuti: un bel connubio di paesaggio e cultura, da vedere attraverso le opere dei loro poeti e scrittori.
Policoro


La spiaggia di Policoro a fine maggio è una lunga distesa di sabbia deserta, ottima per una passeggiata, dopo tutte le visite e degustazioni di questa giornata. Siamo sul Mar Jonio sinonimo di Magna Grecia che vedremo nella sua massima espressione alla fine del tour. Policoro si sviluppa fra il mare e l’interno, fra le sue fertili pianure e il centro storico. Con i suoi 17.000 abitanti è la terza città della Basilicata dopo i due capoluoghi, Potenza (64.000) e Matera (59.000), perché lo scrivo? Per l’importanza di questa piccola grande regione bagnata da due mari, con un totale di mezzo milione di abitanti sparsi nei suoi 131 comuni. Ora però vi faccio vedere il mare, ho bisogno di rinfrescare i corpo e la mente, acqua e sabbia sono perfette per lo scopo. Tolgo i sandali e metto i piedi in acqua, vado su e giù sul bagnasciuga allontanandomi per un attimo dai compagni di viaggio. Piccole barche in secca attendono il loro marinaio per riprendere il mare. I chioschi cominciano a diffondere la loro musica nell’aria, in preparazione per la stagione balneare alle porte. Chissà che il 2023 sia una bella estate, me lo auguro per tutti, operatori e visitatori.
Masseria Viviano Tursi MT


Una grande e moderna azienda zootecnica a filiera integrata: questa è Masseria Viviano. Si trova in località Pescogrosso a Tursi e oggi è condotta da tre baldi giovani pieni di idee ed energia. Sono la quarta generazione che si occupa di agricoltura e allevamento (bovini, suini, ovini) in maniera imprenditoriale, anche grazie agli studi portati a termine con successo. Nei 300 ettari di estensione dell’azienda, accanto alle attività produttive e commerciali (macelleria) è importante la parte divulgativa. La fattoria didattica costituisce il percorso educativo, atto a trasmette il valore della terra per le future generazioni.
Per saperne di più https://masseriaviviano.it/
Il racconto della giornata di oggi, 26 maggio, sulla pagina Facebook Gamberetta Travelblog,
2605 Basilicata giorno 2, una giornata piena! Oggi il nostro bel gruppo di blogger e giornalisti si completa con l’arrivo di Simonetta (Ritagli di Viaggio). Stamattina iniziamo col botto. Cantine Taverna a Nova Siri condotta da Pasquale Lunati, azienda agricola di ben 200 HA di cui solo 20 ettari vitati. Prima della cantina visitiamo il vigneto nuovo passando per un bosco e un antico insediamento termale romano. Degustazione di cinque vini e poi pausa pranzo a Tursi. Valsinni al pomeriggio è un gradito ritorno per me, nel parco letterario, guidati da Calliope musa della poesia e da Carmen la nostra vera guida. L’aria è frizzante quassù, c’è vento e c’è stato un acquazzone all’ora di pranzo. Pioverà domani? Per riprenderci dopo tanto cibo e vino facciamo una passeggiata sulla spiaggia solitaria di Policoro che mi dà un sacco di energia. E tornati a Tursi finiamo in bellezza assaggiando i prodotti di Masseria Viviano condotta da tre giovani pieni di idee imprenditoriali, una boccata di ossigeno per il sud più laborioso e ingegnoso, così mi piace!
Tursi MT


A Tursi dormiamo e da Tursi partiamo, sabato 27 maggio. Anche questo è per me un gradito ritorno dopo la visita del 2022 e permane la sensazione di essere piccola piccola, di fronte ai panorami sconfinati che si ammirano da qui. Il tempo, estremamente variabile, passa dal tepore primaverile alla pioggia battente. Anche Tursi ha un pregevole parco letterario, dedicato al poeta Albino Pierro. Bella è la sua casa museo e ancora più belli sono i muri parlanti, dove le sue poesie spiccano per intensità e attualità. A piedi scopriamo il suo gioiello più prezioso, Santa Maria Maggiore, la chiesa di Tursi con la bellissima cripta affrescata. Poi vediamo alcuni angoli nascosti della Rabatana, giù fino al paese nuovo in fondovalle dove ci fermiamo per un aperitivo nella piazza del paese. Approfitto per farmi uno dei famosi selfie col sindaco, Salvatore Cosma.


