
Sulla terrazza di Palazzo Venier dei Leoni c’è fermento: in una tiepida giornata di aprile che illumina Venezia con una luce ancora più bella inaugura una nuova mostra. Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista racconta com’è nata la vocazione di Peggy Guggenheim al mecenatismo, gli amici che l’hanno aiutata e, in alcuni casi, le hanno insegnato le armi del mestiere di collezionista di opere d’arte. Con ottimi risultati, a giudicare dalla quantità e qualità delle opere raccolte, delle diverse forme espressive, portate a Venezia. In quella che dal 1948 è diventata la sua casa, e ora uno dei maggiori musei di arte contemporanea d’Italia e d’Europa: Palazzo Venier dei Leoni.
“Peggy Guggenheim a Londra: Nascita di una collezionista” racconta il periodo londinese della Guggenheim quando, in soli 18 mesi, espose nella Guggenheim Jeune a Cork Street, la sua prima galleria. Tra gennaio 1938 e giugno 1939, prima che i venti di guerra spazzassero via i sogni di un brillante futuro, espose in ben 21 mostre temporanee le opere di tanti artisti suoi contemporanei, le avanguardie astrattiste e surrealiste, mettendo in luce lei e loro in un gioco di complicità e amicizia che andò ben oltre il loro mero valore artistico.


Ci sono voluti più di sei anni di lavoro per mettere a punto la mostra che presenta un centinaio di opere da musei e collezioni private, e viene inaugurata proprio oggi, sabato 25 aprile. Sarà visitabile a Venezia fino al 19 ottobre 2026, poi sarà portata:
- alla Royal Academy of Arts di Londra dal 21 novembre 2026 al 14 marzo 2027,
- al Museo Guggenheim New York dal 16 aprile al 12 settembre 2027.
Questo grande lavoro di ricerca è stato sottolineato da Gražina Subelytė, Curator, Collezione Peggy Guggenheim, e Simon Grant, Guest Curator, nella conferenza stampa di venerdì 24 aprile.


Con le sue scelte coraggiose la Guggenheim ha fatto irruzione nella scena artistica londinese, allora ingessata e lontana anni luce dalla Parigi dell’epoca, città decisamente più moderna e aperta alle novità in ambito artistico, culturale sociale. Ha rotto gli schemi generando reazioni opposte, alcune entusiaste altre decisamente negative. Ha fatto rumore insomma, un rumore che non si è sentito durante gli anni drammatici della Seconda Guerra Mondiale quando Peggy fuggì in America, per sfuggire alle persecuzioni naziste.
Non solo artisti famosi sono presenti in mostra, fra cui alcuni dei suoi amici del cuore: Arp e Tanguy, Kandinsky e Kernn Larsen, Mondrian e Moore. Beckett e Duchamp. A Venezia trovate Agar e Hepworth, Morris e Taeuber. Penrose e Reynolds. Molte diverse forme espressive sono presenti: collage e bambole, piccole statue i bronzo e grandi sculture in marmo, fotografie e opere su carta. Materiali d’archivio che restituiscono l’immagine di una giovane donna intraprendente e coraggiosa, com’è stata per tutta la vita Peggy Guggenheim.


L’arte come manifesto di speranza, è questo il messaggio che ci lascia Peggy Guggenheim all’inizio della sua carriera, da Londra al resto del mondo. Un messaggio di grande attualità anche oggi, a distanza di oltre 80 anni.



