
La mia visita di Mons si svolge in una luminosa giornata alla fine di agosto. Con i suoi circa 100.000 abitanti Mons oggi è capoluogo dello Hainaut. Nel 2015 Mons è stata Capitale Europea della Cultura e sono curiosissima di conoscerla.
Una giornata a Mons


La mattina sono in compagnia della guida Mirella di Renzo per un’immersione nella storia e cultura di Mons, con partenza e arrivo all’Ufficio del Turismo in Grand Place. Prima di pranzo con Quentin Dardenne saliamo in sella a due belle biciclette e partiamo… Non mi sono fatta foto mentre pedalavo e dovete credermi: il Belgio è un paese piatto, con pochissime salite e discese, eppure ho sudato e faticato per salire sui cavalcavia trafficati dalle auto, e per affrontare le rotatorie. Ma che goduria le piste ciclabili, in città e fuori! Percorrere una ventina di chilometri in bici mi ha fatto felice. Il turismo lento a piedi, in barca e in bici è il futuro, per me e per i turisti che si cercano proposte di viaggi sostenibili e accessibili, per tutti o quasi tutti, saranno sempre più numerosi.
Dalla stazione alla Grand Place


Arrivo in treno da Namur, dove alloggiamo nei tre giorni di Viaggio stampa con Visit Vallonia, l’impatto con la nuova stazione è forte a causa dei lavori in corso e degli spazi in riorganizzazione. Santiago Calatrava ha progettato questa Grande Opera, la vedo nell’agosto del 2024 e sarà inaugurata nel 2025.
Mi dirigo verso il centro passando per la maestosa Collegiata di St Waudru, molto più di una chiesa. Tra piccoli saliscendi vedo la cura per il verde urbano, le frecce indicano i luoghi di interesse, non solo turistico. Prendo la via a sinistra e osservo le case in pietra e mattoni che adoro, con i tetti spioventi a volte mansardati. Gli edifici sono abbelliti da porte e finestre dai colori accesi. Qui mi sento a casa, nell’Europa Centrale dove, ai tempi dell’Università, dall’Italia sono venuta a studiare proprio qui vicino, alla facoltà di Agronomia di Gembloux.
Grand Place


Circondata da edifici datati fra il Quattrocento e il Settecento, Grand Place è la piazza principale e cuore di Mons. Mi colpiscono la sua sobrietà, l’arredo urbano e le tante bandiere che sventolano come per salutarmi. Numerosi edifici importanti si affacciano sulla piazza:
- il teatro reale ottocentesco,
- la casa detta Toison d’Or seicentesca,
- Hotel de Ville, il municipio quattrocentesco in stile gotico,
- la Cappella St Georges.
Piccole sculture metalliche come la Serrure quattrocentesca (serratura), le Ropieur (ragazzino) e la Singe (scimmia) sono veri e propri simboli di Mons. Da vedere e da toccare, sperando che portino fortuna.
In Grand Place c’è anche l’ufficio del turismo, dove incontro la guida Mirella di Renzo. Mi fa vedere Mons con tutti i suoi colori, in una visita che comprende i luoghi del potere, civile e religioso, le tradizioni popolari come il famoso Doudou.
L’arte abita la città


Nel percorso dei murales andiamo alla scoperta dell’arte urbana, dei suoi temi sociali e delle interpretazioni di diversi artisti. A Mons l’arte contemporanea esce dai musei e si trova nelle strade. L’art habite la ville è un modo di vedere Mons attraverso i colori vivaci e le grandi opere di artisti internazionali come Fernando Botero, Gérard Garouste, Niki de Saint Phalle. Colori vivaci sono quelli della Grande Dame, la signora dipinta sul muro carica di significati simbolici, e le tessere colorate del percorso pedonale.
Collegiata St Waudru


