Da quando il 10 maggio scorso è iniziata la Biennale Architettura, la città di Venezia pullula di eventi e mostre. Attorno a Giardini ed Arsenale troverete numerosi pannelli che vi faranno voglia di entrare in sedi espositive, alcune note altre meno.

accademia

Vedere tutto è difficile anche per chi vive a Venezia o nelle immediate vicinanze, come la sottoscritta. Il vantaggio per i locals è di effettuare le visite poco per volta per non cadere negli eccessi, che per me hanno l’effetto di dimenticare, almeno in parte, ciò che si è visto. Cosa vedere e come scegliere tra la ricca proposta di eventi e mostre? Lasciatevi guidare e ispirare dai vostri gusti e dalla sensibilità personale, non sarà mai tempo perso! Andiamo a scoprire un poco alla volta le mostre da vedere Venezia, dentro e fuori dalla Biennale.

Collezione Peggy Guggenheim

Quando apre la terrazza di Palazzo Venier dei Leoni, magnificamente affacciato sul Canal Grande, vuol dire che la primavera è iniziata, che possiamo affrontare la nuova stagione con abiti nuovi, e una nuova mostra! Ho già scritto tutto sulla retrospettiva che la casa veneziana di Peggy Guggenheim dedica a Maria Helena Vieira da Silva nella primavera – estate del 2025. Visitabile fino al 15 settembre.

Le mostre del 2024

La maggiore collezione di arte contemporanea italiana, a Palazzo Venier dei Leoni la casa veneziana di Peggy Guggenheim, ospita una retrospettiva che ci racconta le tante sfaccettature di Jean Cocteau. Questo eclettico artista e regista, attivo anche nel teatro e arti applicate, è stato amante della vita e dei suoi piaceri, anche i più trasgressivi. Ho già scritto sulla mostra Jean Cocteau. La rivincita del giocoliere. Alla conferenza stampa ho conosciuto meglio tutto il suo percorso artistico e umano, anticipatore di molte tendenze e stili del Novecento. Jean Cocteau è stato attivo in campi diversi: arti grafiche e decorative, moda e gioielleria, teatro e cinema. Amico di Peggy Guggenheim e di altri protagonisti della scena culturale e artistica, donne e uomini con cui ha avuto rapporti burrascosi, Jean Cocteau è raccontato nella mostra di Venezia, come uomo oltre che come artista. Fino al 16 settembre 2024.

https://www.guggenheim-venice.it/

Collezione Fondazione Pinault

La Fondation Pinault nelle sue sedi veneziane ha inaugurato due grandi mostre, visitabili fino a fine anno e oltre. Palazzo Grassi e Punta della Dogana ospitano rispettivamente:

  • Tatiana Trouvé. La vita strana delle cose (fino al 4 gennaio 2026)
  • Thomas Schütte. Genealogies (fino al 23 novembre 2025).

Nella prima sede le opere ci trasportano nei mondi immaginari della Trouvé, un viaggio con la valigia in mano piena di oggetti a volte pesanti e ingombranti, a volte filiformi e leggeri, perfetti per gli spazi di Palazzo Grassi. Nella seconda sede c’è una netta distinzione fra grande e piccolo: statue, drappi colorati, busti di ceramica dove Schütte ritrae personaggi famosi, a volte cupi e a volte giocosi, che Punta della Dogana mette in risalto.

Il racconto della visita sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog

16 04 Mostre a Venezia. Fondazione Pinault 1/2 – domenica 6 aprile ha aperto anche Palazzo Grassi. Tatiana Trouvé. La vita strana delle cose. Da visitare fino al 4 gennaio 2026. Mostra con un titolo intrigante, in cui mi sono immedesimata nei viaggi dell’artista con i bagagli esposti, le sedie traboccanti di oggetti, libri archivi e inventari di viaggi passati e futuri. Dal secondo piano ho guardato giù: sul pavimento nell’atrio del piano zero, l’installazione Hors sol giocando con il pavimento in marmo lo ha ridisegnato. Ho goduto di un extra molto gradito per il primo giorno di apertura, quando si è esibito Warren Ellis in una performance travolgente durata quasi un’ora. Cosa mi è piaciuto di più:

  • Le copertine di giornali sulla pandemia COVID (Marzo – maggio 2020)
  • La serie sulle città, piccole opere appese alle pareti
  • Le grandi tele al secondo piano
  • L’inventario che sento molto vicino a me!

13 04 Mostre a Venezia. Fondazione Pinault 2/2 Una settimana fa a Punta della dogana ha aperto la mostra “Thomas Schütte. Genealogies” e vi consiglio di vederla. Potete farlo fino al 23 novembre. Anzi iniziate a vederla da fuori dove questa grande statua dell’artista tedesco campeggia sul campo. Ne troverete un’altra dentro, dall’altra parte, quasi a proteggere il luogo e i visitatori. In mezzo una ventina di sale indagano il percorso artistico di Thomas Schütte (Oldenburg, 1954) con ceramiche e schizzi, drappi e bandiere, busti e statue enormi che, diciamolo, qui stanno proprio bene. E mi hanno ricordato la mostra che più mi ha sconvolto nel lontano 2019 (!!!) quando Damien Hirst ha inondato queste ampie sale con forme e colori a volte per me eccessivi, ma di sicuro effetto. Per i residenti nella città metropolitana ingresso gratuito primo e ultimo giorno di mostra, e tutti i mercoledì.