La rinascita del borgo, che ora conta quasi 5.000 abitanti, è stata avviata da qualche tempo. La Basilicata è da sempre terra di migranti, i lucani nel mondo sono tanti e ascoltare le loro storie è importantissimo per me! Fondamentale è stato il faticoso lavoro di chi ha deciso di restare qui, o di tornare dopo un periodo trascorso lontano per prendere in carico le vecchie case in pietra, per farle belle e dedicarsi all’ospitalità di qualità. Uno di questi è Paolo il nostro “padrone di casa” proprietario del Relais Palazzo dei Poeti dove alloggiamo. Palazzo dei Poeti è albergo e ristorante, oggi pranziamo qui prima di riprendere il cammino a bordo del nostro pulmino. Attraversiamo i paesaggi selvaggi dei calanchi, punteggiati da antiche chiese e paesi suggestivi. I più famosi fra questi sono il santuario di Santa Maria Regina di Anglona e il borgo fantasma di Craco.
Chiaromonte PZ



Questo delizioso paese con poco meno di 2.000 abitanti si trova nel parco del Pollino, al confine con Puglia e Calabria. In fondovalle scorrono due fiumi, Sinni e Serrapotamo. Chiaromonte ha origini antichissime, i primi ritrovamenti risalgono all’età del ferro ed è stato abitato da diverse popolazioni. Il centro storico si sviluppa attorno alla piazza principale, entriamo da Porta San Giovanni, una delle tre antiche porte di accesso. Con la guida locale saliamo per le scale, entriamo nella chiesa dedicata a San Giovanni Battista, poi fra portici e viali alberati, su fino in cima al paese. Nonostante la pioggia lo seguiamo e ascoltiamo con piacere le sue storie. Il nostro punto di arrivo è la cosa per me più interessante, le grotte di epoca medievale scavate nella roccia, adibite a cantine per la conservazione del vino artigianale. A Chiaromonte ce ne sono oltre 700 e vi assicuro che non avevo mai visto nulla di simile, sia per la particolarità di questa soluzione, sia per la vivacità con cui molte di queste grotte sono state riadattate e rese luoghi ospitali. E al sud l’ospitalità è un affare serio, un caldo abbraccio con cui le persone ci accolgono al nostro arrivo in paese. Ci accompagna nella visita il suono della fisarmonica mentre degustiamo vino rosso e focaccia, salumi e formaggi, focaccia al sambuco. Tutto questo sa di antico eppure si adatta perfettamente al mondo d’oggi.
Ci fermiamo a Chiaromonte per cena sabato sera, in una delle sue cantine. Laura Rosso è la nostra padrona di casa: ci insegna a fare i raskatelli di miskiglio. Cosa sono? pasta fresca tipica lucana fatta con diverse farine di cereali e legumi, impastati a mano, cotti in un pentolone su fuoco a legna, conditi con salsa al pomodoro. Tutto innaffiato con il vino guarnaccino. Tutto fatto da lei (con noi). Andate a trovarla nel suo home restaurant, si trova a Fardella qui vicino e si chiama proprio la casetta dei raskatelli.
Il racconto della giornata di oggi, 27 maggio, sulla pagina Facebook Gamberetta Travelblog,
2705 [Basilicata giorno 3] Tursi ci impegna tutta la mattina, dalla rabatana scendiamo a piedi fin giù nel paese, passando per la chiesa di Santa Maria Maggiore con la cappella affrescata. Attraversiamo stradine acciottolate guardandoci attorno, panorami aspri eppure pieni di vita e dei colori di primavera. La Rabatana ha 15 abitanti e poi cani, gatti, pecorelle smarrite. Le poesie di Albino Pierro si leggono scolpite sui muri. Giù al Cafe plaza facciamo aperitivo con una fresca birra locale e poi su a piedi torniamo in hotel per pranzo. Si mette a piovere e grandina pure, sotto una pioggia torrenziale arriviamo a Chiaromonte borgo arroccato ai piedi del Pollino, a 800 metri slm, per visitare alcune delle sue 700 grotte adibite a cantine. Assaggiamo miskiglio e raskatelli in una grotta riscaldata dalla legna sul fuoco. Ora torniamo a Tursi per assistere all’ultima serata della festa patronale, dedicata a San Filippo Neri.
Metaponto