Ci sono voluti quasi 200 anni per costruirla, in stile gotico brabantino, ma nel 1621 è stata terminata e come tale è arrivata fino a noi. Conserva al suo interno grandi tesori e pezzi della storia di Mons. Fra questi vi sono quadri e vetrate, arazzi e oreficerie, statue in legno e alabastro. E soprattutto vi trovate il Carro d’oro che viene portato fuori per la processione del Doudou. Stabilita per la prima volta nel 1349 oggi La Ducasse è la festa che si celebra ogni anno a Mons per una settimana, si svolge 57 giorni dopo Pasqua ed è patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO. Il clou degli eventi è fra sabato e domenica, con il combattimento fra San Giorgio e il drago, rievocazione in costume sempre molto sentita, e dalla processione del carro d’oro con l’urna di Santa Waudru, protettrice della città.
Hotel de Ville
Nel municipio sono condensati secoli di storia, quando il Belgio non era ancora nato come nazione (ciò avverrà nel XIX secolo). L’edificio è in stile gotico ed è già bello da vedere esternamente. Nei saloni, arredati con mobili d’epoca, si trovano preziosi pezzi di oreficeria, arazzi, mobili in legno. Si può vedere il patio interno Jardin du Mayeur e (su richiesta all’ufficio del turismo) visitare all’interno:
- il Gabinetto del Borgomastro,
- la sala dei ritratti e la sala dei matrimoni.
Dintorni di Mons: in bici fino al Grand Large e Cuesmes



Prendiamo le distanze dal centro di Mons in bicicletta, prima in quartieri moderni, recentemente riqualificati, poi fra spazi sempre più verdi. Attraverso le nuove piste ciclabili, all’ora di pranzo arriviamo al Grand – Large lo specchio d’acqua punteggiato da imbarcazioni grandi e piccole ormeggiate. La Marina è la via navigabile che collega i canali in Belgio alle vicine grandi vie fluviali in Francia e Olanda. La Capitainerie è il ristorante informale dove pranziamo all’aperto, si sta veramente bene! Ho fame dopo le attività del mattino e l’arietta fresca respirata fuori dal centro. Piatto principale vegetariano, birra e patatine fritte, siamo in Belgio no??
Visitare il Borinage e la casa di Van Gogh



Cuesmes è il vicino villaggio dove un illustre personaggio ha passato parte della sua vita. Vincent Van Gogh ha preso casa qui, ora l’edifico fa parte del Percorso Van Gogh in Europa, che si sviluppa in Francia, Inghilterra e ovviamente in Olanda. Visitiamo ambienti chiusi e aperti. L’interno della casa – museo ricostruisce il suo soggiorno, dal 1878 al 1880. Vi sono arredi d’epoca e sedie impagliate. Sono esposte alcune opere di formazione sul disegno e la pittura, che poi sarebbe diventato il suo mestiere. Fabbrica del carbone. Minatori al lavoro. Case dei minatori. Le lettere destinate al fratello Theo sono toccanti: assieme al percorso artistico, questi luoghi fanno parte del percorso umano tormentato di Van Gogh.
All’esterno il Borinage è un museo a cielo aperto con una mostra temporanea di fotografie di Karin Borghouts. Au Borinage è una sequenza di grandi pannelli su com’era l’area ai tempi delle miniere, e come invece si presenta attualmente. Un mix di archeologia industriale e riqualificazione urbana, ben presente negli ultimi 15 anni a Mons, da quando è stata nominata Capitale Europea della Cultura del 2015. Durante lo sfruttamento delle risorse minerarie i destini di Belgio e Italia sono stati molto vicini. Marcinelle è stata una tragedia che oggi ricordiamo ogni anno e all’epoca suscitò vergogna per fatti che forse non volevamo sapere.
La città vista dall’alto: il Beffroi di Mons


Tornando in centro storico, dopo aver riportato la bici all’ufficio del turismo ho tempo per vedere Mons dall’alto. Salgo fino allo Chateau des Comtes e al Beffroi alto 87 metri, patrimonio UNESCO. In cima il panorama su tutta Mons è superlativo. Siamo su una collina in parte cinta da mura medievali, con un bel giardino e la torre seicentesca, detta appunto Beffroi. Nei piani alti, fra grandi campane e un orologio meccanico del XVII secolo, pannelli multilingue raccontano la storia di questo edifico e di edifici simili come la Torre di Pisa. I primi restauri sono avvenuti a partire dal 1845, e si deve all’architetto di Mons Jean Barthélemy (1932 – 2016) la cura e valorizzazione del patrimonio cittadino. Victor Hugo è un altro personaggio che per una parte della sua vita è stato legato a Mons.
Dalla Grand Place ritorno alla stazione


Rientrare alla stazione di Mons per prendere il treno mi permette di vedere la città per la stessa strada del mattino, ma ora essa sfoggia la sua luce migliore, quella del tardo pomeriggio. Fra giardini verdeggianti, statue grandi e piccole, è davvero una bella concezione urbanistica ben diversa dal grigio del passato. Però perdo il treno! Ve lo racconto proprio perché, nel mezzo dei lavori per la nuova bellissima stazione ferroviaria “firmata” da Calatrava, c’è una passerella di accesso ai binari. All’andata non mi accorgo dei percorsi obbligati, al ritorno sì ma è tardi per correre al binario da dove parte il treno per Namur, uno all’ora. Mancano i pannelli e l’annuncio sonoro mi sfugge (parlo il francese perfettamente ma non lo sento proprio!). Il mio treno passa sotto il naso e, prendendo il successivo, arrivo col buio. Pazienza, piccoli intoppi e imprevisti di viaggio possono capitare sempre!
Mons in sintesi
Mons oggi è un centro operoso con manifattura e servizi, università e attività diverse, che mostra con orgoglio il suo ricco passato, i recenti conflitti, lo sfruttamento di risorse (come il carbone) in quello che era chiamato il “Paese nero”. In un giorno di visita cammino nel centro tra chiese e palazzi, negozi e locali. Mi riservo i musei alla prossima visita, c’è già tanto da vedere:
- Grand Place,
- Collegiata St Waudru,
- Chateau des Comtes e Beffroi,
- Biblioteca d’arte
I musei di Mons
- Museo del Doudou
- BAM – Museo delle Belle Arti
- MMM – Mons Memorial Museum
- Mundaneum
- Museo di storia naturale
- Casa Léon Losseau.
Il racconto delle visite a Mons sulla mia pagina Facebook Gamberetta Travelblog



07 10 24 [La città vista dall’alto] le Beffroi de Mons patrimonio UNESCO è in Belgio l’unico Beffroi di epoca barocca. Sul campanile si sale in ascensore e si scende a piedi su ripide scalette. In cima si vede Mons città medievale in tutta la sua ampiezza, più ampia che alla base dove c’è un bel giardino. Io speravo lassù di sentire il vento fra i capelli ma sono stata delusa. Ampie vetrate proteggono i visitatori, pannelli multilingue mostrano la storia del manufatto, com’è stato protetto e consolidato dallo stesso architetto che ha “salvato” la torre di Pisa. Si vedono da vicino l’orologio che segna il tempo ogni 15 minuti e le campane, oggi a riposo.
06 10 24 [la casa di van Gogh a Mons] Nel centro di Mons c’è molto da vedere, la storia e la cultura catturano i visitatori. Fuori città gli spazi sono più ampi e naturali ma con delle sorprese dietro l’angolo! Alla casa di van Gogh, il Borinage, sono arrivata in bici, si trova nel villaggio di Cuesmes immersa in un giardino che fino a metà ottobre ospita la mostra temporanea dedicata a questi luoghi. Au Borinage è una sequenza di grandi fotografie dove Karin Borghouts rappresenta la campagna belga che ha ospitato Van Gogh com’era e com’è. Non ci sono più le miniere, le attività agricole rimangono. All’Interno sono ricreati gli ambienti com’erano durante il suo soggiorno di due anni (1878-1880), documenti, video, lettere al fratello Theo. A me è sembrato di entrare in alcuni suoi quadri famosi!
05 10 24 Sulle scale di Mons capitale europea della cultura 2015. Chissà se papa Francesco ha provato la birra belga nella visita pastorale della scorsa settimana a Bruxelles. Peccato non abbia visto la Vallonia, regione che ha giocato un ruolo forte nella storia belga, anche dal punto di vista spirituale. Mons ha la storia nel suo nome e la geografia ondeggiante richiama le colline su cui è sorta la città romana. Camminando su e giù per il centro storico si vede questo, dalla stazione alla Grand Place.
29 08 24 Il secondo giorno del viaggio stampa in Vallonia, mercoledì 28 agosto, ci siamo separate. Io sono andata a Mons, Simonetta a Charleroi, Stefania a Spa. Mons è stata capitale europea della cultura nel 2015 e ha sfruttato l’occasione per rinascere con una forte impronta culturale, unica in tutta la Vallonia. In treno poi a piedi e in bici, con le guide ho visto tantissime cose. Qui solo le prime 10 immagini ma molte altre seguiranno
In collaborazione con https://visitwallonia.it/