Le mostre del 2024

A Punta della Dogana Pierre Huygue. Liminal. A Palazzo Grassi Julie Mehretu. Ensemble. Domenica 17 marzo le ho viste, nel primo giorno di apertura, e ne sono uscita confusa. Ok il surrealismo, le grandi tele, le installazioni video e multimediali, ma a un certo punto mi è sembrato tutto troppo. Fino al 24 novembre 2024 Pierre Huygue. Fino al 6 gennaio 2025 Julie Mehretu.

Le Stanze della Fotografia

All’isola di San Giorgio, a una fermata di vaporetto da Piazza San Marco scendete in una piccola isola con spazi pubblici e privati, pietre e alberi, luoghi carichi di spiritualità e cultura. San Giorgio sorprende per tutta la bellezza che ci offre, con lo sguardo rivolto al bacino di San Marco.

Le stanze della fotografia quest’anno ci propongono due mostre evocative dei nostri tempi: nel ricordo di tanti personaggi del Novecento, visti da un grande fotografo come Robert Mappelthorpe, e nel racconto del mondo di oggi attraverso lo sguardo di Maurizio Galimberti, in questo caso accanto ai personaggi dello spettacolo ce ne sono molti altri dello sport, e poi le persone comuni che soffrono per la guerra, quella che oggi pagano soprattutto i civili. Fino al 10 agosto 2025.

Il racconto della visita sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog

25 04 Mostre a San Giorgio Venezia. Le stanze della fotografia 1/2. Maurizio Galimberti tra Polaroid /ready made e le lezioni americane di Italo Calvino è il lungo titolo dell’altra mostra alle stanze della fotografia, isola di san Giorgio Venezia. Visitabile fino al 10 agosto. Mi sono piaciuti molto i cantanti e attori di ieri e oggi. Idem Roma, New York e le città (quasi) invisibili, per citare Calvino, gli scatti con la Polaroid che Galimberti ha stiracchiato e moltiplicato in istantanee che diventano mosaici di immagini caleidoscopiche. Ho sofferto quando il mio sguardo ha incrociato quello di un bimbo cambogiano e i sopravvissuti della strage di Srebrenica. Anche questo è il potere della fotografia.

17 04 Mostre a San Giorgio Venezia. Le stanze della fotografia 2/2. Su Robert Mapplethorpe avevo grandi aspettative e sono state soddisfatte dalla mostra alle stanze della fotografia, isola di san Giorgio Venezia. Robert Mapplethorpe (1946-1989) “Le forme del classico” è la prima delle due mostre di recente apertura alle Stanze della fotografia. Siamo sull’isola di san Giorgio dove alla discesa dal vaporetto sono sempre abbacinata dalla chiesa omonima e dalla vista sul bacino di San Marco. E da vedere c’è molto di più! Alla mostra fotografica tante immagini evocative sono messe in fila non in ordine cronologico ma per temi. Sono fatte tutte nel suo studio. Mapplethorpe è autore e non attivista. Ritratti e autoritratti. Grandi foto, pannelli e didascalie tutte da leggere. Piccole foto di grandi personaggi. Ritraggono persone comuni e famose, come Patty Smith alla quale è dedicato un capitolo intero. Confesso che non conoscevo molti di loro ma mi sono soffermata a lungo su Patti Smith e mi sono chiesta “Chissà cosa pensa lei di questa profonda amicizia che a lungo li ha legati?” Chissà!

Le mostre del 2024

Al piano terra trovate gli oltre 200 scatti di Helmut Newton. Siamo sull’isola di San Giorgio dove Helmut Newton (1920 – 2004) è raccontato nel suo percorso biografico, una lunga vita che ha attraversato il Novecento e lo ha segnato in quanto ebreo, costringendolo a scappare dalla Germania sua terra natale per cercare nel mondo il suo mondo. Helmut Newton. Legacy è il titolo della retrospettiva. Newton ha intessuto rapporti con i famosi personaggi che ha immortalato nelle sue famose fotografie, è diventato egli stesso icona di un certo mondo e di un modo di fotografare. A un certo punto ha preso le sue modelle, le ha vestite e poi le ha spogliate con risultati che sono piaciuti ad alcuni, ad altri no. Infatti è stato accusato di spingere il voyeurismo in tempi non sospetti ma non se n’è curato più di tanto. Si è invece curato di tenere alto lo stile di vita dopo un infarto, a soli 50 anni, ma è vissuto fino a 84 anni. Quindi deve esserci riuscito e noi gli siamo grati per ciò che ci ha lasciato. Le immagini, la sua eredità e testimonianza (Legacy). Fino al 24 novembre 2024.

Patrick Mimran. Out of focus è l’altra mostra che ha aperto alle Stanze della Fotografia. Venezia isola di San Giorgio Maggiore. Cominciamo a vedere al primo piano immagini piccole, nitide, colorate, accanto a quelle più grandi e fuori fuoco, come dice il titolo della mostra Out of focus. Punto di vista utile a spostare la nostra attenzione, il fuoco appunto, come l’autore Patrick Mimran ci ha spiegato alla conferenza stampa. Fino al 11 agosto 2024.

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