A Metaponto arriviamo domenica mattina 28 maggio 2023. Qui è già scoppiata l’estate e il Mar Jonio è poco lontano. Ci fermiamo a visitare le Tavole Palatine,il tempio dorico dedicato a Hera, con la loro storia millenaria. Attorno una campagna riarsa dal sole che cela chissà quali tesori sotto terra. Il sito è diverso da come lo immaginavo, mi emoziono girando attorno alle grandi colonne e penso chissà com’era “ai suoi tempi” anzi lo penso sempre quando visito un sito archeologico. Peccato per il museo chiuso, va beh tornerò!
Per saperne di più http://www.metapontoparcoarcheologico.it/01.html
Toursikon
Se volete iniziare la scoperta di Tursi comodamente dal vostro dispositivo elettronico vi consiglio di scaricare la app Toursikon, il visual novel game con giochi e quiz messo a punto da Elle Viaggi grazie a Luigia Rabite e Carmine Morisco. Con Toursikon anche voi potrete conoscere la Rabatana di Tursi e il santuario dell’Anglona.
La bellezza accecante di Matera



Il nostro tour in Basilicata inizia e finisce a Matera. Per chi come me arriva tardi, giovedì 25 maggio dopo la visita guidata si va:
- all’antica cisterna Palombaro lungo
- allo studio d’arte keramos 26 di Cristian Andrisani
- a cena nei sassi al Terrazzino
- a passeggio Matera by night.
Tornare qui è sempre un tuffo al cuore perché Matera è come Venezia, non stanca mai anzi a ogni visita svela qualcosa di nuovo che merita di essere raccontato in dettaglio.
Domenica 28 maggio, prima di riprendere la via di casa, io e Simonetta abbiamo tempo di andare a passeggio nei Sassi con e fermarci per l’aperitivo. La novità per me è un hotel appena aperto, con una strepitosa terrazza panoramica. Questo è il rooftop di Palazzo della Fontana, quarto piano. Terrazza la Vista. Secondo voi perché si chiama così?


E poi non posso mancare un saluto alle Monacelle come le chiamo io, per salutare Antonella conosciuta la prima volta qui, nel 2015. Ora spazio per eventi, infatti è in corso una lettura al nostro arrivo. Le faccio una sorpresa anzi, faccio la sorpresa sia ad Antonella sia a Simonetta che, arrivata qui, gira silenziosa col naso all’insù, e poi mi dice “Ma in che posto pazzesco mi hai portato, grazie Robi!”
Finisce con questo saluto il nostro fine settimana lungo, una lunga corsa fra luoghi noti e nuovi, con vecchi amici e persone ora amiche. In attesa di tornare a visitare nuove cantine, a camminare, a vedere un altro pezzetto della bellissima Lucania.
Dove mangiare e dormire
Relais Palazzo dei Poeti Tursi MT



Ottenuto dall’attento restauro di Palazzo Canonico si trova sulla sommità della Rabatana in posizione dominante. La vista migliore è dalla terrazza al piano superiore. Poche ampie camere arredate con stile si affacciano sulla vallata, un ampio ristorante propone cucina locale, rivisitata in chiave moderna. La colazione è abbondante con prodotti freschi e leggeri.
Osteria 251 Tursi MT



Abbiamo pranzato in questo semplice locale dove si mangia bene con alcuni dei più genuini piatti tipici locali. Per non farci mancare nulla abbiamo fatto la pasta fresca con le nostre mani, gli strascinati da condire con sugo di peperoni e pomodori. A proposito, ho fatto una scorpacciata di peperoni cruschi che non mancano mai sulla mia tavola, ogni volta che scendo in terra lucana.
Ristorante al Terrazzino Matera




Con una vista superlativa sui sassi era la migliore location per la nostra prima cena. Al Terrazzino abbiamo assaggiato una panoramica di piatti lucani innaffiati coi vini della Cantina del Notaio, un nome e una garanzia.
Post in collaborazione con https://www.elleviaggi.com/
Ti è piaciuto questo post sulla Basilicata, il sud e isole? Allora leggi anche gli altri, li trovi qui:



